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5 errori di design comuni

design_smQuali sono i principali errori di Design in un corso E-learning? Scopriamolo in questa traduzione dall’Articulate Blog.

Articolo originale – Articulate Blog di Tom Kuhlmann

1. Non  considerare l’impatto del visual design

Un buon elearning design dipende tanto dalla comunicazione visiva quanto dall’instructional design e dalla teoria dell’apprendimento.
Nella produzione video – ad esempio – ogni fotogramma significa qualcosa. Lo stesso vale con lo schermo del PC. Creare significa costruire uno schermo e aggiungere contenuto: ogni cosa che aggiungi si porta dietro un messaggio, che sia tua intenzione o no.
La Apple, per fare un esempio, oltre a fare buoni prodotti racconta anche una storia, c’è sempre un messaggio coerente tra i prodotti che vendono e il modo nel quale li “impacchettano” visivamente, e tutto ciò aggiunge qualcosa all’esperienza del cliente Apple.

Allo stesso modo, il tuo corso è una storia. Il contenuto e la struttura ne sono parte. Ma metti nel design visuale lo stesso impegno di Apple nel rinforzare il messaggio chiave e le emozioni?

Non si tratta solo di far sembrare bello lo schermo. Il design visivo definisce il tono dell’intero corso. Non dovrebbe accadere per caso. Ogni cosa sullo schermo comunica qualcosa, devi fare in modo che comunichi quello che vuoi.

2. Mancanza di unità

Il tuo corso ha un’idea centrale o un obiettivo e il visual design dovrebbe esserne costruito attorno ad essi. Inoltre, la posizione in cui metti gli elementi sullo schermo dovrebbe essere costante e coerente, oltre che collegata. Vuoi che l’utente riconosca quella posizione e si aspetti dove apparirà la nuova informazione. Ciò da al tutto un senso di ordine e continuità. Il design dovrebbe completare l’esperienza di apprendimento, non competere con essa.


Molti web designer usano una struttura a griglia per mappare il design della pagina. E’ un buon sistema per pianificare come posizionare i contenuti. E anche per il design di corsi in rapid elearning, è una buona idea usare una griglia per disegnare il tuo modello power point e il layout dello schermo. E mantenere unità. Ecco una presentazione sulle griglie e su come usarle. E’ relativa più che altro al web design, ma molti principi vanno bene anche per l’elearning.

3. Grafiche diverse e incoerenti.

Le grafiche che usiamo nel corso devono sembrare (e magari essere) di una stessa “serie”. Cioé non dare l’impressione di essere raccogliticce e dai colori, forme e feeling incoerenti.
La prima regola per usare la grafica è che non deve essere solo decorativa. Dovrebbe contribuire al contenuto sullo schermo. Ciò include l’esperienza di apprendimento, così come il Look & Feel del corso. Ancora una volta, non tutto ha a che fare con il contenuto dell’apprendimento. C’è anche una considerazione estetica che è parte della comunicazione visiva.

La seconda regola è di usare grafiche che “vanno” assieme, per ricollegarci al punto precedente relativo all’unità. Inoltre, in questo modo si da un senso di maggiore professionalità: si vuole che le proprie grafiche sembrino stare bene assieme e siano parte di un tutto.

Anche se usate le clip art, potete comunque trovare immagini di uno stile simile e modificarle in modo che stiano bene assieme. Ecco un altro ottimo post di Tom su questo tema: creating your own custom characters out of clip art.

4. Uso confuso del contrasto

Il contrasto è uno degli elementi più critici nella comunicazione visiva. Devi guidare l’attenzione dello studente e il contrasto ti aiuta a farlo perché mette in evidenza le differenze. Le persone sono naturalmente attratte dal contrasto.

Spesso, in molti corsi e-learning, l’uso del contrasto da parte dell’autore è  involontario. Ciò significa che magari gli utenti si distraggono o si focalizzano sulle cose sbagliate.
Ci sono un sacco di modi per aggiungere contrasto alle vostre immagini.  Potete cambiare la dimensione o la forma degli elementi, giocare coi colori o la posizione degli oggetti. Quali font usate? Come usare la loro dimensione e colore per portare contrasto?

Andrew Houle di My Ink Blog ha un buon esempio di contrasto. Cosa notate prima in questo sito? Molto probabilmente è la stella nera sulla scatola. Qui è stato creato un punto focale molto chiaro usando una grande immagine e pochi colori. Notate anche il modo col quale sono stati usati i font. Questo sistema potrebbe andare benissimo anche per una slide di un corso.

Ecco un paio di post con consigli di design ed ecco alcuni consigli sul contrasto.

5. Cattivo uso dei Font

Tutti avranno visto corsi o presentazioni con magari 20 font diversi. Grosso errore.

Anche perché i font hanno una ragione d’essere. Innanzitutto, servono a mostrare il testo da leggere. Dovete dunque considerare quale stile funzionerà meglio sullo schermo. Deve essere il giusto tipo di font e della misura giusta. Nella maggior parte dei casi, si tratta dei font sans serif (o “senza grazie”), che funzionano meglio su uno schermo da PC.
Inoltre i font dovrebbero inserirsi bene nel tema e design generale del tuo corso. Se il corso è “tradizionale” o molto serio, Comic Sans non va bene. D’altra parte, se vuoi dare un tono informale, Times New Roman non fa per te.
Quindi, dovresti vedere i font sia come testo che dovrà essere letto che come una grafica che comunica contenuto aggiuntivo.

Dai un’occhiata a questo video di Font Conference

Per finire, ecco un po’ di link a libri o altri articoli sul design

The Non-Designer’s Design & Type
Design Workshop

Slideology
What Steve Jobs Can Teach You About Designing E-Learning

Warning: Using the Wrong Images Can Confuse Your Learners

3 Graphic Design Principles for Instructional Design Success

LifeLike Care

Segnaliamo questo intervento di Amanda Ronzoni sul Blog di DMS: un video sul Paziente Virtuale Interattivo, a disposizione sul canale YouTube di DMS.

videolifelikecare2

DMS ha messo a disposizione un trailer e una video-intervista che mostrano le potenzialità di LIFELIKE CARE® come strumento di educazione medica avanzato.

From_clueless_to_confident

Segnaliamo questo interessante post metodologico di Cathy Moore su come creare i vostri corsi e fare in modo che gli utenti stessi – durante la fruizione – passino da “non ne ho idea” a “ok, so che posso fare da solo”. http://blog.cathy-moore.com/2009/05/four-ways-to-move-your-learners-from-clueless-to-confident

La Moore – come sempre – ci raccomanda di far lavorare i nostri corsisti tramite la sperimentazione e la scoperta progressiva. Questi sono i punti metodologici principali evidenziati nel post:

1. Lasciate che gli utenti lo scoprano da soli

Spesso diciamo ai nostri corsisti tutto quello che devono sapere e poi verifichiamo il loro apprendimento.
“Ecco il modo corretto di presentare il nostro prodotto” E poi “ora rispondi a queste domande”. Potremmo invece mettere i nostri utenti in uno scenario realistico dove un venditore esperto ci da’ qualche consiglio e poi ci ritroviamo a una scrivania con un potenziale cliente. Uno scenario “ad albero” ci può permettere di provare vari approcci e se usiamo il feedback possiamo capire  se abbiamo fatto la scelta corretta e ricevere ulteriori consigli.

2. Lasciate che rischino di sbagliare.

Senza il rischio di sbagliare, il successo non significa molto. E i nostri errori sono insegnanti che ricordiamo sempre.
Uno scenario realistico lascia che gli utenti commettano errori. Ovviamente, non dobbiamo frustrarli o scoraggiarli rendendo la cosa così difficile che si sbaglia sempre o quasi.

Going from clueless to confident

3. Per aiutare, mostra – non spiegare

Sempre per restare nell’esempio di prima: se il nostro utente sceglie la risposta sbagliata, il feedback potrebbe essere un esperto che – in un flashback – mostra come ha evitato lo stesso errore.

4. Date agli utenti aiuti tratti dal mondo reale

Se gli aiuti (feedback, help, consigli ecc.) sono realistici, uguali a quelli che il nostro utente utilizza nel mondo reale, sicuramente il loro impatto sarà maggiore:  mettete a disposizione il vero manuale, la vera procedura, la vera busta paga, il vero file excel…..

Non servono per forza software sofisticati

Questi tipi di scenari possono essere prodotti con foto e con uno strumento di produzione rapida. Ovviamente serve più tempo per progettare questo tipo di materiale. Come possiamo convincere i clienti a darci il tempo che serve?

audio nell’e-learning: quando fatto in casa è meglio

marketinglinguaggio“Beh, quando si producono contenuti per l’e-learning è obbligatorio avere un commento professionale. Se non uno speaker-attore, almeno un buon programma di sintesi vocale (text to speech, TTS)”.

Sicuri? Learning Visions, in questo interessante post, ci dice che forse non è così. Audio in eLearning: When Rough Around the Edges is Better. In pratica, gli utenti di un corso realizzato in due versioni (una con speaker professionisti e una con l’esperto di contenuti che ha registrato il suo commento) hanno gradito di più quella “artigianale” fatta dall’esperto.

Continua a leggere “audio nell’e-learning: quando fatto in casa è meglio”

Offerte sui libri Erickson

La casa editrice Erickson (http://www.erickson.it/) è specializzata sui temi dell’apprendimento e della formazione, e ha nel suo catalogo diversi titoli interessanti su temi legati all’e-learning con la sezione “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione“.

In questi mesi sta facendo alcune interessanti offerte: oltre a uno sconto del 15%, in occasione del 25° anno di attività editoriale c’è un’originale offerta “4×2” su una consistente fetta del catalogo.

Dateci un’occhiata anche voi, potrebbe essere una buona occasione per rinnovare un po’ la propria biblioteca professionale!

Mercato e-learning: mini osservatorio

osservatorio_001Amanda, sul blog di DMS, cita alcune analisi relative al mercato e-learning nella sanità e nel mondo Pharma secondo le quali

L’incertezza e l’attesa non aiutano a tener alte le aspettative. E questo fa dire ad altri analisti più prudenti che incrementi di budget destinati alla FAD ci saranno sicuramente, ma saranno meno sostanziosi: intorno al 30%. Qualcuno pensa anche lo zoccolo duro della formazione resterà comunque residenziale, in quanto solo con eventi in presenza si riescono a scatenare dinamiche relazionali e di carattere promozionale che, soprattutto per le aziende farmaceutiche, sono molto importanti. Secondo questa campana la FAD avrà più successo quindi tra quelle realtà medio-piccole che difficilmente hanno budget per affrontare grandi eventi.

Beh, Amanda stessa ci dice che le cose non stanno affatto così dal loro osservatorio. Si parva licet, vorrei dire che non stanno affatto così nemmeno dal nostro, di osservatorio.

Quello che osserviamo noi è:

  • le grandi imprese lentamente si stanno affacciando all’idea dell’e-learning, magari (come dice anche Alberto)
  • ci sono sempre più produttori di contenuti orofessionali verticali: anche tra i nostri prospect o clienti, sta crescendo la percentuale di produttori di contenuti che si cimentano con la produzione di contenuti per la FAD (aiutati anche dalla diffusione degli strumenti rapid). E chi non si cimenta….vorrebbe cimentarsi (magari assieme a noi 🙂 )
  • ci sono sempre più esperimenti di Web Tv professionali: pare che tutti stiano scoprendo anche questa frontiera.

Per ora sul mercato vediamo molta sperimentazione: riparliamone tra un anno, secondo me ci saranno novità interessanti!

E-learning on the beach

P9172128Segnalo questa interessante iniziativa promossa da Mauro Sandrini di Elearning e Innovazione.

–> 30 Giugno, Marina Romea, Ravenna
Orario: 10:00-17:00
Iscrizioni e informazioni: www.ilias.it

La comunità degli utilizzatori di ILIAS si incontra al
mare per produrre in modo partecipativo una traduzione italiana
della piattaforma che sia professionale (si tratta di uno dei software
di e-Learning più affidabili per l’utilizzo industriale).

L’obiettivo è privilegiare il punto di vista degli utenti rispetto
alle traduzioni troppo tecniche che, purtroppo, ancora imperversano
in molte localizzazioni delle piattaforme e-Learning open source.

Il luogo è affascinante (www.bocabarranca.it), la wifi è disponibile,
ed è anche l’occasione per conoscersi e scambiarsi esperienze per
gli utenti.

ILIAS, è uno dei principali LMS open-source, paragonabile per performance a Docebo o Moodle anche se per ora poco diffuso soprattutto in ambito corporate.

(PS: Ehi, con questa news il nostro blog festeggia 100 post in un’anno e mezzo di vita, niente male!)

I simulatori visti da DMS

DMS Multimedia rinnova il suo sito e pubblica nuovi video per illustrare il concept metodologico dietro ai suoi innovativi simulatori di realtà.

Continua a leggere “I simulatori visti da DMS”

Imitare il mondo reale

OutlookRiprendo la buona abitudine di citare e commentare gli articoli di Tom Kuhlmann sul Rapid E-learning Blog.

In questo caso,  parliamo di imitare applicazioni del mondo reale – che gli utenti già conoscono – per dare un look & feel familiare all’ambiente di apprendimento. Il post è qui.

Qui ci sono 3 esempi che ci mostrano di cosa stiamo parlando.

Continua a leggere “Imitare il mondo reale”

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