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Scorm Wars

logo_scormIntervengo in un dibattito sugli standard dell’e-learning, in particolare sullo standard Scorm.
In soldoni, lo Scorm è una serie di specifiche e di standard per riutilizzare, tracciare e catalogare gli oggetti didattici.  Sempre per semplificare, da quando è nato questo standard, i concetti di riutilizzo e catalogazione sono oggetto di forte dibattito: si discute cioè se si riesca mai a riutilizzare un oggetto (raramente, in effetti, a meno di corsi “standard”) e a catalogarlo (il problema è semantico: chi crea l’oggetto gli assegna delle parole chiave, ma non è detto che chi cerca dentro a un catalogo di – ad esempio – 1000 oggetti didattici usi le stesse parole chiave). Insomma, quello che funziona è il tracciamento.
Il dibattito cui mi riferisco è fatto da questo post di Gianni Marconato, da questa risposta di Anto’s Stuff (che paragona lo Scorm a una lattina, insomma a un utensile) e da altri interventi che troverete in questi due articoli. In particolare, il post di Anto mi pare che spieghi in modo molto chiaro.

Molto vere le cose che dicono e scrivono i colleghi. In effetti, si può tranquillamente prescindere da questo standard. Ma, c’è un ma:

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Open source nelle grandi aziende

Noi ci occupiamo di e-learning, e dei processi aziendali collegati all’e-learning. Non ci occupiamo strettamente di open source, anche se utilizziamo e promuoviamo l’utilizzo dell’open source tutte le volte che è possibile.

Per questo, quando l’altro giorno i manager della [multinazionale del lusso] che abbiamo incontrato ci hanno detto che stavano valutando un LMS open source, siamo stati molto contenti. Di solito è qualcosa che dobbiamo spiegare noi, o che dobbiamo “spingere” noi, convincendo il cliente sulla bontà e affidabilità dell’utilizzo di software open-source anche in ambito corporate.  Continua a leggere “Open source nelle grandi aziende”

E-learning: dove si va?

emotion

Forse ormai parlare di e-learning significa parlare di un calderone dove ci sono troppe cose.E cose troppo diverse.

social network Due tendenze mi sembra che emergano chiaramente: da un lato, l’e-learning diventa “social”; dall’altro cerca di emozionare.

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LMS: the wrong place to start learning?

apprendereLaura Gonella dell’osservatorio E-learning cita questo articolo di George Siemens dove si sostiene che il modello del managed learning è in conflitto con il modo con cui le persone abitualmente apprendono oggi.

“Managed learning” significa “apprendimento gestito: è evidente già dalla sigla che LMS (Learning Management System) è sistema di gestione dell’apprendimento.

Posso anche essere d’accordo che oggi le persone apprendono più in fretta e più di frequente usando google, blog e wiki (io stesso faccio così, e non terrei un blog se pensassi che non serve).

Tuttavia, se si legge approfonditamente l’articolo, si nota che la polemica non è tanto sui sistemi, quanto sul modo con cui vengono usati: sebbene una “piattaforma” sia in sostanza un sistema per organizzare l’apprendimento in modo strutturato e formale (ad esempio, nelle scuole e nelle università le piattaforma sono molto usate) in realtà già da tempo tutte le piattaforme più diffuse hanno sviluppato molto la parte di strumenti informali (forum, chat, wiki….).

Ciò detto, e detto anche che è comune a molte persone l’esperienza di apprendere tramite contesti informali, resto dell’idea che anche per le organizzazioni (non solo per le scuole) ci sia uno strumento che consenta di strutturare le informazioni.

Sarà poi compito dei gestori del sistema rendersi conto che molto spesso se si lasciano libere le persone di auto-organizzarsi i risultati possono anche essere migliori.

Ho toccato solo un centesimo di tutte le implicazioni di questo argomento: chi vuole approfondire può farlo tramite i link che segnalo.

Un caso concreto di applicazione dell’e-learning

Ecco come potremmo riassumere in poche righe la storia di un progetto che stiamo seguendo da oltre 2 anni:

Il cliente:
Uno dei leader italiani del settore mobili, con oltre 90 punti vendita.
Oltre 800 utenti da formare sui temi amministrativi, contabili e di utilizzo del gestionale aziendale.

L’esigenza:
Ridurre il numero di riunioni e di sessioni di formazione tradizionale per ridurre i costi molto elevati.
Verificare l’apprendimento delle competenze da parte di tutti (cosa impossibile in un’aula tradizionale).
Avere un sistema di reporting.

La soluzione:
L’azienda ha adottato un sistema di e-learning open source.
Il management aziendale è ora in grado di utilizzarlo autonomamente, gestendo iscrizioni ai corsi, reportistica e valutazioni delle esercitazioni.
I corsi sono stati creati facilmente utilizzando il materiale già in uso dal cliente.

I costi:
Il cliente ha sostenuto costi più elevati dovuti all’esigenza di una personalizzazione articolata.
Un’installazione standard, eventualmente anche in outsourcing, ha dei costi molto più bassi o nulli, se il cliente decide di occuparsene autonomamente.
La formazione per l’uso del sistema e la consulenza per il suo utilizzo sono le attività più importanti.

Max

A che cosa serve l’e-learning e come funziona

“Quindi voi vi occupate di elearning. E’ quella roba con la webcam?”A.M.L., manager milanese, 2007

“Ma a cosa serve l’e-learning?” anonimo modenese, 2006

A volte è utile riflettere sul perché si fanno le cose. E non è detto che sia scontato per tutti che l’utilizzo dell’e-learning sia utile. Ho provato a riassumere in alcuni brevi punti i motivi per cui, nella mia esperienza, l’e-learning può essere utile.

Evitare incontri inutili: i singoli utenti devono leggere dei documenti e dobbiamo averne la certezza? Non occorre riunirli in aula.
Nessuna interferenza nelle attività aziendali: non ci sono costrizioni di orario, i singoli utenti in relazione ai propri impegni di lavoro sceglieranno orari e giorni che riterranno più consoni.
E’ dinamico: i contenuti didattici più aggiornati in tempo reale. Quello che ti serve imparare, quando ti serve.
E’ individuale: si può assegnare un percorso personalizzato a ciascun utente, o gruppi di utenti. Formare i commerciali in un certo modo, gli amministrativi in un altro. Allo stesso modo stabilire obiettivi diversificati.
Consente una verifica dell’apprendimento: l’imprenditore può monitorare gli step di apprendimento e le competenze di volta in volta acquisite.
Funziona: consente all’utente di progredire con i tempi che si è prefissato, ma l’interattività permette anche di applicare immediatamente quanto si è imparato.
E’ veloce: l’utente può apprendere al ritmo più efficace per se stesso, focalizzandosi su ciò che conosce meno.
E’ economico: le più diffuse piattaforme di e-learning sono Open Source (gratuite e modificabili) e consentono un costo totale di utilizzo potenzialmente molto basso.

L’e-learning non può sostituire del tutto l’aula.
Ma ne potenzia l’efficacia e consente di impiegarla solo quando davvero è necessaria.

Obiettivi
Permette di ottimizzare le conoscenze aziendali.
Di metterle “a sistema” rendendole un fattore competitivo.
Qualche esempio:
– formazione ai venditori, condivisione di documentazione di vendita
– addestramento del personale amministrativo sulle procedure e sul gestionale
– aggiornamento sull’utilizzo di software
– sicurezza, qualità e ambiente
– condivisione di documenti aziendali.

Non è tutto, ma è già molto. Nei prossimi post, vedrò di approfondire.

Max

Il nostro primo post…

Abbiamo deciso di lanciare questo blog per condividere un po’ delle esperienze e del know how che come Elearnit raccogliamo ogni giorno insieme ai nostri clienti e ai nostri partner, occupandoci di elearning e di gestione della conoscenza in azienda. Lavorandoci quotidianamente abbiamo scoperto che i problemi da affrontare nel portare l’elearning in azienda sono spesso più pratici e organizzativi che teorici. L’elearning è fatto più di persone che di tecnologie, ed è di questo che vorremmo parlare qui.

Chi siamo:

Massimiliano Ferrari

Alberto Pastorelli

Blog su WordPress.com.

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