Ricerca

Elearnit: Know How to Know!

Building Digital Academies

Forum ECM: l’elearning va a Cernobbio

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il programma del ForumECM, che si terrà a Cernobbio il 17 e 18 Ottobre prossimi.
Questa sarà la terza edizione per l’evento nazionale in cui i provider e gli operatori del mondo ECM si possono incontrare per confrontarsi e fare il punto su progetti, regole e soluzioni per l’Educazione Continua in Medicina.

In realtà sentiamo parlare di corsi elearning per l’ECM ormai da 10 anni, e ogni anno sembrava che le normative e la regolamentazione nazionale dovessero trovare finalmente un riconoscimento istituzionale da un momento all’altro.
Ma una volta cambiava il governo, un’altra il ministro…e così via, senza uscire mai da qualche fase sperimentale i cui esiti poi non si sapevano mai.
A livello regionale ognuno aveva le sue regole e qualcosa bene o male succedeva, ma a livello nazionale di concreto c’era ben poco.

Continua a leggere “Forum ECM: l’elearning va a Cernobbio”

Docebo – Ricerca esperto E-Learning settore assicurativo

Abbiamo ricevuto dagli amici di Docebo questo annuncio che vi condividiamo volentieri:

——

Docebo Ricerca, per progetto di un anno legato ad un proprio cliente, un esperto nell’utilizzo della piattaforma E-Learning DoceboLMS con competenze nella gestione di helpdesk a supporto della rete vendita su progetti di formazione commerciale e-learning.
Si richiede ottima conoscenza del pacchetto office e costituisce TITOLO PREFERENZIALE E QUALIFICANTE precedente esperienza di training online nel settore assicurativo/ISVAP ed eventuali competenze didattiche.
Il candidato Dovrà risiedere a Milano o limitrofi (No telelavoro). Il cliente per cui si eseguirà il progetto è situato a sud di Milano.
  • Comprovata esperienza nell?utilizzo della piattaforma E-Learning DoceboLMS
  • Competenze nella gestione di report e rendicontazioni in ambito E-Learning
  • Esperienza nella gestione di helpdesk a supporto della rete vendita su progetti di formazione commerciale e-learning
  • Ottima conoscenza del pacchetto office
  • Costituisce titolo preferenziale eventuale precedente esperienza di training online nel settore assicurativo ed eventuali competenze didattiche.
Inviare curriculum a job@docebo.com

Free Software: liberi da pregiudizi!

Mi perdonerete se in questo articolo non parlerò principalmente di e-learning ma piuttosto di open source.

Prometto che non andrò completamente “fuori strada” anche perché vi sono piattaforme, tra cui docebo, totalmente open source; per cui ritengo che l’articolo possa risultare comunque utile e  interessante.

In questi giorni, mi son nuovamente imbattuta sull’errata convinzione di troppe persone sulla “gratuità” e a volte sulla “scarsità” dell’open source, argomento che anche in passato ho affrontato tante e tante volte in svariati discorsi.

Ho mosso i miei primi passi nel mondo del lavoro nella Promotux, una piccola ma speciale azienda informatica incentrata principalmente su soluzioni basate su Linux e l’open source; spesso ho sentito discorsi che vertevano sull’errata convinzione da parte dei clienti che i prodotti opensource fossero sinonimi di prodotti gratuiti. Pensavo che con gli anni la situazione si fosse definitivamente chiarita e che ci fosse maggiore conoscenza sull’argomento ma, evidentemente, non è così…

Per dare ulteriore luce all’argomento, riporterò di seguito una “mini intervista” a Francesco Meloni, titolare della Promotux ma soprattutto un grande amico.

D: E’ possibile guadagnare con il  software open source?

R:  Il rapporto tra software open source ed i soldi è un rapporto di amore ed odio.
Un’azienda come la mia utilizza un sistema operativo gratuito, su cui girano editor, browser, programmi per ufficio gratuiti. Il messaggio falsato che se ne deduce è  che TUTTO debba seguire questa logica ma, come sappiamo, non è assolutamente vero.
Per semplificare meglio il discorso paragonerò un’azienda “open source”  ad una compagnia aerea “low cost”:
Quando, anni fa, Ryanair ha iniziato ad affacciarsi nel mondo dei trasporti lo scetticismo è stato il sentimento naturale con il quale è stata accolta. Fino ad allora l’unica riduzione di costi conosciuta aveva coinvolto la distribuzione alimentare attraverso il proliferare di hard discount, nulla che avesse a che fare con i voli. Ricordiamo anche alcune battute sul fatto che si dovesse fare tutto da soli, che non ti avrebbero neppure portato il bagaglio e lo sconcerto ci prese scoprendo che a bordo non avrebbero fornito alcun genere di conforto, ma che tutto sarebbe stato in vendita in una continua offerta tra sigarette senza fumo e biglietti gratta e vinci. Col tempo però ci si è accorti che la scelta di questa compagnia aerea non fu di ridurre  sicurezza o puntualità, che  erano e sono, forse,  superiori rispetto ad altre compagnie più tradizionali, ma fu quella di eliminare il superfluo e far pagare l’extra.  Chi viaggia con Ryanair sa che può pagare solo 30 euro andata e ritorno Cagliari – Milano, una opportunità che allarga in modo incredibile il bacino potenziale di viaggiatori, ma sa anche che ha a disposizione un solo bagaglio , niente borselli, niente buste dell’ultim’ora e non più di 10 kg. Ogni altro bagaglio costa anche 15 euro, cioè il 50% dell’intero costo del biglietto. Riassumendo: Maggiore sicurezza, maggiore puntualità, miglior prezzo, ma con alcune limitazioni, o meglio, condizioni d’uso che regolano il viaggio standard, fuori da questo tutto si paga, potremmo dire, in modo high cost. Senza sconti quindi.

Come una compagnia low cost, noi programmiamo e forniamo il nostro software ad un prezzo basso ( a volte anche gratuito) per poi far pagare al cliente i servizi, gli extra di cui hanno bisogno e che non rientrano nell’utilizzo standard del prodotto.

La mia azienda, come altre “opensource”, ha fatto una scelta di campo fin dalla sua nascita: quella di aderire senza condizioni alla licenza GPL cogliendone le opportunità ed i rischi. Quando si scegliela GPLsi è vittime di un confronto con la “gratuità” del sistema che si usa che è spesso fraintesa. I l costo di un’ora di lavoro non è una variabile comprimibile e certamente non costa meno se il programmatore scrive un programma open o closed. Quello che cambia è solo il “come” e “quanto” si vede del prodotto realizzato.  Il software open source, non avendo costi di licenza, deve farsi pagare per il servizio che offre al cliente stesso.

D: Da dove provengono, dunque, i maggiori guadagni di un’azienda che vende software open source?

R: Dalla vendita del software e dai contributi sullo sviluppo che i clienti, una volta acquistato il prodotto, decidono di dare. Quando il cliente che aveva previsto un budget di 3.000 euro per il software e di 1.000 per le licenze, si accorge che con software open source i mille euro possono essere risparmiati, spesso rinveste ciò che ha risparmiato richiedendo delle funzionalità aggiuntive.
Questo è quel che permette al software di crescere e arricchirsi!

Seppur minimo, spero con questo articolo di aver dato un contribuito nel fornire maggior chiarezza sull’argomento e chiudo con un semplice invito a intravedere e constatare quelli che sono realmente i vantaggi dell’open source come lo sviluppo condiviso dei software che permette di ottenere un’ottima qualità di prodotti continuamente testati dagli sviluppatori, l’attenzione rivolta al reale utilizzatore e non al marketing come invece avviene troppo spesso nello sviluppo di prodotti commerciali/proprietari, la concretezza dei prodotti mirati a rispondere alle esigenze e ai requisiti specifici segnalati dagli utilizzatori stessi del programma, prezzi economici rispetto ai software proprietari, nessuna licenza, nessun costo per gli aggiornamenti.

Questi sono solo alcuni esempi dei vantaggi che un software libero può offrire ma il mio intento resta quello di invitare tutti a concentrarsi sulla forza dei prodotti ed evitare di perdersi in pregiudizi spesso ridicoli e irreali.

Non mi resta che augurare a chi lavora nelle realtà open source di proseguire confermando l’impegno e la qualità dei loro prodotti.

Luisiana

Elearnit Cresce: nuovi servizi, una squadra più forte, un nuovo sito

Il 2011 è stato un anno di grande crescita e soddisfazioni professionali per Elearnit, con l’ampliamento del nostro gruppo di lavoro e il lancio di nuovi servizi.

Per celebrarlo, in questi giorni abbiamo completamente rinnovato anche il nostro sito con una nuova linea di comunicazione e una nuova organizzazione dei contenuti.

Venite a vederlo?

Continua a leggere “Elearnit Cresce: nuovi servizi, una squadra più forte, un nuovo sito”

Verba volant, scripta manent…

Penso di poter affermare con estrema sicurezza che a ognuno di noi è capitato almeno una volta, di leggere una mail e fraintendere il “tono” utilizzato, perdersi nelle descrizioni o lunghe spiegazioni, non capire nemmeno chi sia o che ruolo ricopra il mittente e ritrovarsi a leggere e rileggere la mail nella speranza di poter comprendere qualche indizio in più sul misterioso contenuto.

Nel mondo dell’elearning comunichiamo per la maggior parte del nostro tempo scambiandoci mail, postando all’interno di un forum, scrivendo brevi comunicazioni nella messaggistica istantanea o condividendo il percorso formativo in un aula virtuale. Una delle tante caratteristiche che contraddistingue questi strumenti è la comunicazione mediata dal computer, la cosiddetta CMC.

Durante una normale conversazione faccia a faccia, oltre alle parole si percepiscono molte altre informazioni legate alla comunicazione non verbale (il linguaggio del corpo).

Tali informazioni risultano di primaria importanza in quanto ci danno la possibilità di capire il “tono” utilizzato dal mittente: scherzoso, adirato, ironico, serio, paziente, impaziente etc. Nella CMC la percezione visiva di tutte queste informazioni è oggettivamente assente; per questo motivo è indispensabile percorrere delle strade alternative al fine di raggiungere lo stesso obiettivo. Nonostante la conoscenza della CMC sia di particolare rilevanza, molti “addetti ai lavori” spesso ne perdono di vista l’importanza

Di seguito riporterò solo alcuni piccoli consigli che personalmente rappresentano i miei punti  cardine nel comunicare in forma scritta non solo nel mondo dell’elearning ma nell’ambito lavorativo in generale:

  • Uso delle Emoticons: un uso intelligente delle famose “faccine” fa capire a colpo d’occhio il tono con cui leggere la frase. Le Emoticons non sono altro che normali caratteri il cui assemblamento riproduce la mimica facciale 🙂 😦  Nella loro semplicità riescono a simulare le emozioni che si celano dietro le parole scritte. Un’ emoticon simula infatti la mimica facciale e grazie al loro utilizzo si possono manifestare stati d’animo ben precisi e, seppur limitate per la loro ovvia incompletezza, esse rappresentano un segnale importante nel tentativo di limitare gli inconvenienti comunicativi nelle community.
  • Uso delle immagini o screenshot di videate: Molto spesso nel comunicare con i discenti ( e non solo… 😉 ) ci si trova a dover spiegare la procedura per l’utilizzo di un determinato strumento o per accedere a un corso o, semplicemente, la procedura per aumentare il volume nel pc. Al fine di fornire una spiegazione più chiara possibile è sempre consigliabile utilizzare delle schermate che rappresentano passo dopo passo la procedura da seguire…
  • Formattazione e Schematizzazione del contenuto: L’uso di elenchi puntati, la suddivisioni in pragrafi, l utilizzo del grassetto, del corsivo, del sottolineato permettono di migliorare la comprensione del contenuto di una mail o comunicazione scritta. Molto spesso la parola d’ordine è: Siate chiari e concisi!
  • Saluti personalizzati: Chi ben comincia è a metà dell’opera…. E’ sempre bene iniziare una mail salutando il destinatario specificandone il nome del destinatario, al fine di personalizzare  sin dal principio la mail e non dare al destinatario la brutta sensazione di aver ricevuto una mail automatica o generata dal computer.

L’opera si termina nello stesso identico modo, salutando e augurando solitamente una buona formazione, augurio seguito dalla propria firma.

Per coerenza, termino l’articolo salutando e  augurandovi una buona lettura 🙂

Luisiana

Tutto il mondo è paese…

Le vacanze sono ormai finite un po’ per tutti ma il ricordo di posti lontani è ancor vivo nella mente di molti… Quante svariate destinazioni: mare, montagna, Italia, America, Francia, Africa…

Mi soffermerò su quest’ultima non tanto per evidenziare le splendide mete turistiche ma per sottolineare un progetto che si spera possa diventare un “mattoncino” nella costruzione di sempre più numerose iniziative di questo tipo.

Intel insieme al Ministero della Pubblica Istruzione del Kenia ha inaugurato il sito di www.skoool.com con l’intento di promuove l’elearning per le scuole primarie e secondarie africane Il progetto che consiste principalmente nello sviluppo di una piattaforma in cui sono disponibili numerosi corsi di matematica è già stato lanciato in Nigeria, Ghana, Egitto e Sud Africa, con ottimi risultati.

Numerosi progetti pilota sono stati messi in atto negli anni scorsi: Nel 2008, nella scuola secondaria Kamiti, a Nairobi, sono stati installati 50 notebook con tastiera resistenti all’acqua e caratterizzati da una robustezza importante al fine di sopportare lo shock di una caduta, Scopo del primo progetto era quello di formare i docenti sull’utilizzo dei pc in modo da renderli autonomi, indipendenti e soprattutto capaci di trasferire le loro competenze di matematica agli alunni grazie all’utilizzo di strumenti informatici. In seguito a tale iniziativa si è riscontrato un 30 per cento di miglioramento delle prestazioni di matematica.

Formare i bambini dei paesi in via di sviluppo è uno dei passi fondamentali per aiutare “realmente” le popolazioni in difficoltà e dar loro la possibilità di apprendere ancor più velocemente e se l’elearning serve a migliorare questa linea di sviluppo non può che farci piacere.

Si possono scoprire particolarità sui diversi progetti nel sito www.skoool.com
Buon lavoro e, sopratutto, buon rientro dalle ferie a tutti!

Luisiana

Come usare bene l’aula virtuale (e in modo sensato)

Molto interessante questa esperienza condivisa da Luisa Carrada sul suo blog “Il mestiere di scrivere” (detto per inciso, per quanto mi riguarda IL punto di riferimento su queste cose). Continua a leggere “Come usare bene l’aula virtuale (e in modo sensato)”

Non è tutto oro quello che luccica…

Non è tutto oro quello che luccica, non tutta l’interazione serve a qualcosa e non è detto che un corso super-mega-multimediale, con effetti stile “chi vuol essere milionario” o simili siano migliori per forza di uno sfogliaslide.

Ne abbiamo parlato tante volte, ma è sempre utile ricordare che proprio come la tecnologia senza la testa non funziona, anche l‘interattività fine a se stessa non serve. 

Questo interessante articolo di Cammy Bean (parte 1 e parte 2) parla esattamente di questo.

Tanto per tornare sull’esempio sopra, non basta inserire un’animazione multimediale stile programma TV a rendere qualcosa di diverso una domanda a risposta multipla. Anche con la musica di sottofondo, il presentatore e il conto alla rovescia, rimane sempre tale. Peggio: se gli elementi multimediali sono eccessivi, possono in realtà distrarre e confondere l’utente.

Molto più importante è formulare domande intelligenti, inserire un feedback utile per l’utente, scrivere contenuti “sfidanti” e che stimolino l’utente e pensare, sbagliare e vedere le conseguenze dei suoi errori. 

Solo una volta progettati contenuti di questo tipo ha senso preoccuparsi dell’interattività, degli effetti speciali e del contorno, purché siano funzionali a massimizzare l’efficacia del contenuto. 

Novità negli strumenti di creazione corsi e-learning

Cammy Bean di Kineo ci fa – inconsapevolmente – da inviata alla fiera Education Expo di Orlando.

Questo è un suo breve resoconto.  Continua a leggere “Novità negli strumenti di creazione corsi e-learning”

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Elearnit: Know How to Know!

Building Digital Academies