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Elearnit: Know How to Know!

Building Digital Academies

Autore

Alberto

Usare il video in formazione: due soluzioni

Se è vero che con la diffusione dell’ADSL e l’invenzione di youtube il video online è arrivato alla portata di tutti, senza bisogno di grossi investimenti tecnologici, è anche vero che le soluzioni sia tecniche che metodologiche per utilizzarlo in ambito formativo sono ancora un mondo in divenire, soprattutto se si parla di video nati per una platea e non prodotti appositamente: c’è ancora tanto da scoprire e tanto da provare.

Oggi ad esempio ho visto un paio di modi interessanti di “giocare” con i video, che credo possano avere implicazioni interessanti in elearning.

Il primo è quello utilizzato qua: http://www.ted.com/index.php/talks/view/id/230
Passando con il mouse sul video, sopra alla barra di scorrimento, mostra una suddivisione in diversi “segmenti” titolati. Credo che sia inutile evidenziare quanto questa soluzione possa essere pratica nel caso di video formativi abbastanza lunghi, nel permettere a chi guarda per la prima volta di farsi un’idea degli argomenti e della struttura della presentazione, e a chi invece riguarda il video di andare direttamente all’argomento di interesse senza dover avanzare a caso con lo slider. Lo trovo interessante nel caso di conferenze o presentazioni come quella dell’esempio, ma anche nel caso di dimostrazioni tecniche di una procedura.

Un’altra soluzione interessante che mi ha segnalato Massimiliano proprio questa mattina può essere quella di http://zentation.com/, un servizio che permette di sincronizzare delle presentazioni powerpoint con video pubblicati su Google Video, e di pubblicare tutto gratuitamente online (qualcosa tipo slideshare, insomma). Da quanto si legge sul sito lo staff sta lavorando per l’integrazione con Youtube, che al momento non è supportato per un differente modo di gestire il buffering video.

Tempo e Budget nella realizzazione di risorse didattiche

Riprendo qui alcune riflessioni da un mio intervento sul forum di Orientamenti e Disorientamenti, in una discussione sul tema “Risorse didattiche: come costruirle e come usarle”.

Nella mia esperienza, prevalentemente in ambito aziendale, la complessità dello sviluppo delle risorse didattiche (dato dalla somma di soluzioni tecnologiche e di componenti didattiche ) dipende dall’obiettivo e dal budget: cosa si vuole ottenere, in che tempi deve essere prodotto il corso e quanto ci si può investire.
Con questo non voglio assolutamente dare un taglio “amministrativo” ad un tema squisitamente didattico, ma solo sottolineare come a volte le condizioni “ambientali” di un progetto possano costringere ad adottare soluzioni di compromesso nella progettazione delle risorse formative.
Se il corso deve essere erogato entro 2 settimane mi limiterò a produrre un semplice ipertesto, so ho tempo e budget per curare progettazione e sviluppo potrò ragionare molto di più sulla struttura dei contenuti e sullo storyboarding di un corso, progettare interazioni e ralizzare tutto con tecnologie più adeguate (animazioni, video, audio).
In entrambi i casi dò per scontata la presenza di un momento di valutazione online più o meno complesso.
Nel caso ideale che ci siano tempi e budget per lavorare con tranquillità sulla progettazione e sulla realizzazione tecnica delle risorse, valuterò altre variabili che incidono sulle scelte tecno e metodologiche:
– Come verranno erogate le risorse? (CD o LMS)
– In che condizioni tecniche? (pc domestici o videoterminali aziendali, con o senza schede audio,..)
– In che condizioni ambientali? (a casa con disponibilità di tempo, in azienda in orario di lavoro, in un’aula informatica nell’orario del corso…)
– Che tipo di contenuto (normativo, istruzionale o tecnico, competenze comportamentali,…)

In base a queste variabili decido se è il caso di realizzare risorse di durata maggiore o minore, se prevedere l’audio, e così via. Ad esempio, se i fruitori delle risorse devono guardarsele nei ritagli di tempo in azienda, col rischio di essere interrotti, produrro pillole formative di pochi minuti, meglio ancora se in video, altrimenti posso pensare a moduli più lunghi con una maggiore componente testuale.

Maledetta FaD!

Dopo alcuni anni passati tra enti di formazione e progetti finanziati, da circa 3 anni io e Massimiliano ci siamo trovati a seguire attività elearning soprattutto in ambito corporate, e da queste esperienze è poi nato Elearnit. Ultimamente però stiamo ipotizzando nuovamente collaborazioni con enti di formazione o associazioni di categoria, e ogni volta che incontriamo una di queste organizzazioni, al primo accenno all’elearning vediamo inevitabilmente grandi reticenze e facce diffidenti e preoccupate. Sappiamo per esserci passati personalmente che questo atteggiamento deriva da una lunga serie di esperienze profondamente negative (dove “profondamente negative” è spesso un eufemismo, mentre a giudicare da certe reazioni il termine esatto sarebbe “terrificanti”) in svariati tentativi di far funzionare questa fantomatica formazione a distanza.

Allora (ma non parliamo poi di tanti anni fa) era di moda chiamare questo approccio e queste metodologie “FaD”, formazione a distanza, termine oggi caduto quasi in disuso. Lo so, tra di voi c’è qualcuno che ha partecipato a progetti che prevedevano la FaD e che a rileggere questo acronimo è appena stato preso da un morso allo stomaco e/o da brividi lungo la schiena, e ora è indeciso tra un malox e un aulin. Coraggio….

Perchè? Perchè, e ad essere onesti è uno dei motivi che ha fatto “emigrare” anche noi verso l’ambito corporate, FaD era diventata sinonimo di “progetti progettati male” senza una reale conoscenza dei metodi e delle tecnologie, con regole inadeguate dove si cercava di misurare la formazione a distanza come se fosse formazione d’aula, era sinonimo di difficoltà nel far capire l’approccio a docenti che temevano di essere bypassati e a tutor che lo vedevano solo come un lavoro in più, situazione che si ripercuoteva poi in difficoltà nel motivare i destinatari e nell’ottenere una reale fruizione dei corsi, con conseguenti enormi problemi in fase di rendicontazione.

Il tutto si inseriva poi perfettamente nella clamorosa esplosione della bolla “Nuove Tecnologie” che ha segnato i primi anni dopo il 2000: molti partner tecnologici si rivelavano improvvisamente fornitori di aria fritta.

Alla fine di tutto, quello che veniva chiesto in rendicontazione era (e forse è ancora): avete tutte le fatture dei docenti e dei fornitori? Vigliacchi a chiedere dei risultati reali, qualitativi! Anche questo, che era nella natura stessa dei finanziamenti, non ha certo incentivato la reale diffusione e il radicamento in queste strutture (proprio quelle che avevano la formazione come mission aziendale e core business) di una vera cultura dell’elearning.

In quelle esperienze mancavano completamente i criteri di efficienza economica e di efficacia organizzativa che misurano invece il successo di un intervento elearning in azienda: ma nella nostra esperienza sono stati proprio questi il vero acceleratore, e ora abbiamo clienti che formano online con successo centinaia di dipendenti, ottimizzando i costi e aumentando la formazione. Ragazzi, funziona davvero!

Sarà dura, ma oggi ci piacerebbe riprendere il discorso anche con queste strutture, ripartendo da nuove basi, o almeno da basi rinnovate:

  • Abbiamo nuove tecnologie, meno costose e più accessibili, e sappiamo usarle meglio.
  • Abbiamo nuovo know-how, sviluppato nell’esperienza quotidiana della formazione aziendale mediata dalla rete e dal computer.

Si tratta di creare una nuova cultura dell’elearning, si può creare un dialogo tra aziende, enti di formazione e associazioni di categoria. Le aziende possono insegnare pratiche di formazione a distanza a enti che possiedono strutture e capacità didattiche e organizzative, mentre le associazioni di categoria possono essere allo stesso tempo un veicolo e un contenitore di conoscenze verso il proprio bacino di utenza.
Io vedo solo un circolo virtuoso in cui tutti possono guadagnarci qualcosa, e che potrebbe finalmente portare a maturità gli ultimi 10 anni di esperienze sparse e disorganiche in questo ambito, riempiendo finalmente di sostanza l’espressione “società della conoscenza”.

E’ una sfida impossibile?

Il pre-assessment con Docebo 3.5

Una nuova funzionalità molto interessante in Docebo 3.5 è sicuramente quella di pre-assessment. La nuova versione di questa ottima piattaforma LMS consente infatti di creare strumenti per la valutazione o la formazione preliminare, con iscrizione automatica degli utenti a determinati corsi in base al risultato ottenuto.
Questi strumenti, che di fatto sono corsi privi delle funzionalità di apprendimento collaborativo, consentono di preparare batterie di test e oggetti didattici, e di impostare delle regole in base ai punteggi ottenuti e al completamento dei LO che iscrivono automaticamente l’utente ai corsi necessari.

La funzione è raggiungibile dal menu “elearning -> elearning” nell’amministrazione della piattaforma, e permette di creare gli oggetti pre-assessment:

Elenco degli oggetti preassessment

Le icone sulla destra permettono di configurarne le impostazioni e iscrivere al pre-assessment utenti e docenti. A differenza dell’iscrizione ai corsi, in questo caso ci sono due funzioni separate per l’iscrizione degli studenti e dei docenti: non sono previsti quindi i livelli intermedi come tutor e mentore, ma d’altra parte l’unico (mi pare) caso in cui questi livelli potrebbero essere utili è quello in cui creatore e correttore del test siano persone diverse.
Trovo solo poco azzeccata la scelta delle icone, perchè le stesse (iscrizione utenti e iscrizione docenti) in altre aree della piattaforma indicano azioni completamente diverse come la possibilità di impostare permessi, livelli di accesso o campi supplementari, ma mai la selezione di utenti da iscrivere. Si tratta di piccole accortezze nelle scelte di interfaccia che nel complesso possono migliorare o peggiorare anche di molto l’esperienza d’uso di un sistema così articolato come una piattaforma elearning.

Cliccando sulla prima icona invece ( ) è possibile automatizzare l’esito del pre-assessment stabilendo dei set di regole che, in base al punteggio totale ottenuto, iscrivono automaticamente lo studente a uno o più corsi.

La funzione permette di stabilire il comportamento in base a due soglie di punteggio (es. una soglia minima e una intermedia), e a 4 criteri che posizionano lo studente rispetto a queste due soglie:

  • Nessuna regola viene applicata
  • Il punteggio è superiore di primo punteggio
  • Il punteggio è inferiore a primo punteggio
  • il punteggio è tra il primo e il secondo punteggio

Nell’ipotesi di un corso di Inglese, ad esempio, potremmo decidere che gli utenti che non raggiungono la soglia minima (inferiore al primo punteggio) vengano iscrittui al corso di livello “beginner”, quelli con un punteggio compreso tra le due soglie al corso “intermediate”, mentre tutti gli altri per i quali queste regole non sono applicabili avranno logicamente punteggi più alti della seconda soglia e potranno quindi essere iscritti al corso “advanced”.

Insomma, direi nel complesso una novità molto completa e intelligente, che credo darà soddisfazione a molti.

Un archivio di materiali sull’elearning

Sul sito Elearnit abbiamo appena inaugurato una nuova sezione per il download di materiali relativi all’elearning: la sezione è giovane ma si riempirà velocemente di documenti su problematiche di implementazione dell’elearning in azienda, metodologia didattica in elearning, manuali sull’utilizzo degli strumenti di authoring… e tutto quello che in quest’ambito ci sembrerà interessante. Non perdeteveli!

Conoscere e Integrare gli strumenti di rapid authoring: il fattore umano

A volte la creazione di oggetti didattici online richiede doti di creatività e improvvisazione piuttosto che non elaborate competenze teoriche e tecnologiche. Quando si tratta di fare formazione in azienda su contenuti molto specifici, quali possono essere delle nuove procedure amministrative o una particolare funzione del gestionale interno, ci si deve confrontare spesso con tempi e scadenze (e budget!) che precludono la possibilità di elaborare prodotti multimediali organici particolarmente avanzati. Magari sarebbe utile coinvolgere un nutrito staff di metodologi e creativi per studiare metafore comunicative, storyboard ricchi ed efficaci, e realizzare tutto con l’aiuto di una squadra di programmatori e sviluppatori flash. Purtroppo il cliente ci ha dato solo un mese di tempo, un manuale e un powerpoint di 200 slides di testo. E allora chessifà?

Difficilmente gli strumenti di “produzione rapida” come eXe, Articulate Presenter, Captivate, Camstudio o hotpotatoes riescono singolarmente a rispondere alle tutte le esigenze di un corso. Qui interviene l’ingegno, e recentemente ci è capitato di doverlo usare davvero tutto. Il caso era proprio quello di dover formare personale amministrativo su una nuova procedura contabile che comportava variazioni sia sul fronte della comunicazione tra gli uffici che nell’utilizzo del gestionale.
Avevamo bisogno di:
– Illustrare i contenuti teorici
– Mostrare le nuove operazioni sul software gestionale
– Motivare l’attenzione sui contenuti
E di far tutto con una soluzione organica da erogare in autoapprendimento.

Come lo realizziamo un modulo del genere?
I filmati li abbiamo registrati con camstudio e poi portati in captivate per aggiungere “fumetti” esplicativi delle azioni visualizzate.
Con eXe abbiamo creato piccoli test intermedi con feedback immediato, che ancorassero gli utenti ai contenuti.
Articulate Presenter, che non non ha funzionalità di screen recording e nella versione standard ha funzioni di test molto limitate, ci è servito per pubblicare i contenuti forniti in powerpoint (ruolo per cui di fatto è nato), ma soprattutto per strutturare i singoli moduli formativi e integrare gli altri strumenti. Abbiamo infatti sfruttato le funzioni di import di Presenter per inserire i filmati creati con camstudio/captivate, e i test creati con eXe, come fossero slide di powerpoint, ottenendo così moduli organici di facile fruizione e tracciabilità.

Tutto questo, dalla raccolta dei materiali, alla progettazione, alla realizzazione, si è svolto in meno di un mese. Niente male eh?

Questa esperienza ha diverse morali: innanzitutto, in questo lavoro conoscere tutti gli strumenti a disposizione è fondamentale. In secondo luogo, gli strumenti di per sè non servono a niente (buffo eh?). Tirando le somme, credo che le chiavi che ci hanno permesso di risolvere la situazione siano state tre:

  • Conoscere il cliente
  • Conoscere gli strumenti
  • Saper inventare

Tre chiavi in cui la tecnologia resta solo un dettaglio, rivelando come il “fattore umano” sia sempre inevitabilmente risolutivo: creatività e conoscenza sono ancora i migliori strumenti di lavoro!

Docebo 3.5: novità nell’amministrazione della piattaforma

Un paio di settimane fa avevo scritto qualcosa sulle novità sul fronte LMS dell’ultima release di Docebo, ora passiamo alle novità nel Core amministrativo della piattaforma. Qui sono davvero molte: molte novità consistenti, e una valanga di piccole migliorie che si scoprono con piacere nell’utilizzo.
Per ora mi limiterò ad una breve panoramica sugli aspetti principali, nelle prossime settimane cercherò di approfondire meglio specifiche funzionalità.

Con questa nuova versione docebo fa uno shift importante verso una gestione integrata della formazione d’aula e online, e punta a diventare uno strumento di gestione globale dei processi formativi e non solo della formazione online.
Il nuovo approccio si nota già nella creazione dei corsi, che ora si definiscono anche in base a diverse tipologie di erogazione (Elearning, Blended o Aula), ma ancora di più nelle nuove funzioni per la gestione delle aule fisiche (elenchi di sedi e di aule, calendari di occupazione), che seppur dichiarate ancora in “beta” danno già un’idea chiara di cosa ci riserva il futuro di Docebo. La gestione dei corsi presenta anche altre novità, la più interessante tra tutte mi è sembrata l’introduzione dei “Corsi a edizioni“: con questa modalità è possibile avere gruppi di utenti e statistiche differenziate per un unico corso, ad esempio per riedizioni annuali. E’ un esigenza concreta che abbiamo riscontrato realmente anche su clienti aziendali, ma che può toccare sicuramente scuole ed enti di formazione. Un’ottima innovazione insomma!

Attesa e molto interessante la nuova funzione “Certificati“, ovviamente integrata ai corsi, che consente di creare modelli di certificato da assegnare al completamento o al superamento dei corsi. I certificati possono essere personalizzati con molti dati che vengono aggiunti dinamicamente, quali nome del corso, dati dello studente, date, eccetera. Gli studenti si troveranno un link nella propria area personale in front end da cui stampare o scaricare in pdf il certificato.

Ancora in “beta” anche un’area “ecommerce” che mette in grado i gestori della piattaforma di vendere i corsi e gestire le transazioni: ammetto di non averci ancora messo il naso, ma sono certo che interesserà molti!

L’elenco potrebbe continuare a lungo: una gestione degli utenti per “Aziende” di appartenenza, una funzione “I/O Task” che promette di semplicare l’integrazione della piattaforma LMS con altri sistemi usati in azieda, il potenziamento delle funzioni di import degli utenti, un nuovo sistema di reportistica molto flessibile… e non avremmo ancora parlato delle funzionalità di CMS!

Devo ammettere che questo nuovo taglio più “social” in front-end, e più orientato all’integrazione dei processi sul lato amministrativo, mi piace parecchio. Certo ci sarà ancora del lavoro da fare, ma so che in Docebo hanno già le idee molto chiare su quella che sarà la versione 4 della piattaforma!

Docebo 3.5: le novità nella gestione didattica

Ultimamente ho avuto modo di giocherellare un po’ con l”ultima versione di Docebo, arrivata ufficialmente alla release 3.5 poco più di un mese fa.

A partire dallo “spirito” stesso della piattaforma, le novità sono già molte e molto interessanti fin dal front end LMS, per l’utilizzo lato utente e lato docente nella gestione didattica.
L’interfaccia è stata completamente riprogettata, appare rinfrescata nella grafica ed è stata resa ancora più agile grazie all’introduzione di molte migliorie sia nel codice che nelle logiche di navigazione, ma nonostante questo ha mantenuto un feel abbastanza “familiare” per chi già conosceva Docebo.

Lo staff di Docebo infatti ha deciso di dare un taglio molto più “social” alla propria creatura, e l’ha fatto con un grosso sforzo di sviluppo per quanto riguarda la gestione del profilo utente e le funzionalità “community oriented”: buddylist, aree dove gli utenti possono pubblicare files, oltre a vari piccoli miglioramenti al sistema dei forum e alla possibilità di creare un forum pubblico esterno ai corsi. Inoltre la gestione dei messaggi privati, che prima era gestita all’interno di ogni singolo corso, è stata centralizzata e resa indipendente dai corsi: una scelta che mi pare azzeccata, e che secondo me può valorizzare questa funzione che nelle esperienze avute finora con i nostri clienti su Docebo non aveva ancora trovato applicazione pratica.

Le funzionalità di gestione didattica già presenti non vedono cambiamenti sostanziali, ma con l’uso si scoprono varie piccole e meno piccole novità (allo sviluppo di alcune abbiamo partecipato direttamente anche noi, provate il nuovo storico dei test!) che migliorano nel complesso l’esperienza di utilizzo. Principali new entry su questo fronte sono un sistema Wiki, per creare una knowledge base interna ai corsi, un calendario per gli appuntamenti didattici, e un’area “repository” per la pubblicazione a livello di corso di materiali degli studenti.

Il player SCORM, nuovo di zecca, supporta anche l’autoplay degli oggetti e offre un controllo più avanzato sulla visibilità dell’albero di navigazione dei corsi (funzioncine di cui proprio si sentiva la necessità), ma soprattutto è mooooolto più veloce nel caricamento degli oggetti scorm.

Direi che le novità principali per la parte di LMS sono queste… o mi sono dimenticato qualcosa?

Il nostro primo post…

Abbiamo deciso di lanciare questo blog per condividere un po’ delle esperienze e del know how che come Elearnit raccogliamo ogni giorno insieme ai nostri clienti e ai nostri partner, occupandoci di elearning e di gestione della conoscenza in azienda. Lavorandoci quotidianamente abbiamo scoperto che i problemi da affrontare nel portare l’elearning in azienda sono spesso più pratici e organizzativi che teorici. L’elearning è fatto più di persone che di tecnologie, ed è di questo che vorremmo parlare qui.

Chi siamo:

Massimiliano Ferrari

Alberto Pastorelli

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