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Didattica e corsi

Diario Californiano

Nelle settimane scorse ho potuto visitare il “Web 2.0 Expo” di San Francisco. (Ok, per questa volta vi risparmierò le mie perplessità circa il concetto e la definizione di “web 2.0”, ma prima o poi mi sentirete parlare anche di questo! ) La visita a questo expo è stata un’ottima occasione per vedere come si muovono e si presentano le aziende del web sul mercato internazionale, sentirsi un paio di conferenze e andare a conoscere un po’ di nuovi servizi online.
Mi sono concentrato in particolare su servizi web destinati alla comunicazione e collaborazione online, e ho trovato molte cose interessanti che potrebbero avere impieghi in ambito elearning. Non ho ancora avuto modo di provarli tutti come meriterebbero e alcuni che sono ancora in beta ho potuto provarli solo là, quindi per ora ve li segnalo e nelle prossime settimane cercherò di darvi recensioni più accurate:

Zoho: una suite di applicazioni “Office Oriented” chiaramente ispirata ai servizi di Google, che oltre ad alcune soluzioni di word processor, blocco note e Spreadsheet simili a quelle già presenti in Google Documents, include anche Project Management, Database, Organizer, Wiki e altro ancora. E in questo “altro ancora” troviamo una soluzione per creare test online , un servizio di videoconferenza , e un servizio che vi consente di creare presentazioni online uploadando direttamente file di powerpoint ().

SpringNote : Si tratta di una sorta di blocco note molto avanzato, utilizzabile online anche in maniera collaborativa. Rispetto alla soluzione di google mi pare però offrire maggiori possibilità nella formattazione dei testi, e soprattutto un’organizzazione dei contenuti molto flessibile grazie alla possibilità di strutturarli ad albero (non so se conoscete TreePad, qualcosa di simile). Le possibilità di impiego sono molto ampie: stesura di testi collaborativi, knowledgebase, manuali o guide online, discussioni aperte, ….

SpinScape: applicativo per creare mappe mentali online, anche in maniera collaborativa. Una feature interessante riguarda la possibilità di associare ai nodi della mappa dei “gadgets”, cioè di integrarli con ricerche su wikipedia, con Google Documents, google calendar o con altri widget disponibili per Google. La demo pubblica del servizio sarà disponibile da Giugno, ma alcuni esempi sono già visibili nell’area “gallery” del sito.

OpenaCircle: questo servizio permette di creare delle stanze permanenti di videoconferenza con desktopsharing, possibilità di schedulare eventi, presentazioni e meetings. Da quanto ho potuto vedere offre poche funzioni di moderazione delle conversazioni, proprio perchè è pensato soprattutto per situazioni di team working, ma credo anche in situazioni di apprendimento “informale” potrebbe rivelarsi una risora utile. Da quanto mi è stato detto all’expo il servizio sarà gratuito fino a 12 partecipanti…. niente male direi! E’ possibile iscriversi alla beta pubblica.

6 tecniche per rendere felici gli utenti e-learning

The Rapid E-Learning Blog - fuzzy thumb image
Non è semplice lavorare con i clienti. Sono i committenti dei corsi, pagano le fatture: è meglio ascoltare quello che hanno da dire. E quello che vogliono.

D’altra parte, un cliente esigente può influenzare negativamente il corso facendo richieste che non sono coerenti con una corretta progettazione.

La sfida è cercare di bilanciare la soddisfazione del cliente con l’obiettivo di creare un buon corso. Ecco come farlo, almeno secondo noi:
1) fornire la massima qualità possibile
Il modo migliore di gestire la relazione col cliente è di guadagnarsi la reputazione di lavorare bene. L’unica cosa che si può controllare siamo noi stessi e quello che facciamo. Se ci impegniamo a fornire il massimo, dare un buon prodotto e soddisfare il cliente probabilmente le cose ci andranno meglio.
2) fate leva sulla vostra esperienza
La percezione spesso equivale alla realtà. Sia che abbiate fatto un progetto o un centinaio, per il cliente l’esperto di elearning siete voi. Se è così, agite coerentemente. Senza sembrare saputelli, spiegate le vostre idee e perché funzioneranno. Non fatevi intimidire dalle richieste dei clienti, se pensate che quello che vogliono non funzionerà.
3) ascoltate
Siete lì per aiutare a risolvere un problema. Ascoltate il cliente e focalizzatevi sulla soluzione che lo aiuterà. Fate le domande giuste. Più lo fate parlare e più gli fate domande, più penserà che siete l’esperto.
4) stabilite scadenze chiare
La principale causa di perdita di tempo e di frustrazione è la mancanza di comunicazione sugli obiettivi del progetto.
5) guadagnatevi l’attenzione del cliente
Siate preparati, siate puntuali e proattivi. Ci può sempre essere qualcuno che potrebbe fare il vostro lavoro meglio e per meno. Non perdete tempo e rispondete alle esigenze del clienti. Non tenete il progetto in stand-by solo perché non aspettate un ulteriore incontro di chiarimento col cliente. Fate le piccole cose che dicono al cliente che prestate attenzione a lui e alle sue esigenze.
6) date delle scelte al cliente, ma non troppe
Se proponete solo un’idea per il progetto, vi esponete a un sacco di questioni e di critiche. Se ne proponete troppe, perderete un sacco di tempo analizzandole tutte. Tre proposte sono l’ideale: ad esempio una lineare, una focalizzata sulla condivisione del contenuto e un po’ di interattività e poi un caso di studio.

Parte un corso blended con IAL

Mi riallaccio al post “Maledetta FAD!” per segnalare un esempio di come – sia pure pian piano e a fatica – qualche ente sta iniziando a ragionare di come integrare la Fad nella propria progettazione didattica.

A breve partirà un corso sulla creazione d’impresa realizzato in collaborazione con Ial Emilia Romagna – sede di Modena.

Il corso sarà realizzato con modalità “blended” (miste aula – elearning)

Proviamo a immaginare: andiamo a un corso, ascoltiamo e impariamo. Se il docente era bravo, ci ha aperto molti orizzonti nuovi.
Ma quando torniamo a casa (o – se era un corso aziendale – il mattino dopo) che si fa?

Chiaro: se la nostra motivazione è molto forte ci sforzeremo di applicare nella pratica quanto imparato. Ma spesso il quotidiano è più forte della motivazione…

Il corso “Neoimpresa” consentirà a IAL di sperimentare la modalità blended: i 12 destinatari, aspiranti imprenditori, potranno utilizzare la piattaforma per l’autoapprendimento, per le esercitazioni e per il loro project work assieme al docente.

Ed ecco l’apprendimento “blended”

  • i materiali saranno in larga parte prodotti da elearnit
  • i docenti interagiranno con elearnit per la produzione dei contenuti, in modo da integrare correttamente le modalità didattiche (aula e elearning)
  • il corso è stato progettato fin dall’inizio con questa modalità
  • nella fase di promozione del corso, i corsisti che si sono iscritti hanno manifestato interesse verso la modalità mista: per molti (il corso è per lavoratori) questo è l’unico modo in cui possono partecipare! (alcuni hanno chiesto: ma non si può fare tutto a distanza?)
  • il docente stesso potrà sottoporre delle esercitazioni o dei casi di studio che il corsista può svolgere da solo o anche con gli altri partecipanti
  • il project work individuale sarà sviluppato attraverso la piattaforma, usufruendo dell’esperienza del docente (usando ad esempio il “repository”)

Insomma, il corso diventa un’esperienza continuativa che mi accompagna e non solo un avvenimento spot.

E’ un esempio virtuoso di quello che può fare un ente di formazione integrando l’e-learning nella sua attività didattica.

Usare il video in formazione: due soluzioni

Se è vero che con la diffusione dell’ADSL e l’invenzione di youtube il video online è arrivato alla portata di tutti, senza bisogno di grossi investimenti tecnologici, è anche vero che le soluzioni sia tecniche che metodologiche per utilizzarlo in ambito formativo sono ancora un mondo in divenire, soprattutto se si parla di video nati per una platea e non prodotti appositamente: c’è ancora tanto da scoprire e tanto da provare.

Oggi ad esempio ho visto un paio di modi interessanti di “giocare” con i video, che credo possano avere implicazioni interessanti in elearning.

Il primo è quello utilizzato qua: http://www.ted.com/index.php/talks/view/id/230
Passando con il mouse sul video, sopra alla barra di scorrimento, mostra una suddivisione in diversi “segmenti” titolati. Credo che sia inutile evidenziare quanto questa soluzione possa essere pratica nel caso di video formativi abbastanza lunghi, nel permettere a chi guarda per la prima volta di farsi un’idea degli argomenti e della struttura della presentazione, e a chi invece riguarda il video di andare direttamente all’argomento di interesse senza dover avanzare a caso con lo slider. Lo trovo interessante nel caso di conferenze o presentazioni come quella dell’esempio, ma anche nel caso di dimostrazioni tecniche di una procedura.

Un’altra soluzione interessante che mi ha segnalato Massimiliano proprio questa mattina può essere quella di http://zentation.com/, un servizio che permette di sincronizzare delle presentazioni powerpoint con video pubblicati su Google Video, e di pubblicare tutto gratuitamente online (qualcosa tipo slideshare, insomma). Da quanto si legge sul sito lo staff sta lavorando per l’integrazione con Youtube, che al momento non è supportato per un differente modo di gestire il buffering video.

Tempo e Budget nella realizzazione di risorse didattiche

Riprendo qui alcune riflessioni da un mio intervento sul forum di Orientamenti e Disorientamenti, in una discussione sul tema “Risorse didattiche: come costruirle e come usarle”.

Nella mia esperienza, prevalentemente in ambito aziendale, la complessità dello sviluppo delle risorse didattiche (dato dalla somma di soluzioni tecnologiche e di componenti didattiche ) dipende dall’obiettivo e dal budget: cosa si vuole ottenere, in che tempi deve essere prodotto il corso e quanto ci si può investire.
Con questo non voglio assolutamente dare un taglio “amministrativo” ad un tema squisitamente didattico, ma solo sottolineare come a volte le condizioni “ambientali” di un progetto possano costringere ad adottare soluzioni di compromesso nella progettazione delle risorse formative.
Se il corso deve essere erogato entro 2 settimane mi limiterò a produrre un semplice ipertesto, so ho tempo e budget per curare progettazione e sviluppo potrò ragionare molto di più sulla struttura dei contenuti e sullo storyboarding di un corso, progettare interazioni e ralizzare tutto con tecnologie più adeguate (animazioni, video, audio).
In entrambi i casi dò per scontata la presenza di un momento di valutazione online più o meno complesso.
Nel caso ideale che ci siano tempi e budget per lavorare con tranquillità sulla progettazione e sulla realizzazione tecnica delle risorse, valuterò altre variabili che incidono sulle scelte tecno e metodologiche:
– Come verranno erogate le risorse? (CD o LMS)
– In che condizioni tecniche? (pc domestici o videoterminali aziendali, con o senza schede audio,..)
– In che condizioni ambientali? (a casa con disponibilità di tempo, in azienda in orario di lavoro, in un’aula informatica nell’orario del corso…)
– Che tipo di contenuto (normativo, istruzionale o tecnico, competenze comportamentali,…)

In base a queste variabili decido se è il caso di realizzare risorse di durata maggiore o minore, se prevedere l’audio, e così via. Ad esempio, se i fruitori delle risorse devono guardarsele nei ritagli di tempo in azienda, col rischio di essere interrotti, produrro pillole formative di pochi minuti, meglio ancora se in video, altrimenti posso pensare a moduli più lunghi con una maggiore componente testuale.

La metafora della Matrioska e Articulate

articulateScrive Fabio in questo Post che si può usare la metafora della Matrioska come esempio di ciò che si può fare integrando strumenti diversi:

….Ovvero, utilizzando ottimi strumenti come Adobe Captivate o Articulate Engage o Articulate Presenter, potrei integrare tutto in una unica interfaccia? La risposta è si!…

La metafora è azzeccata e l’esempio calzante: in realtà, si possono integrare in Presenter un sacco di altre cose (come detto sia da Fabio che da noi in altri post).

Interazioni eXe, quiz creati con HotPot, pagine web statiche o dinamiche…

Nei prossimi post, mostreremo qualche esempio in tal senso.

Video guida a Exe

Ricordate la recensione che avevo fatto per exe? Fabio di Ideosfera ha realizzato anche delle video guide molto utili e la ha pubblicate su Youtube.

Parte prima:

Parte seconda:

Grazie a Fabio Ballor per il suo post, a breve pubblicheremo degli esempi nostri di oggetti realizzati con eXe.

Creare esercitazioni con Hot Potatoes

hpheader6.gifHot Potatoes è uno strumento per creare esercizi a risposta chiusa. Prevede 6 tipologie: domande a scelta multipla, indovinelli, abbinamenti, parole crociate, concordanze e domande di completamento.

Si tratta di uno strumento freeware per usi non commerciali: è usatissimo nelle scuole, nelle università e in generale in ambito accademico. Può generare delle esercitazioni da mettere su pagine web “normali” (e consente anche di inviare in automatico i risultati delle esercitazioni a un indirizzo e-mail) ma consente anche l’export in versione IMS o Scorm 2004 per essere integrato all’interno di piattaforme di e-learning.

Alcune di queste funzionalità sono già presenti all’interno delle piattaforme: ad esempio, in Docebo e in Moodle questi tipi di esercizi possono essere creati quasi tutti con i tool già integrati. Perché e quando allora usare Hot Pot? A nostro parere, quando le esercitazioni da creare richiedono un po’ più di personalizzazione o complicazione rispetto al solito. Da non trascurare poi che lo strumento è installato sul proprio PC: gli esercizi possono dunque essere creati offline e caricati in piattaforma successivamente, oltre che creati una volta e poi riciclabili su progetti diversi, clienti diversi e piattaforme diverse.

Il sito di Hot Pot è questo
Qui trovate dei tutorial in varie lingue, qui un tutorial in italiano e qui altri esempi di uso di Hot Pot. Infine, per completare l’opera, potete scaricare la Guida a HotPot
e la guida a Masher dal sito Cyberteacher di Paolo Cutini.

5 semplici modi per iniziare a fare corsi e-learning

Il primo modo è… con l’esperienza. Per chi invece non ne ha (e non sa l’inglese 🙂 ) , provo a dare qualche consiglio tratto  dall’utile newsletter di Articulate…

Non impazzite cercando di creare un corso da Oscar

Iniziate con semplicità: l’obiettivo è dare informazioni che aiuteranno a fare – meglio – qualcosa. Ad esempio, potete guardare i template della Microsoft che hanno anche dei modelli di analisi dei bisogni.

Cattura

Clicca qui per vedere i template Microsoft

Dopo qualche progetto, vi sentirete più pronti ad applicare il vostro approccio personale.

Imparate dagli esperti

Per essere un bravo designer e-learning, dovreste sapere qualcosa di multimedia, grafica, design, psicologia e forse anche qualcosa sulle tecnologie web e flash. Ma non troppo, un po’ di ciascuno di questi temi. Ecco qualche link (sono in inglese).

Ne conoscete altri?

Sperimentate gli strumenti

Rispetto a creare corsi con Flash, gli strumenti di rapid e-learning sono facili. Non c’è nessun danno che possiate fare. Ad esempio, come usare Articulate Presenter? Provate a creare un file di 10 slide e provate tutte le caratteristiche che trovate nel menu “Articulate”, poi vedete che succede. Infine, date un’occhiata al forum di Articulate o alla vetrina dei prodotti.

Non abbiate paura di sperimentare

Date un’occhiata al lavoro degli altri (ad esempio, nella vetrina di Articulate) e provate anche voi.
Ad esempio, provate a guardare questa immagine: è stata realizzata da uno sviluppatore Flash. Lo studente muove il mouse per avere informazioni su uno specifico pezzo:

parts

Con Articulate Engage si può creare qualcosa di simile in circa 15 minuti.

Provate a guardare questa demo.

Usate le risorse gratuite

  • Leggete i blog
  • Partecipate!

Questi consigli sono solo l’inizio. Il trucco è solo iniziare a fare degli esperimenti e non avere paura di chiedere. Buon lavoro!

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