Vi condivido questo interessante articolo di Connie Malamed su “The elearning Coach” su come utilizzare alcuni principi dell’apprendimento cosiddetto “trasformativo”
Continua a leggere “Un’altra prospettiva sulla formazione degli adulti”
Vi condivido questo interessante articolo di Connie Malamed su “The elearning Coach” su come utilizzare alcuni principi dell’apprendimento cosiddetto “trasformativo”
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Di recente (Novembre 2015), la Brandon Hall ha pubblicato il suo rapporto annuale sui trend del mercato LMS.
Nel report, sponsorizzato da Docebo, Brandon Hall illustra come e perché le organizzazioni stanno ripensando il proprio approccio alle tecnologie per la formazione.
Secondo i risultati del gruppo di ricerca, le aziende potrebbero muoversi verso stili di gestione formativa che incorporano social e informal learning.
Abbiamo letto il report per voi (lo trovate sul blog di Docebo) e abbiamo provato a sintetizzarlo:
Qui le principali Call to Action

Qui sotto una tabella con i 6 punti principali emersi dalla ricerca.

Insomma: il titolo Is It Time for Something Different? sembrerebbe del tutto giustificato.
Molte di queste riflessioni ci paiono sviluppi ulteriori di trend che abbiamo già notato negli anni scorsi, che probabilmente arrivano ora alla maturazione. E ci arrivano a quanto pare in modo inaspettatamente radicale, suggerendo la necessità di un cambiamento di paradigma. In soldoni, gli LMS sono applicativi complessi, le necessità di formazione delle aziende lo sono altrettanto, e probabilmente l’aggiunta continua di funzioni a un meccanismo per sua natura “rigido” non sta dando buoni risultati. Dopo anni di tentativi, probabilmente le imprese percepiscono che forse hanno più bisogno di far parlare tra di loro tecnologie e metodologie diverse (possibile solo se le tecnologie sono aperte e modulari) che di arricchire sempre di più una tecnologia esistente e che ha magari raggiunto i limiti di quello che può consentire di fare. E percepiscono che non c’è un vero e misurabile ritorno su un investimento sempre più elevato: dalla ricerca emerge che chi spende $15 a utente è MENO soddisfatto di chi ne spende $5.
La ricerca non mi pare prenda in considerazione gli LMS Open Source che – come sapete – rappresentano il segmento in cui ci muoviamo noi. Le considerazioni espresse valgono lo stesso e – per quanto mi riguarda – mi confermano che c’è ancora parecchio cammino da fare nella direzione dell’integrazione con altri applicativi (o applicazioni mobile). Al tempo stesso, la strada che alcuni applicativi Open Source hanno imboccato e stanno imboccando mi pare che vada nella direzione giusta.
Oltre al tema della tecnologia, l’aspetto più interessante mi paiono le 4 call to action: usate la tecnologia per supportare l’apprendimento, non per dettare come deve essere fatto. Nel nostro piccolo, da anni predichiamo il fatto che la tecnologia deve essere trasparente e che tutto sommato è quasi irrilevante, e che ben più importante è progettare un modello di formazione che funzioni e che faccia uso degli strumenti tecnologici anziché esserne usato. Naturalmente, una buona progettazione che può sfruttare uno strumento di gestione ben progettato, che può raccogliere dati da molteplici fonti e tenerle assieme in modo sensato è la combinazione vincente. E per quello, un qualche tipo di “collettore” serve e servirà sempre. Se non sarà un LMS, sarà qualcosa che ci assomiglierà molto :-).
Jeevan Joshi é un consulente con un background ricchissimo:
dirige la propria società di consulenza elearning (http://knowledgeworking.com), è il referente australiano per Upside Learning, ma è anche il fondatore e principale promotore di Learning Cafè, una interessantissima esperienza di socializzazione della conoscenza tra consulenti e l&r managers, attraverso una intensa attivitá di webinars, catch-ups e ‘unconferences’.
Continua a leggere “Jeevan Joshi: tecnologie e contenuti nell’elearning australiano”
Poche ore dopo aver incontrato Ryan Tracey ricevo una mail da Helen Blunden, fondatrice di Activate Learning Solutions e coordinatrice di Third Place Australia: nel giro di breve eravamo su Google Hangout e stavamo chiacchierando amabilmente di innovazione, competenze, social learning, mobile learning…Continua a leggere “Mobile e innovazione in australia: hangout con Helen Blunden”
Ryan Tracey è uno dei piú brillanti e seguiti blogger nel mondo dell’elearning e, indovinate un pó, é australiano. Appena sono incappato nel suo blog me ne sono innamorato, e già che ero a Sydney… potevo non incontrarlo?
L’Australia è sicuramente il sogno di molti, ma è anche una terra di grandi distanze in cui i ragazzi dell’outback seguono le lezioni da casa via radio, ed é la patria della piattaforma elearning piú diffusa al mondo.
Da qualche tempo, in parallelo alla diffusione dei device mobili, si diffondono applicazioni (o siti) per la produzione di presentazioni multimediali, da creare col PC o con il tablet. L’antesignano è probabilmente Prezi (http://prezi.com/), ma ultimamente ne stanno uscendo parecchi. L’ultimo, che mi ha ispirato questo articolo, è Office Sway di Microsoft, disponibile anche come app. Continua a leggere “App per le presentazioni multimediali – le conoscete? le usate per l’elearning?”
Se avete poco tempo per leggere questo articolo, la risposta breve è “no, ma ci vorrà tempo per eliminarla”. Se invece volete approfondire, continuate pure… Continua a leggere “Serve la “e” davanti a “learning”?”
http://www.articulate.com/rapid-elearning/what-do-you-love-hate-about-e-learning/
Articulate ha pubblicato questo articolo, basato su un sondaggio che hanno condotto su quello che alla gente piace o non piace dell’elearning. Continua a leggere “Cosa vi piace e cosa no dell’elearning?”