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Interagire con il video nell’elearning – Articulate Storyline

Molto semplice, ma molto carino!

Se la vostra esigenza è di utilizzare un video e di fare in modo che l’utente interagisca col video stesso, sono certo che questo esempio vi darà molti spunti.  Continua a leggere “Interagire con il video nell’elearning – Articulate Storyline”

I protagonisti dell’elearning: Il tutor

Nell’ambito dell’elearning il ruolo del tutor è estremamente importante oltre che peculiare. Purtroppo però, ancor oggi, si tende riduttivamente a considerarlo una figura alternativa al docente tradizionale o addirittura si pianificano percorsi formativi che non prevedono la sua presenza.

Ma chi è il tutor? Quali ruoli ricopre? Quali sono le sue competenze e gli obiettivi che si prefigge? Continua a leggere “I protagonisti dell’elearning: Il tutor”

Elearning e wiki: finalmente un esempio concreto e aziendale (ma non è elearning)

Social learning, collaborative learning……. Parlarne, se ne parla da anni. Come abbiamo detto già varie volte difficilmente abbiamo incontrato delle vere esperienze in merito.  Continua a leggere “Elearning e wiki: finalmente un esempio concreto e aziendale (ma non è elearning)”

L’elearning nel mondo ceramico

Elearning settore ceramiche

Il nostro nuovo partner IIEA, specializzato nella formazione elearning per l’industria e i macchinari per ceramica e imballaggio, ha realizzato nel corso del 2011 un’interessante esperienza di elearning con Lea Ceramiche, uno dei produttori più innovativi sia nell’ambito del design che della comunicazione.

Obiettivo dell’intervento era effettuare azioni di marketing verso i rivenditori dei loro prodotti e i progettisti, un caso molto interessante che vale la pena raccontare.

Continua a leggere “L’elearning nel mondo ceramico”

L’elearning può essere un gioco?

Sì.

Sì, nel senso che l’apprendimento, dell’adulto o del bambino, è certamente potenziato e rafforzato dall’esperienza del gioco, su questo (basta una rapida googlata) direi che non ci sono dubbi.

Naturalmente, la risposta vera è che dipende da come il gioco, la sfida, il serious game.. vengono inseriti all’interno del processo di apprendimento. Se c’è solo coinvolgimento e divertimento, ma non c’è nessun legame con l’aspetto formativo, il gioco è bello ma…. fine a se stesso. Continua a leggere “L’elearning può essere un gioco?”

Premiamoci con l’elearning

Navigando sul web mi son imbattuta in un articolo su uno dei nostri primi antenati, il Gorilla!

Nel caso specifico però, non si sta parlando dell’evoluzione del genere umano ma bensì di un nuovo progetto nazionale di elearning per promuovere un’alimentazione equilibrata e per lo sviluppo dell’attività fisica presso i bambini e gli adolescenti.

Il fulcro di questo progetto è costituito da una piattaforma informatica in cui è presente un modulo eLearning, «GORILLA Space».

L’obiettivo del corso consiste nel trasmettere le nozioni indispensabili per mantenere un peso corporeo sano. Gli adolescenti che parteciperanno al progetto Gorilla, alla fine di ogni sezione tematica devono risolvere un test.

Con le risposte accumulano dei punti e possono ottenere dei premi.

Il tema trattato e l’utilità del progetto sono indubbiamente interessanti ma quel che ha attirato la mia attenzione sono le strategie motivazionali che  utilizzate: molte di queste logiche – a mio parere – dovrebbero essere adottate anche nei progetti elearning erogati in azienda.

Progettare e organizzare un corso che preveda una classifica tra i partecipanti e la donazione di  premi a seconda dei risultati ottenuti, incrementa la motivazione dei discenti e aumenta la percentuale dei partecipanti che completano il corso.

Come sappiamo, infatti, uno dei problemi di cui continua a soffrire l’e-learning è l’alto tasso di demotivazione e di abbandono da parte degli utenti per cui, una volta avviato il corso, è fondamentale utilizzare tutte le strategie che permettano di mantenere alta la motivazione e l’impegno da dedicare al progetto.

La presenza di una classifica e la possibilità di un premio consistono in veri e propri rinforzi positivi per chi apprende e appartengono a quell’insieme dei principali fattori strategici che vengono utilizzati per mantenere costante la motivazione.

Vi sono aziende che adottano una strategia premiante come ad esempio CTS con l’iniziativa Web We Can che offriva la possibilità di vincere un iPad ma, secondo la mia esperienza, purtroppo, non sono tante le aziende che attualmente seguono l’esempio di progetti come CTS o Gorilla, pur prestando la massima attenzione ad altri fattori come il supporto dato dai tutor o l’utilizzo di strumenti di interazione e comunicazione.

Ad essere sinceri, il progetto Gorilla ed in particolar modo l’argomento trattato, mi ha fatto venire in mente anche altre considerazioni che sarebbe opportuno che le diverse aziende che si occupano in Italia di diete e alimentazione equilibrata prendessero esempio dal “Gorilla” e mettessero a disposizione della propria clientela dei corsi in merito all’alimentazione ma di questo parlerò in un prossimo articolo.

Verba volant, scripta manent…

Penso di poter affermare con estrema sicurezza che a ognuno di noi è capitato almeno una volta, di leggere una mail e fraintendere il “tono” utilizzato, perdersi nelle descrizioni o lunghe spiegazioni, non capire nemmeno chi sia o che ruolo ricopra il mittente e ritrovarsi a leggere e rileggere la mail nella speranza di poter comprendere qualche indizio in più sul misterioso contenuto.

Nel mondo dell’elearning comunichiamo per la maggior parte del nostro tempo scambiandoci mail, postando all’interno di un forum, scrivendo brevi comunicazioni nella messaggistica istantanea o condividendo il percorso formativo in un aula virtuale. Una delle tante caratteristiche che contraddistingue questi strumenti è la comunicazione mediata dal computer, la cosiddetta CMC.

Durante una normale conversazione faccia a faccia, oltre alle parole si percepiscono molte altre informazioni legate alla comunicazione non verbale (il linguaggio del corpo).

Tali informazioni risultano di primaria importanza in quanto ci danno la possibilità di capire il “tono” utilizzato dal mittente: scherzoso, adirato, ironico, serio, paziente, impaziente etc. Nella CMC la percezione visiva di tutte queste informazioni è oggettivamente assente; per questo motivo è indispensabile percorrere delle strade alternative al fine di raggiungere lo stesso obiettivo. Nonostante la conoscenza della CMC sia di particolare rilevanza, molti “addetti ai lavori” spesso ne perdono di vista l’importanza

Di seguito riporterò solo alcuni piccoli consigli che personalmente rappresentano i miei punti  cardine nel comunicare in forma scritta non solo nel mondo dell’elearning ma nell’ambito lavorativo in generale:

  • Uso delle Emoticons: un uso intelligente delle famose “faccine” fa capire a colpo d’occhio il tono con cui leggere la frase. Le Emoticons non sono altro che normali caratteri il cui assemblamento riproduce la mimica facciale 🙂 😦  Nella loro semplicità riescono a simulare le emozioni che si celano dietro le parole scritte. Un’ emoticon simula infatti la mimica facciale e grazie al loro utilizzo si possono manifestare stati d’animo ben precisi e, seppur limitate per la loro ovvia incompletezza, esse rappresentano un segnale importante nel tentativo di limitare gli inconvenienti comunicativi nelle community.
  • Uso delle immagini o screenshot di videate: Molto spesso nel comunicare con i discenti ( e non solo… 😉 ) ci si trova a dover spiegare la procedura per l’utilizzo di un determinato strumento o per accedere a un corso o, semplicemente, la procedura per aumentare il volume nel pc. Al fine di fornire una spiegazione più chiara possibile è sempre consigliabile utilizzare delle schermate che rappresentano passo dopo passo la procedura da seguire…
  • Formattazione e Schematizzazione del contenuto: L’uso di elenchi puntati, la suddivisioni in pragrafi, l utilizzo del grassetto, del corsivo, del sottolineato permettono di migliorare la comprensione del contenuto di una mail o comunicazione scritta. Molto spesso la parola d’ordine è: Siate chiari e concisi!
  • Saluti personalizzati: Chi ben comincia è a metà dell’opera…. E’ sempre bene iniziare una mail salutando il destinatario specificandone il nome del destinatario, al fine di personalizzare  sin dal principio la mail e non dare al destinatario la brutta sensazione di aver ricevuto una mail automatica o generata dal computer.

L’opera si termina nello stesso identico modo, salutando e augurando solitamente una buona formazione, augurio seguito dalla propria firma.

Per coerenza, termino l’articolo salutando e  augurandovi una buona lettura 🙂

Luisiana

Come usare bene l’aula virtuale (e in modo sensato)

Molto interessante questa esperienza condivisa da Luisa Carrada sul suo blog “Il mestiere di scrivere” (detto per inciso, per quanto mi riguarda IL punto di riferimento su queste cose). Continua a leggere “Come usare bene l’aula virtuale (e in modo sensato)”

Non ci sono più le community di una volta…

Uno degli errori che con maggiore frequenza si tende a commettere nella gestione di percorsi formativi on line consiste nel lasciare il discente alla propria individualità.  Solitamente si presta particolare attenzione agli aspetti tecnologici della piattaforma, alle funzionalità che la caratterizzano, alle comunicazioni ai singoli discenti che dovranno accedervi, fattori che io stessa ritengo fondamentali ma spesso si tralascia l’importanza della cosidetta “community” nostante rappresenti un fattore in grado di potenziare l’intera attività di formazione, arricchendola di un notevole valore aggiunto.
Nella mia esperienza ho sempre cercato di evidenziare ai clienti quanto possa essere utile l’apprendimento collaborativo nella formazione in rete e non di rado i risultati sono stati più che soddisfacenti.

È inutile infatti negare che in piattaforma si sconta l’assenza di determinati fattori, quale il contatto diretto con altri discenti o con il docente; proprio per questo, l’apprendimento collaborativo costituisce una reale opportunità di dare vita ad una didattica più efficace, in cui prevalga una costruzione critica e argomentata del sapere al posto di una recezione isolata e passiva delle informazioni. Evidenti sono i vantaggi di un simile approccio collaborativo: si riduce la difficoltà di apprendimento, si aiuta a comunicare meglio, mettendo a confronto le diverse idee, e di conseguenza si favorisce la condivisione delle opinioni, anche quando queste riguardino specifiche, e sempre possibili, difficoltà o problematiche.

Nei primi anni della mia attività di consulenza, notavo con piacere che che all’interno della progettazione dei percorsi formativi veniva attribuito un sufficiente spazio a strumenti quali chat, forum e aula virtuale. La presenza di questi strumenti consentiva, con grandi benefici, la possibilità di alternare ed integrare momenti di apprendimento individuale con sessioni di apprendimento collaborativo Un semplice forum, ad esempio, rappresentava lo strumento didattico in cui il discente aveva la possibilità di leggere le opinioni altrui ed esprimere le proprie, consultare i quesiti posti dagli altri discenti e riportare i propri, condividere la propria esperienza e, perché no, giocare anche il ruolo di esperto. Inoltre, quanto scritto sul forum rimaneva consultabile nel tempo e permetteva un ripasso continuo di materiale didattico creato dagli stessi discenti.

Mi sembra di capire che le cose siano cambiate…

L’attenzione verso gli aspetti informatici è rimasta consistente ed è anzi aumentata, anche grazie agli sviluppi che dal punto di vista tecnologico consentono di realizzare piattaforme sempre più vicine alle esigenze del discente.

Ma l’attenzione nei confronti della community è ancora presente? Il forum, le chat, le aule virtuali, le potenzialità del tanto menzionato “web 2.0” vengono realmente sfruttate nella formazione on line? Viviamo indubbiamente in un periodo in cui l’avvento dei social network favoriscono la condivisione dei propri pensieri e del proprio sapere a volte anche a scapito della realtà materiale e concreta che ci circonda. Può addirittura capitare che la comunicazione tra gli individui e i rapporti di amicizia siano perlopiù caratterizzati da scambi di foto, video e sms, o che le informazioni che si danno in un profilo, o il numero di post inseriti nella propria bacheca, contino più della personalità o del carattere di una persona.

Se tutto questo è vero, pongo una domanda: è realmente possibile che nella formazione on line non vengano pienamente sfruttati gli aspetti positivi che solo le community possono assicurare?

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