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Formazione degli adulti e elearning: come usare l’andragogia per corsi più efficaci

A volte pensiamo che gli adulti siano in grado di seguire lunghe e noiose presentazioni. La verità è che questo metodo è inefficace quanto lo sarebbe per un bambino. Negli adulti, tuttavia, l’apprendimento ha caratteristiche specifiche. Oggi abbiamo preso spunto da questo articolo per comprendere meglio come la Teoria dell’apprendimento degli adulti possa contribuire a creare corsi elearning più efficaci migliorando così la formazione aziendale.

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E-learning: perché il fallimento è il miglior strumento di apprendimento?

Il fallimento è una parte inseparabile dell’apprendimento. Se le esperienze negative possono danneggiare l’autostima e la fiducia di uno studente, una carriera priva di fallimenti è quella in cui non può avvenire alcun apprendimento o crescita. Questo articolo illustra come gli studenti possono usare i fallimenti come carburante per guidare il loro apprendimento. Continua a leggere “E-learning: perché il fallimento è il miglior strumento di apprendimento?”

Usare le foto nell’elearning

Lo so, avete già letto mille post con “i migliori siti per scaricare foto royalty-free”, “lista di 40 siti con foto libere da diritti”….

Questo articolo di the elearning coach invece mi ha fatto molto ridere, e molto pensare.

E’ vero: i siti di stock photo NON sono pensati per l’apprendimento. E tutti i personaggi ritratti nelle foto usano cellulari … del 1996, i medici indossano stetoscopi, nessuno sembra lavorare (tutti sono sempre in gruppo mentre guardano uno schermo di pc), tutti sono felici, indossano la cravatta.

Tutti si stringono la mano e si scambiano biglietti da visita.

Insomma: la cosa migliore – se c’è il tempo è il budget – è certamente effettuare un servizio fotografico apposito.

O – perlomeno – modificare eventuali foto di archivio, usando i colori, il contrasto o ritagliandone i particolari, per piegarle alle proprie esigenze.

Perché i contenuti per l’apprendimento degli adulti, questa è la cosa più importante che mi viene in mente leggendo questo post, non devono mostrare per forza un mondo perfetto dove tutti  sorridono ed eseguono perfettamente il loro compito. Devono mostrare anche – se non soprattutto – scenari, esempi di situazioni dove ci sono errori, incomprensioni, e cattive conseguenze di scelte errate. 

O perlomeno

  • scelta sbagliata => immagine della conseguenza dell’errore
  • scelta giusta => qui sì ci può stare la foto col sorriso. 
L’adulto impara per tentativi ed errori. Se vede le conseguenze di una procedura o un comportamento errato, se lo ricorda. Anche perché nel mondo reale raramente una cosa appresa a memoria può essere applicata “come da manuale”. E’ importante infatti sottoporre al corsista delle scelte non ovvie, in cui c’è un certo margine di ambiguità sulla scelta corretta da compiere, perché questo attiva il processo di apprendimento.
E tutto questo – oltre che con la progettazione e col testo – può e deve essere fatto anche col design. E anche con le foto.

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LMS: the wrong place to start learning?

apprendereLaura Gonella dell’osservatorio E-learning cita questo articolo di George Siemens dove si sostiene che il modello del managed learning è in conflitto con il modo con cui le persone abitualmente apprendono oggi.

“Managed learning” significa “apprendimento gestito: è evidente già dalla sigla che LMS (Learning Management System) è sistema di gestione dell’apprendimento.

Posso anche essere d’accordo che oggi le persone apprendono più in fretta e più di frequente usando google, blog e wiki (io stesso faccio così, e non terrei un blog se pensassi che non serve).

Tuttavia, se si legge approfonditamente l’articolo, si nota che la polemica non è tanto sui sistemi, quanto sul modo con cui vengono usati: sebbene una “piattaforma” sia in sostanza un sistema per organizzare l’apprendimento in modo strutturato e formale (ad esempio, nelle scuole e nelle università le piattaforma sono molto usate) in realtà già da tempo tutte le piattaforme più diffuse hanno sviluppato molto la parte di strumenti informali (forum, chat, wiki….).

Ciò detto, e detto anche che è comune a molte persone l’esperienza di apprendere tramite contesti informali, resto dell’idea che anche per le organizzazioni (non solo per le scuole) ci sia uno strumento che consenta di strutturare le informazioni.

Sarà poi compito dei gestori del sistema rendersi conto che molto spesso se si lasciano libere le persone di auto-organizzarsi i risultati possono anche essere migliori.

Ho toccato solo un centesimo di tutte le implicazioni di questo argomento: chi vuole approfondire può farlo tramite i link che segnalo.

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