Ricerca

Elearnit: Know How to Know!

Building Digital Academies

Autore

Max

Faccio il consulente aziendale e il formatore dal 1996. Mi occupo soprattutto di elearning, di marketing e di progetti d'impresa e in questi ambiti ne ho viste (e fatte) ormai molte, con aziende piccole, grandi, multinazionali, aziende straniere o imprese anche solo immaginate (gli aspiranti imprenditori).

6 tecniche per rendere felici gli utenti e-learning

The Rapid E-Learning Blog - fuzzy thumb image
Non è semplice lavorare con i clienti. Sono i committenti dei corsi, pagano le fatture: è meglio ascoltare quello che hanno da dire. E quello che vogliono.

D’altra parte, un cliente esigente può influenzare negativamente il corso facendo richieste che non sono coerenti con una corretta progettazione.

La sfida è cercare di bilanciare la soddisfazione del cliente con l’obiettivo di creare un buon corso. Ecco come farlo, almeno secondo noi:
1) fornire la massima qualità possibile
Il modo migliore di gestire la relazione col cliente è di guadagnarsi la reputazione di lavorare bene. L’unica cosa che si può controllare siamo noi stessi e quello che facciamo. Se ci impegniamo a fornire il massimo, dare un buon prodotto e soddisfare il cliente probabilmente le cose ci andranno meglio.
2) fate leva sulla vostra esperienza
La percezione spesso equivale alla realtà. Sia che abbiate fatto un progetto o un centinaio, per il cliente l’esperto di elearning siete voi. Se è così, agite coerentemente. Senza sembrare saputelli, spiegate le vostre idee e perché funzioneranno. Non fatevi intimidire dalle richieste dei clienti, se pensate che quello che vogliono non funzionerà.
3) ascoltate
Siete lì per aiutare a risolvere un problema. Ascoltate il cliente e focalizzatevi sulla soluzione che lo aiuterà. Fate le domande giuste. Più lo fate parlare e più gli fate domande, più penserà che siete l’esperto.
4) stabilite scadenze chiare
La principale causa di perdita di tempo e di frustrazione è la mancanza di comunicazione sugli obiettivi del progetto.
5) guadagnatevi l’attenzione del cliente
Siate preparati, siate puntuali e proattivi. Ci può sempre essere qualcuno che potrebbe fare il vostro lavoro meglio e per meno. Non perdete tempo e rispondete alle esigenze del clienti. Non tenete il progetto in stand-by solo perché non aspettate un ulteriore incontro di chiarimento col cliente. Fate le piccole cose che dicono al cliente che prestate attenzione a lui e alle sue esigenze.
6) date delle scelte al cliente, ma non troppe
Se proponete solo un’idea per il progetto, vi esponete a un sacco di questioni e di critiche. Se ne proponete troppe, perderete un sacco di tempo analizzandole tutte. Tre proposte sono l’ideale: ad esempio una lineare, una focalizzata sulla condivisione del contenuto e un po’ di interattività e poi un caso di studio.

Parte un corso blended con IAL

Mi riallaccio al post “Maledetta FAD!” per segnalare un esempio di come – sia pure pian piano e a fatica – qualche ente sta iniziando a ragionare di come integrare la Fad nella propria progettazione didattica.

A breve partirà un corso sulla creazione d’impresa realizzato in collaborazione con Ial Emilia Romagna – sede di Modena.

Il corso sarà realizzato con modalità “blended” (miste aula – elearning)

Proviamo a immaginare: andiamo a un corso, ascoltiamo e impariamo. Se il docente era bravo, ci ha aperto molti orizzonti nuovi.
Ma quando torniamo a casa (o – se era un corso aziendale – il mattino dopo) che si fa?

Chiaro: se la nostra motivazione è molto forte ci sforzeremo di applicare nella pratica quanto imparato. Ma spesso il quotidiano è più forte della motivazione…

Il corso “Neoimpresa” consentirà a IAL di sperimentare la modalità blended: i 12 destinatari, aspiranti imprenditori, potranno utilizzare la piattaforma per l’autoapprendimento, per le esercitazioni e per il loro project work assieme al docente.

Ed ecco l’apprendimento “blended”

  • i materiali saranno in larga parte prodotti da elearnit
  • i docenti interagiranno con elearnit per la produzione dei contenuti, in modo da integrare correttamente le modalità didattiche (aula e elearning)
  • il corso è stato progettato fin dall’inizio con questa modalità
  • nella fase di promozione del corso, i corsisti che si sono iscritti hanno manifestato interesse verso la modalità mista: per molti (il corso è per lavoratori) questo è l’unico modo in cui possono partecipare! (alcuni hanno chiesto: ma non si può fare tutto a distanza?)
  • il docente stesso potrà sottoporre delle esercitazioni o dei casi di studio che il corsista può svolgere da solo o anche con gli altri partecipanti
  • il project work individuale sarà sviluppato attraverso la piattaforma, usufruendo dell’esperienza del docente (usando ad esempio il “repository”)

Insomma, il corso diventa un’esperienza continuativa che mi accompagna e non solo un avvenimento spot.

E’ un esempio virtuoso di quello che può fare un ente di formazione integrando l’e-learning nella sua attività didattica.

La metafora della Matrioska e Articulate

articulateScrive Fabio in questo Post che si può usare la metafora della Matrioska come esempio di ciò che si può fare integrando strumenti diversi:

….Ovvero, utilizzando ottimi strumenti come Adobe Captivate o Articulate Engage o Articulate Presenter, potrei integrare tutto in una unica interfaccia? La risposta è si!…

La metafora è azzeccata e l’esempio calzante: in realtà, si possono integrare in Presenter un sacco di altre cose (come detto sia da Fabio che da noi in altri post).

Interazioni eXe, quiz creati con HotPot, pagine web statiche o dinamiche…

Nei prossimi post, mostreremo qualche esempio in tal senso.

Intervista a Elearnit – parte 2

Intervista(Come dicevo, continua..)

Domanda: Recentemente, il mio responsabile mi ha chiesto un’analisi di fattibilità sull’applicazione dell’e-learning nel nostro contesto aziendale, dove la formazione è decisamente un aspetto rilevante.

Devo poter dimostrare che l’elearning è effettivamente una scelta vincente, che genera valore per l’azienda e non solo in termini economici. Devo anche dimostrare che un cambiamento del genere non va a discapito del livello del servizio, capisci?

Risposta: Di solito infatti il primo driver per l’introduzione dell’elearning è il risparmio economico in spese per i docenti e in tempo da parte di tutte le persone coinvolte. Tuttavia, secondo me oltre a questo si genera anche valore in termini – se vogliamo – di crescita del sistema di knowledge management aziendale. Non solo la crescita delle competenze è messa a sistema, ma anche la gestione e la consapevolezza di dove sono e come sono le informazioni.

D. Per me e-learning vuol dire, nel nostro caso, scaricare il formatore di parte della formazione (inizialmente si potrebbe pensare per argomenti puramente teorici, per esempio) e impegnarlo in altre attività complementari/alternative e soprattutto occupare i “tempi morti” che gli addetti possono avere tra una chiamata e l’altra, sfruttando questi corsi per renderli multiskill.

Anche qui, inizialmente il maggior vantaggio percepito è che si ottiene un risparmio di tempo soprattutto su argomenti che ben si prestano, per la formazione ripetitiva (nuovi assunti, welcome kit, procedure, teorie…)

D. ecco perchè ritengo sia fondamentale anche la comunicazione: gli operatori non devono pensare che sia un’alternativa al loro lavoro o, peggio, un modo per controllarli.

Ovviamente l’innovazione va “venduta” prima di tutto internamente. La coercizione e il controllo possono essere utili all’inizio, ma già nel medio termine non pagano. La sfida vera è ottenere – come è capitato ad alcuni clienti – che siano gli operat ori stessi a chiedere di fare più corsi in e-learning. La coercizione penso che non paghi in assoluto, il controllo secondo me non è il concetto giusto: è più giusto dire (e fare) che si mettono a sistema le competenze di ognuno e se ne tiene traccia.

D. Ti chiedevo approfondimenti sulla formazione blended perchè penso che si possa erogare una formazione in e-learning, ma andrebbe comunque associata ad alcune fasi in aula, seguite da un formatore (simulazioni, per esempio).

E devo poter rispondere a chi mi chiede che fine fanno le dinamiche relazionali di gruppo…

R. Le dinamiche relazionali di gruppo possono essere rafforzate dall’utilizzo dell’apprendimento collaborativo. Ovviamente, solo se è stato “venduto” bene in aula. Infatti il consiglio è sempre di iniziare con un incontro “fisico” e di alternare aula-fad-aula ecc ecc.
Aggiungo qualche “pezzo” di slide per avvalorare quanto sopra.

Intervista a Elearnit

IntervistaHo ricevuto una mail da una sconosciuta che sembrava fatta apposta per un post…
Tolgo i riferimenti personali e rendo anonimo il tutto, ma uso la mail che ci siamo scambiati per mettere in scena un’intervista impossibile a elearnit: l’occasione era troppo ghiotta!

Ciao Massimiliano,

sto facendo un’analisi di fattibilità in merito all’applicazione dell’e-learning in un contesto aziendale e magari puoi aiutarmi nel fornire risposte concrete.

Domanda: Cosa risponderesti a chi ti dovesse chiedere quali sono i Pro e Contro di una formazione d’aula e della formazione blended?

Risposta: In breve, secondo me la formazione blended è un “potenziatore” della fomazione in aula. in pratica, consente di gestire molto meglio il follow up.  Su questo tema, puoi guardare questo post che ho scritto di recente su Origyne.  http://www.origyne.it/2008/02/21/la-formazione-mista-aulae-learning/. La formazione solo in aula ha il pregio che se è fatta bene è coinvolgente (ma se fatta male è comunque noiosa e percepita da molti come perdita di tempo) e il difetto che non incide direttamente sui comportamenti da modificare: il giorno dopo il corso, se non è accompagnata da un follow up di qualche tipo, ognuno ritorna a fare come aveva fatto fino al giorno prima. Se l’obiettivo è far apprendere e addirittura generare cambiamento di comportamenti, distinguerei quindi tra formazione fatta bene e fatta male, più che aula e elearning;

D. Gli utenti, in questo caso dipendenti di un’azienda, non potrebbero affrontare il momento di formazione come un momento di “svago” rispetto al loro lavoro, senza portare quindi all’azienda il risultato sperato?

R. Volendo c’è anche chi dice che al giorno d’oggi solo le esperienze coinvolgenti e divertenti sono quelle che fanno imparare davvero. chiaro che dipende dall’argomento: se devo imparare a memoria una procedura o come riparare una macchina è bene che io sia concentrato (il che non implica che mi debba annoiare). Però la questione chiave è nell’ultimo pezzo della tua domanda: qual è il risultato sperato? qui ci vorrebbero più dettagli;

D. Su questo genere di formazione è stato scritto molto, ma secondo te, in breve, quali sono le condizioni di successo?

R. Commitment da parte dell’azienda e delle persone: è un cambiamento prima di tutto culturale. la tecnologia ormai è consolidata e non richiede grandi investimenti (a volte anche nessuno) ma è sempre una questione di persone. Se il management ci crede e “spinge” su questa metodologia e riesce a “venderla” internamente (ogni cambiamento porta resistenze) il successo (bisogna poi mettersi d’accordo su come misurarlo: tasso di completamento dei corsi? punteggi nelle esercitazioni? apprendimento realmente ottenuto? migliori performance da parte dei dipendenti?… dipende da molte cose) è molto probabile.

(…. non finisce qui….)

Video guida a Exe

Ricordate la recensione che avevo fatto per exe? Fabio di Ideosfera ha realizzato anche delle video guide molto utili e la ha pubblicate su Youtube.

Parte prima:

Parte seconda:

Grazie a Fabio Ballor per il suo post, a breve pubblicheremo degli esempi nostri di oggetti realizzati con eXe.

Creare esercitazioni con Hot Potatoes

hpheader6.gifHot Potatoes è uno strumento per creare esercizi a risposta chiusa. Prevede 6 tipologie: domande a scelta multipla, indovinelli, abbinamenti, parole crociate, concordanze e domande di completamento.

Si tratta di uno strumento freeware per usi non commerciali: è usatissimo nelle scuole, nelle università e in generale in ambito accademico. Può generare delle esercitazioni da mettere su pagine web “normali” (e consente anche di inviare in automatico i risultati delle esercitazioni a un indirizzo e-mail) ma consente anche l’export in versione IMS o Scorm 2004 per essere integrato all’interno di piattaforme di e-learning.

Alcune di queste funzionalità sono già presenti all’interno delle piattaforme: ad esempio, in Docebo e in Moodle questi tipi di esercizi possono essere creati quasi tutti con i tool già integrati. Perché e quando allora usare Hot Pot? A nostro parere, quando le esercitazioni da creare richiedono un po’ più di personalizzazione o complicazione rispetto al solito. Da non trascurare poi che lo strumento è installato sul proprio PC: gli esercizi possono dunque essere creati offline e caricati in piattaforma successivamente, oltre che creati una volta e poi riciclabili su progetti diversi, clienti diversi e piattaforme diverse.

Il sito di Hot Pot è questo
Qui trovate dei tutorial in varie lingue, qui un tutorial in italiano e qui altri esempi di uso di Hot Pot. Infine, per completare l’opera, potete scaricare la Guida a HotPot
e la guida a Masher dal sito Cyberteacher di Paolo Cutini.

5 semplici modi per iniziare a fare corsi e-learning

Il primo modo è… con l’esperienza. Per chi invece non ne ha (e non sa l’inglese 🙂 ) , provo a dare qualche consiglio tratto  dall’utile newsletter di Articulate…

Non impazzite cercando di creare un corso da Oscar

Iniziate con semplicità: l’obiettivo è dare informazioni che aiuteranno a fare – meglio – qualcosa. Ad esempio, potete guardare i template della Microsoft che hanno anche dei modelli di analisi dei bisogni.

Cattura

Clicca qui per vedere i template Microsoft

Dopo qualche progetto, vi sentirete più pronti ad applicare il vostro approccio personale.

Imparate dagli esperti

Per essere un bravo designer e-learning, dovreste sapere qualcosa di multimedia, grafica, design, psicologia e forse anche qualcosa sulle tecnologie web e flash. Ma non troppo, un po’ di ciascuno di questi temi. Ecco qualche link (sono in inglese).

Ne conoscete altri?

Sperimentate gli strumenti

Rispetto a creare corsi con Flash, gli strumenti di rapid e-learning sono facili. Non c’è nessun danno che possiate fare. Ad esempio, come usare Articulate Presenter? Provate a creare un file di 10 slide e provate tutte le caratteristiche che trovate nel menu “Articulate”, poi vedete che succede. Infine, date un’occhiata al forum di Articulate o alla vetrina dei prodotti.

Non abbiate paura di sperimentare

Date un’occhiata al lavoro degli altri (ad esempio, nella vetrina di Articulate) e provate anche voi.
Ad esempio, provate a guardare questa immagine: è stata realizzata da uno sviluppatore Flash. Lo studente muove il mouse per avere informazioni su uno specifico pezzo:

parts

Con Articulate Engage si può creare qualcosa di simile in circa 15 minuti.

Provate a guardare questa demo.

Usate le risorse gratuite

  • Leggete i blog
  • Partecipate!

Questi consigli sono solo l’inizio. Il trucco è solo iniziare a fare degli esperimenti e non avere paura di chiedere. Buon lavoro!

Corsi gratuiti?

lavagnaVoglio segnalare alcuni “contenitori” di risorse formative gratuite. Per cominciare, ovviamente, Google e Wikipedia sono le principali fonti di informazione (in realtà, ormai anche di formazione).

In rete è però possibile trovare molte comunità e siti che offrono risorse e vere e proprie lezioni gratuite sui temi più disparati: tecnicamente, questo è il mercato del “free e-learning”.

Tipicamente sono rivolti ad un’utenza privata, ma anche per un’azienda potrebbero non essere male. Il mio suggerimento è di integrare le risorse gratuite – e di qualità – che si trovano in rete all’interno di un programma più complessivo di formazione e apprendimento.

Oilproject è una scuola virtuale di informatica, gratuita ed aperta a tutti.
Progetto Trio della Regione Toscana è il più completo portale italiano di corsi online gratuiti
Sloop: Sharing Learning Objects in an Open Perspective. Nonostante il nome, è un progetto italiano.
ICTV: videolezione sull’elearning della web tv ICTV
Corso di eXe: è sulla comunità di Moodle e richiede la registrazione
My Docebo: social learning network
OpenTrainingPlatform: progetto dell’UNESCO

e infine…

Questo (un elenco gigante di risorse gratis, comprese quelle di numerose università americane)

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Elearnit: Know How to Know!

Building Digital Academies