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Gestire l’elearning

Creare corsi coinvolgenti (e evitare di annoiare a morte)

Tom Kuhlmann ripropone nel blog di articulate uno dei nostri temi preferiti: come creare corsi coinvolgenti ed evitare di annoiare a morte gli utenti. L’articolo è qui. Voglio commentare qui i suggerimenti che Tom propone.

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Le performance nella formazione a distanza

In uno dei suoi ultimi post, Cathy Moore si interroga sulla valutazione delle performance della formazione a distanza: il ROI dell’elearning, insomma.

Mi sono riconosciuto molto nello scenario descritto dall’autrice, e devo ammettere che questo mi ha un po’ consolato: allora non sono solo i miei clienti, e non è solo in Italia!!!! Spesso quello che le aziende ci chiedono è semplicemente di sistemare un po’ le loro slide di power point, di trasformarle in un modulo formativo, e soprattutto di farlo molto, molto in fretta. Ma poi, questa roba funziona?
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Gli enti di formazione e l’e-learning: vorrei…ma non voglio

Ne abbiamo parlato varie volte, ne parlo tutti i giorni o quasi con i vari enti di formazione con cui collaboro e vedo che i ragionamenti che si fanno sono quasi sempre gli stessi, e si possono riassumere con il concetto “vorrei … ma non voglio”. Continua a leggere “Gli enti di formazione e l’e-learning: vorrei…ma non voglio”

Work integrated learning

Già la definizione “Technology Enhanced Learning” utilizzata sull’ultimo numero di UPGRADE mi era piaciuta, forse come termine lo trovo addirittura più azzeccato dell’ormai abusato “elearning”. Mi ha incuriosito subito, quindi, anche il concetto di “Work Integrated Learning” analizzato in uno degli articoli, e l’approccio si è rivelato in effetti abbastanza interessante. Direi che vale la pena riassumere e commentare alcuni passi dell’articolo…
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Come risparmiare soldi e tempo per il vostro prossimo corso

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Risparmiare tempo e soldi? E come? Continua a leggere “Come risparmiare soldi e tempo per il vostro prossimo corso”

Coinvolgiamo gli utenti

Tutti vorremmo costruire dei corsi coinvolgenti, che trasformino il coinvolgimento passivo in attivo. Come farlo con mezzi semplici? (anche x questo post, credits Articulate Blog)

rapid e-learning blog - passive and interactive navigation

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State costruendo il giusto tipo di corso e-learning?

Creare un corso può essere una cosa lunga e faticosa: non vale la pena sprecare tempo a renderlo più complesso di quanto serva (a volte, specie nei progetti finanziati, è proprio quello che accade..)
L’obiettivo vero dovrebbe essere di creare il meglio possibile con le risorse limitate che avete.

Identificare gli obiettivi del corso

L’obiettivo della maggior parte dei corsi è di migliorare le proprie prestazioni.
Spesso in realtà si costruiscono corsi il cui vero obiettivo è di condividere informazioni, più che migliorare le proprie prestazioni. Spesso infatti si è più focalizzati sulla distribuzione di contenuti che sul miglioramento o sull’apprendimento.

Paradossalmente, molto spesso se l’obiettivo è solo condividere informazioni non vale nemmeno la pena di costruire un corso.

Se comunque si vuole lo stesso produrre un corso, allora bisogna identificare quale tipo di corso.

Quale tipo di corso?

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Diciamo che ci sono tre tipologie principali di corsi*

  1. Corsi che comunicano informazioni, non abbiamo pretese di migliorare le prestazioni.
    I corsi basati sulle informazioni comunicano informazioni nuove ma non pretendono di migliorarvi. Ad esempio, un corso che vi illustra le nuove caratteristiche di un programma software. Imparate delle cose, ma non vi si chiede di fare qualcosa con queste nuove informazioni.
  2. Corsi che danno istruzioni passo passo per fare qualcosa.
    Questi corsi sono focalizzati su procedure e su “come fare qualcosa”. Sono fatti di compiti ripetibili molto simili a quello che l’utente dovrà fare lavorando. Ad esempio, mostrare a qualcuno come completare un foglio di lavoro o come usare un software.
  3. Corsi che condividono linee guida per aiutare a risolvere problemi.
    Questi sono i corsi più difficili: insegnare a qualcuno dei principi o delle linee guida. Bisogna davvero capire le sfumature della situazione in cui si trova il corsista.

Tutti questi tipi di corsi possono essere semplicissimi o complessi. Conviene minimizzare la complessità e liberare risorse per i progetti più importanti.

Gestire saggiamente le vostre risorse

Quando si costruisce un corso, meglio usare un approccio appropriato al tipo di corso che si sta costruendo. Si veda in proposito questo post del blog di Articulate sulla gerarchia dell’e-learning.

Alcuni consigli:

  • Si legge meglio offline. Molti corsi richiedono di leggere molto. Se il vostro cosro è basato molto sulla letture, forse è meglio creare un corso che riassuma i punti principali e dare un pdf da scaricare.
  • Insegnate a trovare informazioni, anziché darne. Se tutte le informazioni che date sono già nella intranet aziendale, forse è meglio insegnare agli utenti come trovare le informazioni. Alla lunga, migliorerete le prestazioni degli utenti e ridurrete il bisogno di futuri corsi.
  • Spezzate il contenuto in “pillole”. Se vi chiedono che ore sono non gli insegnate a costruire un orologio. Costruite corsi spezzati in pillole “autoconsistenti” che – se combinati assieme – diventano un corso unico.
  • Mantenete il corso semplice e focalizzato. Spesso partiamo per creare un corso coinvolgente, interattivo e finiamo per creare un corso complicato e noioso. Cerchiamo di restare focalizzati e facciamo in modo di centrare gli obiettivi. Ad esempio, se dobbiamo condividere delle linee guida o dei principi, costruiamo uno scenario o un caso di studio e facciamo “fare pratica” agli utenti.

Credits: Are You Building the Right Type of E-Learning Course?

* Lo so che – nella teoria dell’e-learning – questa non è la classificazione corretta. Se ne potrebbero peraltro elencare molte. Tuttavia, per questo post faceva comodo questa classificazione.

Dalle parole ai fatti

Dopo tante parole, un po’ di fatti. Per chiarire con un caso reale la mia visione “machiavellica” del ruolo della tecnologia nell’elearning, vi racconto un caso concreto e reale che stiamo affrontando proprio in queste settimane…

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Blog aziendali?

Il tema che Lorenz solleva è molto interessante: anche per noi, l’idea di aprire un blog “aziendale” è passata prima da riflessioni come quelle che fa lui.
Per farla breve su come la penso riguardo ai corporate blog, rimando a MiniMarketing (uno dei miei blog-idoli) qui. Continua a leggere “Blog aziendali?”

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