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7 consigli sul rapid e-learning – 1) Racconta una storia

story_1Kineo ha pubblicato una serie di consigli sulla produzione in rapid e-learning.

Voglio prendere spunto dalla loro lista di consigli per trasformarli in suggerimenti pratici. Iniziamo da questo consiglio:

1) L’apprendimento inizia con una storia
Continua a leggere “7 consigli sul rapid e-learning – 1) Racconta una storia”

Coinvolgiamo gli utenti

Tutti vorremmo costruire dei corsi coinvolgenti, che trasformino il coinvolgimento passivo in attivo. Come farlo con mezzi semplici? (anche x questo post, credits Articulate Blog)

rapid e-learning blog - passive and interactive navigation

Continua a leggere “Coinvolgiamo gli utenti”

State costruendo il giusto tipo di corso e-learning?

Creare un corso può essere una cosa lunga e faticosa: non vale la pena sprecare tempo a renderlo più complesso di quanto serva (a volte, specie nei progetti finanziati, è proprio quello che accade..)
L’obiettivo vero dovrebbe essere di creare il meglio possibile con le risorse limitate che avete.

Identificare gli obiettivi del corso

L’obiettivo della maggior parte dei corsi è di migliorare le proprie prestazioni.
Spesso in realtà si costruiscono corsi il cui vero obiettivo è di condividere informazioni, più che migliorare le proprie prestazioni. Spesso infatti si è più focalizzati sulla distribuzione di contenuti che sul miglioramento o sull’apprendimento.

Paradossalmente, molto spesso se l’obiettivo è solo condividere informazioni non vale nemmeno la pena di costruire un corso.

Se comunque si vuole lo stesso produrre un corso, allora bisogna identificare quale tipo di corso.

Quale tipo di corso?

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Diciamo che ci sono tre tipologie principali di corsi*

  1. Corsi che comunicano informazioni, non abbiamo pretese di migliorare le prestazioni.
    I corsi basati sulle informazioni comunicano informazioni nuove ma non pretendono di migliorarvi. Ad esempio, un corso che vi illustra le nuove caratteristiche di un programma software. Imparate delle cose, ma non vi si chiede di fare qualcosa con queste nuove informazioni.
  2. Corsi che danno istruzioni passo passo per fare qualcosa.
    Questi corsi sono focalizzati su procedure e su “come fare qualcosa”. Sono fatti di compiti ripetibili molto simili a quello che l’utente dovrà fare lavorando. Ad esempio, mostrare a qualcuno come completare un foglio di lavoro o come usare un software.
  3. Corsi che condividono linee guida per aiutare a risolvere problemi.
    Questi sono i corsi più difficili: insegnare a qualcuno dei principi o delle linee guida. Bisogna davvero capire le sfumature della situazione in cui si trova il corsista.

Tutti questi tipi di corsi possono essere semplicissimi o complessi. Conviene minimizzare la complessità e liberare risorse per i progetti più importanti.

Gestire saggiamente le vostre risorse

Quando si costruisce un corso, meglio usare un approccio appropriato al tipo di corso che si sta costruendo. Si veda in proposito questo post del blog di Articulate sulla gerarchia dell’e-learning.

Alcuni consigli:

  • Si legge meglio offline. Molti corsi richiedono di leggere molto. Se il vostro cosro è basato molto sulla letture, forse è meglio creare un corso che riassuma i punti principali e dare un pdf da scaricare.
  • Insegnate a trovare informazioni, anziché darne. Se tutte le informazioni che date sono già nella intranet aziendale, forse è meglio insegnare agli utenti come trovare le informazioni. Alla lunga, migliorerete le prestazioni degli utenti e ridurrete il bisogno di futuri corsi.
  • Spezzate il contenuto in “pillole”. Se vi chiedono che ore sono non gli insegnate a costruire un orologio. Costruite corsi spezzati in pillole “autoconsistenti” che – se combinati assieme – diventano un corso unico.
  • Mantenete il corso semplice e focalizzato. Spesso partiamo per creare un corso coinvolgente, interattivo e finiamo per creare un corso complicato e noioso. Cerchiamo di restare focalizzati e facciamo in modo di centrare gli obiettivi. Ad esempio, se dobbiamo condividere delle linee guida o dei principi, costruiamo uno scenario o un caso di studio e facciamo “fare pratica” agli utenti.

Credits: Are You Building the Right Type of E-Learning Course?

* Lo so che – nella teoria dell’e-learning – questa non è la classificazione corretta. Se ne potrebbero peraltro elencare molte. Tuttavia, per questo post faceva comodo questa classificazione.

E’ nata la community italiana di utenti exelearning

Fabio Ballor di Ideosfera è molto attivo come “evangelista” degli strumenti di authoring, specialmente per quanto riguarda eXe e Articulate presenter (e condividiamo la stessa sua passione, in verità…).

Ora c’è un passo in più: Fabio ha dato vita alla Community italiana di eXelearning che trovate qui.

(PS: complimenti, bella iniziativa!)

eXe è uno strumento molto utile, e penso che la comunità di utenti potrà dare un buon contributo alla crescita di tutti noi.

I tutorial e gli esempi riportati sono fatti bene e chiari: Continua a leggere “E’ nata la community italiana di utenti exelearning”

6 tecniche per rendere felici gli utenti e-learning

The Rapid E-Learning Blog - fuzzy thumb image
Non è semplice lavorare con i clienti. Sono i committenti dei corsi, pagano le fatture: è meglio ascoltare quello che hanno da dire. E quello che vogliono.

D’altra parte, un cliente esigente può influenzare negativamente il corso facendo richieste che non sono coerenti con una corretta progettazione.

La sfida è cercare di bilanciare la soddisfazione del cliente con l’obiettivo di creare un buon corso. Ecco come farlo, almeno secondo noi:
1) fornire la massima qualità possibile
Il modo migliore di gestire la relazione col cliente è di guadagnarsi la reputazione di lavorare bene. L’unica cosa che si può controllare siamo noi stessi e quello che facciamo. Se ci impegniamo a fornire il massimo, dare un buon prodotto e soddisfare il cliente probabilmente le cose ci andranno meglio.
2) fate leva sulla vostra esperienza
La percezione spesso equivale alla realtà. Sia che abbiate fatto un progetto o un centinaio, per il cliente l’esperto di elearning siete voi. Se è così, agite coerentemente. Senza sembrare saputelli, spiegate le vostre idee e perché funzioneranno. Non fatevi intimidire dalle richieste dei clienti, se pensate che quello che vogliono non funzionerà.
3) ascoltate
Siete lì per aiutare a risolvere un problema. Ascoltate il cliente e focalizzatevi sulla soluzione che lo aiuterà. Fate le domande giuste. Più lo fate parlare e più gli fate domande, più penserà che siete l’esperto.
4) stabilite scadenze chiare
La principale causa di perdita di tempo e di frustrazione è la mancanza di comunicazione sugli obiettivi del progetto.
5) guadagnatevi l’attenzione del cliente
Siate preparati, siate puntuali e proattivi. Ci può sempre essere qualcuno che potrebbe fare il vostro lavoro meglio e per meno. Non perdete tempo e rispondete alle esigenze del clienti. Non tenete il progetto in stand-by solo perché non aspettate un ulteriore incontro di chiarimento col cliente. Fate le piccole cose che dicono al cliente che prestate attenzione a lui e alle sue esigenze.
6) date delle scelte al cliente, ma non troppe
Se proponete solo un’idea per il progetto, vi esponete a un sacco di questioni e di critiche. Se ne proponete troppe, perderete un sacco di tempo analizzandole tutte. Tre proposte sono l’ideale: ad esempio una lineare, una focalizzata sulla condivisione del contenuto e un po’ di interattività e poi un caso di studio.

La metafora della Matrioska e Articulate

articulateScrive Fabio in questo Post che si può usare la metafora della Matrioska come esempio di ciò che si può fare integrando strumenti diversi:

….Ovvero, utilizzando ottimi strumenti come Adobe Captivate o Articulate Engage o Articulate Presenter, potrei integrare tutto in una unica interfaccia? La risposta è si!…

La metafora è azzeccata e l’esempio calzante: in realtà, si possono integrare in Presenter un sacco di altre cose (come detto sia da Fabio che da noi in altri post).

Interazioni eXe, quiz creati con HotPot, pagine web statiche o dinamiche…

Nei prossimi post, mostreremo qualche esempio in tal senso.

Video guida a Exe

Ricordate la recensione che avevo fatto per exe? Fabio di Ideosfera ha realizzato anche delle video guide molto utili e la ha pubblicate su Youtube.

Parte prima:

Parte seconda:

Grazie a Fabio Ballor per il suo post, a breve pubblicheremo degli esempi nostri di oggetti realizzati con eXe.

Creare esercitazioni con Hot Potatoes

hpheader6.gifHot Potatoes è uno strumento per creare esercizi a risposta chiusa. Prevede 6 tipologie: domande a scelta multipla, indovinelli, abbinamenti, parole crociate, concordanze e domande di completamento.

Si tratta di uno strumento freeware per usi non commerciali: è usatissimo nelle scuole, nelle università e in generale in ambito accademico. Può generare delle esercitazioni da mettere su pagine web “normali” (e consente anche di inviare in automatico i risultati delle esercitazioni a un indirizzo e-mail) ma consente anche l’export in versione IMS o Scorm 2004 per essere integrato all’interno di piattaforme di e-learning.

Alcune di queste funzionalità sono già presenti all’interno delle piattaforme: ad esempio, in Docebo e in Moodle questi tipi di esercizi possono essere creati quasi tutti con i tool già integrati. Perché e quando allora usare Hot Pot? A nostro parere, quando le esercitazioni da creare richiedono un po’ più di personalizzazione o complicazione rispetto al solito. Da non trascurare poi che lo strumento è installato sul proprio PC: gli esercizi possono dunque essere creati offline e caricati in piattaforma successivamente, oltre che creati una volta e poi riciclabili su progetti diversi, clienti diversi e piattaforme diverse.

Il sito di Hot Pot è questo
Qui trovate dei tutorial in varie lingue, qui un tutorial in italiano e qui altri esempi di uso di Hot Pot. Infine, per completare l’opera, potete scaricare la Guida a HotPot
e la guida a Masher dal sito Cyberteacher di Paolo Cutini.

nuova versione di eXe

Segnaliamo questo articolo del blog “rapid e-learning” che recensisce la nuova versione di eXe.

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