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Teoria e Tendenze

Scorm Wars

logo_scormIntervengo in un dibattito sugli standard dell’e-learning, in particolare sullo standard Scorm.
In soldoni, lo Scorm è una serie di specifiche e di standard per riutilizzare, tracciare e catalogare gli oggetti didattici.  Sempre per semplificare, da quando è nato questo standard, i concetti di riutilizzo e catalogazione sono oggetto di forte dibattito: si discute cioè se si riesca mai a riutilizzare un oggetto (raramente, in effetti, a meno di corsi “standard”) e a catalogarlo (il problema è semantico: chi crea l’oggetto gli assegna delle parole chiave, ma non è detto che chi cerca dentro a un catalogo di – ad esempio – 1000 oggetti didattici usi le stesse parole chiave). Insomma, quello che funziona è il tracciamento.
Il dibattito cui mi riferisco è fatto da questo post di Gianni Marconato, da questa risposta di Anto’s Stuff (che paragona lo Scorm a una lattina, insomma a un utensile) e da altri interventi che troverete in questi due articoli. In particolare, il post di Anto mi pare che spieghi in modo molto chiaro.

Molto vere le cose che dicono e scrivono i colleghi. In effetti, si può tranquillamente prescindere da questo standard. Ma, c’è un ma:

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Mobile Learning: lavori in corso

PDAOggi ho partecipato a una demo live con una società americana che si occupa di Authoring software per il Mobile Learning e che offre anche una piattaforma per il tracciamento dei contenuti Mobile (Hot Lava, ne avevo parlato qui). Dalla chiacchierata sono emerse parecchie cose che vi condivido. Continua a leggere “Mobile Learning: lavori in corso”

Open source nelle grandi aziende

Noi ci occupiamo di e-learning, e dei processi aziendali collegati all’e-learning. Non ci occupiamo strettamente di open source, anche se utilizziamo e promuoviamo l’utilizzo dell’open source tutte le volte che è possibile.

Per questo, quando l’altro giorno i manager della [multinazionale del lusso] che abbiamo incontrato ci hanno detto che stavano valutando un LMS open source, siamo stati molto contenti. Di solito è qualcosa che dobbiamo spiegare noi, o che dobbiamo “spingere” noi, convincendo il cliente sulla bontà e affidabilità dell’utilizzo di software open-source anche in ambito corporate.  Continua a leggere “Open source nelle grandi aziende”

Elearning contro la crisi

Condivido con voi questa bella email ricevuta pochi giorni fa da Mauro Sandrini, che spiega lo spirito alla base del seminario sull’elearning previsto a Milano il 19 Marzo, e già annunciato qualche post fa.
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La gestione dei richiami e dei solleciti (2)

Come anticipato da Massimiliano nel commento al post precedente, nella nostra esperienza  la risposta alla domanda “qual’è il modo migliore per gestire i richiami e i solleciti in un corso online?” è, come accade spesso, “dipende“. Ovviamente “dipende” è una risposta che da sola non ci dà molte indicazioni su come gestire meglio  il nostro progetto di formazione in e-learning. Facendo alcune riflessioni, direi che “dipende” principalmente dall’incrocio di tre fattori: il tipo di organizzazione, il tipo di corso, il tipo di corsisti.

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7 consigli sul rapid e-learning: 5) Usa gli errori nella progettazione

erroreContinuiamo con i consigli pratici sul rapid e-learning (liberamente ispirati ai learning tips di Kineo citati in questo post).

Abbiamo già parlato dell’uso degli errori nell’e-learning. Ora vediamo qualche esempio ancora più pratico di come usarli in un corso: in sostanza,  il corso diventa una palestra di arrampicata libera, dove però si possono commettere errori su errori senza cadere nel burrone, come su una parete vera. Come direbbero gli amici di Dms , un acceleratore di esperienza! Continua a leggere “7 consigli sul rapid e-learning: 5) Usa gli errori nella progettazione”

Estrai i semi delle idee

Mettiamo a disposizione un’interessante e chiara presentazione di Ray Jimenez (Vignettestraining: qui e qui). Ci sono alcuni concetti piuttosto ben articolati e chiari:

  • l’informazione tecnica raddoppia ogni 2 anni
  • per trasferirla, occorre imparare a usare le storie, non i fatti (ricorda niente? 🙂 )
  • come estrarre i semi delle idee da un libro di 3000 pagine? Identificando i “punti di applicazione”, che sono utili e rapidamente utilizzabili
  • solitamente, si tratta del 10% del contenuto anche se consente il 90% dei risultati utili
  • come trovarli? sono quelli che contengono Valore e riferimenti a Errori e a Difficoltà.

Buona lettura, ecco gli articoli:

rapidlearningwebinars_ray_jimenez (Pdf, 588kb)

rapdiwebinar_schematic (Pdf, 33kb)

7 consigli sul rapid e-learning – 1) Racconta una storia

story_1Kineo ha pubblicato una serie di consigli sulla produzione in rapid e-learning.

Voglio prendere spunto dalla loro lista di consigli per trasformarli in suggerimenti pratici. Iniziamo da questo consiglio:

1) L’apprendimento inizia con una storia
Continua a leggere “7 consigli sul rapid e-learning – 1) Racconta una storia”

Mobile Learning? Ci mancava pure questo!

PDANei giorni scorsi ho studiato un po’ più a fondo il mercato del mobile learning e i relativi scenari: approfondire questo tema è uno degli obiettivi in cantiere per il 2009 (tipo “lista dei buoni propositi” 🙂 ).

Riporto in estrema sintesi quello che ho capito:

  1. pare che un mercato ci sia;
  2. come spesso accade nell’ambito e-learning per ora è soprattutto in UK
  3. è da vedere se e quando sarà interessante per l’Italia.

Ci sono alcune cose da capire, prima a livello strategico che tecnologico (come sempre):

  1. per la distribuzione dei contenuti è meglio un modello con un LMS fruibile sui dispositivi mobili (se il focus è l’apprendimento) o con un CMS-CRM (se il focus è la distribuzione-condivisione di contenuti e documenti)?
  2. sbocchi di mercato ed esigenze: senior manager,  musei,  employee training,  manutentori-installatori…
  3. i contenuti – ed è ovvio – vanno progettati in modo totalmente diverso se devono essere fruiti via Pda (palmare, ipod, iphone, blackberry…)

Come già nell’elearning normale: la “piattaforma” se non esiste già tenderà a diventare una commodity. Per ora penso che anch’essa però possa avere un suo mercato: la commoditizzazione accadrà più avanti. I contenuti specifici invece sono quello che fin d’ora può garantire buoni profitti, assieme alla metodologia di implementazione.

Che esperienze ci sono in giro? Tribal, che si autodefinisce leader mondiale di questa metodologia, sul suo sito presenta un listino e catalogo prodotti che aiutano – al di là di sperimentazioni, white paper, ricerche universitari, progetti europei, a calare nella concretezza il discorso che stiamo facendo.

Ecco alcuni link per approfondire:

Per chi è interessato ad approfondire ancora di più, eccovi un White Paper: Mobile Learning; per chi ha fretta ho estratto solo le conclusioni: White Paper sul Mobile Learning: conclusioni.

E voi? Cosa ne pensate? C’è un mercato già interessante  in Italia? Ci sono già dei player che operano attivamente? Ha così senso parlare per forza di m-learning o non si tratta più che altro di distribuzione di contenuti (a prescindere dalla loro natura: formativa, informativa…) su device mobili? Alla fine, poco più che podcasting?

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