Creazione corsi e-learning: scenari che “mostrano” o che “dicono”?

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L’ultimo articolo di Cathy Moore è molto interessante, perché fornisce un esempio pratico di come sviluppare gli scenari in un corso e-learning e lo fa non facendo vedere un corso super multimediale ma semplicemente descrivendo cosa funziona e cosa no:

  • Decisioni del mondo reale vs decisioni astratte

Nel mondo reale, non dobbiamo riconoscere la corrispondenza di una scelta che abbiamo fatto a un modello astratto di comportamento, magari codificato nelle istruzioni che abbiamo ricevuto.

Al contrario, di fronte a uno scenario ci troviamo davanti a n possibili scelte e ne compiamo una.

  • Feedback che spiega (“avresti dovuto scegliere bla bla bla bla, perché…” ) vs Feedback che fa vedere (“ok, quindi mi consigli questo. Non mi stupisce, ma non risolve il mio dubbio….) col quale l’utente vede le conseguenze delle sue azioni.

Il feedback che “spiega” – come dice la Moore – distrugge l’illusione di essere all’interno di una storia, è astratto e non costringe l’utente a pensare alle conseguenze delle sue azioni.

Il feedback che “mostra” (la reazione del nostro interlocutore alla nostra scelta) invece non ci dice se e dove abbiamo sbagliato. Ci fa vedere la conseguenza, e siamo noi a dover capire se abbiamo fatto la scelta sbagliata. Ci costringe dunque a pensare, ed è in questa riflessione sulle conseguenze di ciò che abbiamo fatto che scatta il meccanismo dell’apprendimento.

Come sempre, non è questione (solo) di budget o di tecnologia, ma di progettazione e idee chiare. Di passare dalla trasmissione di informazioni all’approccio utente-centrico.

Una risposta a “Creazione corsi e-learning: scenari che “mostrano” o che “dicono”?”

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