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E-learning: dove si va?

emotion

Forse ormai parlare di e-learning significa parlare di un calderone dove ci sono troppe cose.E cose troppo diverse.

social network Due tendenze mi sembra che emergano chiaramente: da un lato, l’e-learning diventa “social”; dall’altro cerca di emozionare.

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Upgrade su “Technology-Enhanced Learning”

La pubblicazione bimestrale “UPGRADE – The European Journal for the Informatics Professional” ha dedicato per intero il suo ultimo numero al Technology-Enhanced Learning“.

“Technology-Enhanced Learning may not flow readily off the tongue or be easily translated as a brand name, but it very consciously reflects what it is: using Information Communication Technologies (ICT) to secure advancements in learning. By taking advancements as the objective, we go beyond the attempt to reproduce classical ways of teaching via technologies. Technology-Enhanced Learning combines but places equal emphasis on all three elements: on technologies, on learning and on enhancements or improvements in learning. This will help us in devising ICT-based solutions which motivate and inspire learners and teachers, engaging them in meaningful learning and teaching experiences.

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L’ultima lezione: imparare con le emozioni

Immagine di L'ultima lezione

Ho appena letto “L’ultima lezione” di Randy Pausch. Per chi non sa di cosa si tratta, questo è il sito e da questa pagina potete trovare varie versioni in streaming della lezione. In sostanza, questo professore di Computer Science, uno dei pionieri della Realtà Virtuale, ha avuto una diagnosi di tumore al pancreas circa un anno fa (è morto il 25 luglio scorso) e ha trasformato i suoi ultimi mesi di vita in un’eredità di ispirazioni, credo per tutti.

Il libro l’ho letto in mezza giornata, poi mi sono buttato a vedere il video. Continua a leggere “L’ultima lezione: imparare con le emozioni”

Una guida completa a exelearning

Su http://www.rapid-elearning.it è da poco stata pubblicata una guida all’utilizzo del diffuso software di authoring opensource “eXeLearning”.

La guida è disponibile in versione multimediale online qui, e presto dovrebbe essere disponibile anche in versione pdf.

Come risparmiare soldi e tempo per il vostro prossimo corso

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Risparmiare tempo e soldi? E come? Continua a leggere “Come risparmiare soldi e tempo per il vostro prossimo corso”

Non perdiamo la testa

Troppo concentrati sulla tecnologia, o sugli aspetti organizzativi, o su quelli metodologici, a volte rischiamo di dimenticarci che alla fine della catena dell’elearning c’è un altro, insignificante elemento: il cervello.
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Codice internet

Sia in questo che in altri blog mi è già captato di parlare del grave problema culturale che in italia grava su internet e sulle sue applicazioni, incluse quelle legate alla formazione a distanza.
Non posso esimermi quindi dal segnalare l’interessante progetto “codice internet” che sta prendendo forma in queste settimane e che partirà ufficialmente da settembre, progetto che ha per obiettivo proprio la divulgazione e la sensibilizzazione su questo tema.

Coinvolgiamo gli utenti

Tutti vorremmo costruire dei corsi coinvolgenti, che trasformino il coinvolgimento passivo in attivo. Come farlo con mezzi semplici? (anche x questo post, credits Articulate Blog)

rapid e-learning blog - passive and interactive navigation

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State costruendo il giusto tipo di corso e-learning?

Creare un corso può essere una cosa lunga e faticosa: non vale la pena sprecare tempo a renderlo più complesso di quanto serva (a volte, specie nei progetti finanziati, è proprio quello che accade..)
L’obiettivo vero dovrebbe essere di creare il meglio possibile con le risorse limitate che avete.

Identificare gli obiettivi del corso

L’obiettivo della maggior parte dei corsi è di migliorare le proprie prestazioni.
Spesso in realtà si costruiscono corsi il cui vero obiettivo è di condividere informazioni, più che migliorare le proprie prestazioni. Spesso infatti si è più focalizzati sulla distribuzione di contenuti che sul miglioramento o sull’apprendimento.

Paradossalmente, molto spesso se l’obiettivo è solo condividere informazioni non vale nemmeno la pena di costruire un corso.

Se comunque si vuole lo stesso produrre un corso, allora bisogna identificare quale tipo di corso.

Quale tipo di corso?

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Diciamo che ci sono tre tipologie principali di corsi*

  1. Corsi che comunicano informazioni, non abbiamo pretese di migliorare le prestazioni.
    I corsi basati sulle informazioni comunicano informazioni nuove ma non pretendono di migliorarvi. Ad esempio, un corso che vi illustra le nuove caratteristiche di un programma software. Imparate delle cose, ma non vi si chiede di fare qualcosa con queste nuove informazioni.
  2. Corsi che danno istruzioni passo passo per fare qualcosa.
    Questi corsi sono focalizzati su procedure e su “come fare qualcosa”. Sono fatti di compiti ripetibili molto simili a quello che l’utente dovrà fare lavorando. Ad esempio, mostrare a qualcuno come completare un foglio di lavoro o come usare un software.
  3. Corsi che condividono linee guida per aiutare a risolvere problemi.
    Questi sono i corsi più difficili: insegnare a qualcuno dei principi o delle linee guida. Bisogna davvero capire le sfumature della situazione in cui si trova il corsista.

Tutti questi tipi di corsi possono essere semplicissimi o complessi. Conviene minimizzare la complessità e liberare risorse per i progetti più importanti.

Gestire saggiamente le vostre risorse

Quando si costruisce un corso, meglio usare un approccio appropriato al tipo di corso che si sta costruendo. Si veda in proposito questo post del blog di Articulate sulla gerarchia dell’e-learning.

Alcuni consigli:

  • Si legge meglio offline. Molti corsi richiedono di leggere molto. Se il vostro cosro è basato molto sulla letture, forse è meglio creare un corso che riassuma i punti principali e dare un pdf da scaricare.
  • Insegnate a trovare informazioni, anziché darne. Se tutte le informazioni che date sono già nella intranet aziendale, forse è meglio insegnare agli utenti come trovare le informazioni. Alla lunga, migliorerete le prestazioni degli utenti e ridurrete il bisogno di futuri corsi.
  • Spezzate il contenuto in “pillole”. Se vi chiedono che ore sono non gli insegnate a costruire un orologio. Costruite corsi spezzati in pillole “autoconsistenti” che – se combinati assieme – diventano un corso unico.
  • Mantenete il corso semplice e focalizzato. Spesso partiamo per creare un corso coinvolgente, interattivo e finiamo per creare un corso complicato e noioso. Cerchiamo di restare focalizzati e facciamo in modo di centrare gli obiettivi. Ad esempio, se dobbiamo condividere delle linee guida o dei principi, costruiamo uno scenario o un caso di studio e facciamo “fare pratica” agli utenti.

Credits: Are You Building the Right Type of E-Learning Course?

* Lo so che – nella teoria dell’e-learning – questa non è la classificazione corretta. Se ne potrebbero peraltro elencare molte. Tuttavia, per questo post faceva comodo questa classificazione.

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