Ho trovato questa interessante Discussione su Linked In, su quali sono gli errori più comuni in cui le aziende incorrono nei loro progetti di e-learning.
Eccone una selezione: Continua a leggere “E-learning: quali sono gli errori più comuni?”
Ho trovato questa interessante Discussione su Linked In, su quali sono gli errori più comuni in cui le aziende incorrono nei loro progetti di e-learning.
Eccone una selezione: Continua a leggere “E-learning: quali sono gli errori più comuni?”
Una delle prime problematiche che affrontiamo quando iniziamo a lavorare con una nuova azienda per l’implementazione di progetti elearning è quella della vendita e promozione interna del progetto. Vi raccontiamo un po’ cosa abbiamo imparato dalle nostre esperienze…
Continua a leggere “Portare l’e-learning in azienda: chi ben comincia…”
Segnalo questa interessante Discussione su Linked In, iniziata da Naveen Kumar. Il tema è “dove saranno gli LMS (le piattaforme di e-learning) tra 2 anni?”. Vi riassumo i principali commenti e le principali risposte: come sempre nel gruppo “Elearning Guild” gli intervenuti sono tutti americani (o indiani, sempre di più) ma penso che ci diano un’indicazione molto chiara di quali sono le tendenze in mercati più maturi del nostro. Eccovi una selezione di risposte:
Direi che – neanche a farlo apposta – sono in larga parte i concetti su cui anche noi di elearnit stiamo cercando da sempre di orientare il dibattito. Le parole chiave dunque sono: rimettiamo il contenuto davanti al sistema; integrazione e interoperabilità; apertura alle funzioni “social”; LMS “leggeri”; LMS ….che funzionano.
Segnaliamo questo intervento di Amanda Ronzoni sul Blog di DMS: un video sul Paziente Virtuale Interattivo, a disposizione sul canale YouTube di DMS.
DMS ha messo a disposizione un trailer e una video-intervista che mostrano le potenzialità di LIFELIKE CARE® come strumento di educazione medica avanzato.
Avvertenza: post lungo.
Prendo spunto da un post che ho letto su Learning Visions. Cammy Bean, pur americana, lavora per Kineo (UK)*: insomma, lei parla del mercato americano e inglese. Un sistema LMS a basso costo, secondo la ricerca citata da Cammy, parte da 58.000 dollari. Continua a leggere “E-learning open source per le aziende?”
Segnaliamo questo interessante post metodologico di Cathy Moore su come creare i vostri corsi e fare in modo che gli utenti stessi – durante la fruizione – passino da “non ne ho idea” a “ok, so che posso fare da solo”. http://blog.cathy-moore.com/2009/05/four-ways-to-move-your-learners-from-clueless-to-confident
La Moore – come sempre – ci raccomanda di far lavorare i nostri corsisti tramite la sperimentazione e la scoperta progressiva. Questi sono i punti metodologici principali evidenziati nel post:
1. Lasciate che gli utenti lo scoprano da soli
Spesso diciamo ai nostri corsisti tutto quello che devono sapere e poi verifichiamo il loro apprendimento.
“Ecco il modo corretto di presentare il nostro prodotto” E poi “ora rispondi a queste domande”. Potremmo invece mettere i nostri utenti in uno scenario realistico dove un venditore esperto ci da’ qualche consiglio e poi ci ritroviamo a una scrivania con un potenziale cliente. Uno scenario “ad albero” ci può permettere di provare vari approcci e se usiamo il feedback possiamo capire se abbiamo fatto la scelta corretta e ricevere ulteriori consigli.
2. Lasciate che rischino di sbagliare.
Senza il rischio di sbagliare, il successo non significa molto. E i nostri errori sono insegnanti che ricordiamo sempre.
Uno scenario realistico lascia che gli utenti commettano errori. Ovviamente, non dobbiamo frustrarli o scoraggiarli rendendo la cosa così difficile che si sbaglia sempre o quasi.

3. Per aiutare, mostra – non spiegare
Sempre per restare nell’esempio di prima: se il nostro utente sceglie la risposta sbagliata, il feedback potrebbe essere un esperto che – in un flashback – mostra come ha evitato lo stesso errore.
4. Date agli utenti aiuti tratti dal mondo reale
Se gli aiuti (feedback, help, consigli ecc.) sono realistici, uguali a quelli che il nostro utente utilizza nel mondo reale, sicuramente il loro impatto sarà maggiore: mettete a disposizione il vero manuale, la vera procedura, la vera busta paga, il vero file excel…..
Non servono per forza software sofisticati
Questi tipi di scenari possono essere prodotti con foto e con uno strumento di produzione rapida. Ovviamente serve più tempo per progettare questo tipo di materiale. Come possiamo convincere i clienti a darci il tempo che serve?
“Beh, quando si producono contenuti per l’e-learning è obbligatorio avere un commento professionale. Se non uno speaker-attore, almeno un buon programma di sintesi vocale (text to speech, TTS)”.
Sicuri? Learning Visions, in questo interessante post, ci dice che forse non è così. Audio in eLearning: When Rough Around the Edges is Better. In pratica, gli utenti di un corso realizzato in due versioni (una con speaker professionisti e una con l’esperto di contenuti che ha registrato il suo commento) hanno gradito di più quella “artigianale” fatta dall’esperto.
Continua a leggere “audio nell’e-learning: quando fatto in casa è meglio”
La casa editrice Erickson (http://www.erickson.it/) è specializzata sui temi dell’apprendimento e della formazione, e ha nel suo catalogo diversi titoli interessanti su temi legati all’e-learning con la sezione “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione“.
In questi mesi sta facendo alcune interessanti offerte: oltre a uno sconto del 15%, in occasione del 25° anno di attività editoriale c’è un’originale offerta “4×2” su una consistente fetta del catalogo.
Dateci un’occhiata anche voi, potrebbe essere una buona occasione per rinnovare un po’ la propria biblioteca professionale!
Amanda, sul blog di DMS, cita alcune analisi relative al mercato e-learning nella sanità e nel mondo Pharma secondo le quali
L’incertezza e l’attesa non aiutano a tener alte le aspettative. E questo fa dire ad altri analisti più prudenti che incrementi di budget destinati alla FAD ci saranno sicuramente, ma saranno meno sostanziosi: intorno al 30%. Qualcuno pensa anche lo zoccolo duro della formazione resterà comunque residenziale, in quanto solo con eventi in presenza si riescono a scatenare dinamiche relazionali e di carattere promozionale che, soprattutto per le aziende farmaceutiche, sono molto importanti. Secondo questa campana la FAD avrà più successo quindi tra quelle realtà medio-piccole che difficilmente hanno budget per affrontare grandi eventi.
Beh, Amanda stessa ci dice che le cose non stanno affatto così dal loro osservatorio. Si parva licet, vorrei dire che non stanno affatto così nemmeno dal nostro, di osservatorio.
Quello che osserviamo noi è:
Per ora sul mercato vediamo molta sperimentazione: riparliamone tra un anno, secondo me ci saranno novità interessanti!