E’ stato un 2010 finora molto bello, ricchissimo di novità e di progetti interessanti. Abbiamo imparato molto, conosciuto tante aziende interessanti, potuto realizzare progetti arricchenti.
Intanto ci riposiamo, ci si rivede a settembre.
Elearnit
Beh, in realtà c’è una soluzione più semplice! (grazie a Tom Kuhlmann di Articulate, che ha citato questo sito su Linked In)
C’è questo progetto (Open Source Cms) che vi consente di provare varie piattaforme e-learning, sia come studente che come docente o amministratore. Per ora il progetto ospita le installazioni complete di 11 piattaforme LMS, mi pare nelle versioni più recenti (e di un numero elevatissimo di CMS , ci sono 254 demo!). Per ogni applicativo c’è una breve recensione e un’installazione cui accedere con le password che vengono fornite. Il progetto è finanziato con la pubblicità, per cui sopra a ogni installazione troverete un frame con dei banner pubblicitari.
Le mie impressioni? Sicuramente si risparmia moltissimo tempo nell’installazione di qualcosa che si vuole solo provare. Tuttavia, credo che se non si è guidati da chi conosce le logiche e i flussi di quel particolare applicativo, si rischi di non capire molto.
Ovviamente, le installazioni sono vuote (giustamente, vengono cancellate e reinstallate ogni giorno): cimentandosi nella costruzione di un corso, caricamento di materiali e iscrizione di utenti si riesce probabilmente a capire il flusso di lavoro e i diversi ruoli.
La morale: se volete avere un’idea rapida del look & feel di un applicativo, potete usare questo sistema.
In questo modo magari potete restringere il campo alle 2-3 soluzioni che vi piacciono di più: se volete capirne di più, potete chiedere una demo a chi se ne occupa professionalmente (ad esempio noi). Senz’altro, questo vi consentirà di capire se la soluzione è adatta al vostro contesto ed esigenze.
Mappa mentale di Cammy Bean (di Kineo).
La mappa (collaborativa: se volete, potete anche modificarla!) non è facilissima da leggere ma senz’altro ha alcuni pregi:
Di solito in questo blog non parliamo di e-learning e scuola: prima di tutto perché c’è chi lo fa già meglio di noi (http://www.giannimarconato.it/), poi perché la scuola non è un mercato in cui siamo presenti.
Poi capita che leggo il post di Leonardo (uno dei miei blogger preferiti) e mi casca tutto, ma proprio tutto.
Anch’io, come molti che la scuola non la frequentano (non ho bimbi, né tanto meno in età scolare) della scuola italiana so poco (quasi tutto quello che so mi viene da parenti, qualche partner, e da Leonardo stesso) ho sentito parlare in questi giorni della prova Invalsi, del fatto che si tratta di test a risposta multiple eccetera. E mi sono figurato – ingenuamente – un mondo che mi è familiare: un applicativo (web, magari) in cui gli studenti possono inserire le risposte e tutta la relativa reportistica. O quantomeno (per fare questo, che sarebbe l’optimum, ci vorrebbe un computer per ogni studente, mentre la scuola italiana investe nelle LIM…) – ora che l’articolo mi ci ha fatto pensare – mi sono figurato che i docenti in pratica riempiono i questionari online tenendo sott’occhio i questionari di carta.
Certo, in una PA ideale ci sarebbero dei lettori ottici (o magari una ditta esterna cui subappaltare il lavoro di lettura ottica). O addirittura ci sarebbe la carta e penna digitale (così gli studenti farebbero il test con la tradizionale carta e penna e poi – con un clic sulla penna – tutto si sincronizzerebbe in automatico. Anche se la penna digitale costa un po’..).
Ma il colossale spreco di tempo, di energie, di fatica per rifare 3 volte a mano lo stesso lavoro e poi ulteriore spreco per avere un file per correggere i test (!). Un file! Questo no, non me lo immaginavo. Boh, mi chiedo chi è che al Ministero ha messo su un baraccone di questo tipo in sostanza per far fare il lavoro comunque a mano, con possibilità di errore altissime….
Sono sconfortato!
Segnaliamo il nuovo post di Tom Kuhlmann del blog di Articulate, che – come sempre – ci fornisce consigli molto pratici.
In questo caso l’argomento è l’utilizzo delle tabelle all’interno di un corso e-learning.
L’articolo ci suggerisce 10 consigli pratici, dall’approccio “senza fronzoli” a quello dell’immagine guidata o del media tour, dal “disvelamento progressivo” alle annotazioni alle tabelle html dinamiche. L’articolo è qui.
Come sempre, l’articolo ha il grandissimo pregio di illustrare tecniche – peraltro ben conosciute a tutti gli utilizzatori di Articulate Presenter e Engage, spesso già illustrate in post precedenti – applicandole magistralmente a un esempio concreto.
La visualizzazione di informazioni in forma tabellare è una delle sfide più ostiche del cosiddetto “instructional design” (in parole povere: come rappresentare visivamente dei contenuti in modo che siano comprensibili? E in modo che la fruizione dei contenuti ne consenta l’apprendimento).
Rappresentare una tabella utilizzando creativamente le tecniche di visualizzazione suggerite dall’articolo può consentirvi di trasformare un contenuto noioso o non particolarmente illuminante in qualcosa di più coinvolgente.
Già che ci sono, integro l’articolo con qualche contenuto sul tema della data visualization:
http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2007/08/how-to-make-a-p.html
http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2008/07/the-three-laws.html
http://www.excelcharts.com/blog/the-inner-beauty-of-business-charts/
http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2009/07/how-to-make-graphs-that-work.html
http://www.presentationzen.com/presentationzen/2007/06/one-secret-to-a.html
http://www.excelcharts.com/blog/misconceptions-charts-graphs/
Una breve segnalazione per 2 interessanti articoli usciti su IGEL, il giornale dell’e-learning, e che affrontano il tema dei serious games e dell’interactive storytelling.
Ovviamente, campiamo con i servizi di consulenza, formazione e produzione di corsi. Poi campiamo con la realizzazione di funzioni personalizzate, le modifiche, l’integrazione dell’applicativo e-learning con gli altri applicativi aziendali…
Se volete, fate pure. Potete anche scaricarvi e installarvi da soli un qualunque applicativo e-learning (docebo, moodle, atutor, ilias) e imparare a usarli con la documentazione tecnica ampiamente disponibile e con i forum. Quello che immodestamente pensiamo di portare in azienda è appunto un approccio consulenziale all’uso di questi strumenti e la confezione di un vestito fatto su misura per voi da “sarti” professionisti. Altrimenti, dovete prima imparare a cucire, trovare la stoffa, scegliere le macchine da cucire….
E’ vero che siamo piccoli, ma non abbiamo decine di clienti in parallelo. Di solito seguiamo 4-5 progetti in contemporanea. In compenso, abbiamo lavorato e stiamo lavorando per imprese moooolto grandi (http://www.elearnit.net/chi-siamo/clienti.html) senza alcun problema e con soddisfazione di tutti.
Ovviamente dipende anche da voi, da quanto tempo avete da dedicarci. In linea di massima, si parte subito all’ordine e entro un paio di settimane si fa una riunione di start-up operativo e organizzativo del progetto.
Dipende dal corso, di solito 3-4 settimane lavorative dal tempo zero (materiali pronti e obiettivi definiti) alla consegna del prodotto finito e testato.
Con la piattaforma si possono già avere parecchie cose che ci vanno vicino…già di per sé, la piattaforma consente di caricare materiali (word, excel, pdf, power point…) già esistenti o di crearne molto facilmente dei nuovi (test, questionari, glossari, pagine html con filmati o altro integrati….) e di generare automaticamente certificati di frequenza. Queste funzioni, assieme a quelle “social” e di comunicazione (mail, newsletter, forum…) consentono già di distribuire le dispense di un corso d’aula o di realizzare qualcosa di molto vicino al concetto di e-learning.
Siamo di Modena, ma anche di Monza. Per ora abbiamo clienti e progetti che vanno dalle Alpi (Lombardia, Piemonte) al Vesuvio (Napoli) o al Colosseo (Roma), da Bruxelles alla Spagna (presto) e alla Romania. Veniamo dove siete voi. Per il Manzanarre, il Reno e le Piramidi ci stiamo attrezzando.
A parte che se i vostri collaboratori non hanno tempo di fare formazione (di qualunque tipo) prima o poi avrete un problema: nel contesto competitivo di oggi senza aggiornamento continuo (anche solo sulle procedure aziendali) non si va molto lontano. Poi ci sono i corsi obbligatori, peraltro. In ogni caso, l’e-learning è fatto apposta per consentire a ciascuno di trovare i suoi 15-20 minuti al giorno per qualche tempo, quando vuole e da dove vuole. In questo caso, non aggiornarsi significa non volerlo fare.
Sanno usare internet? Sanno navigare o usare Internet Explorer? Magari a vostra insaputa sono dei maghi di Facebook? Sanno già tutto ciò che c’è da sapere. Abbiamo avuto utenti di ogni tipo…
Peccato, ma si può fare anche senza. Uno dei nostri clienti da anni ci commissiona corsi senza audio proprio per questo motivo.
(continua…..Anzi: e voi? Quali dubbi o domande avete?)
C’è il sito, ci sono le presentazioni, c’è Linked In, c’è il blog… eppure – finché i clienti non ci conoscono -risulta a volte complicato spiegare cosa facciamo.
In sintesi, siamo dei consulenti e aiutiamo le imprese (o gli enti di formazione, o la pubblica amministrazione) ad aggiungere al loro arsenale di strumenti di cambiamento e miglioramento anche le armi che vanno sotto il nome generico di e-learning.
Queste armi sono fatte certamente da tecnologie ma per noi sono fatte prima di tutto da persone, processi, organizzazione e cultura. Solo con queste premesse metodologiche e organizzative le tecnologie (gli applicativi, i corsi, il multimediale…) possono servire a qualcosa. In due anni e mezzo di blogging non abbiamo mai scritto nulla di autopromozionale (per quello c’è il sito) ma – visto che sempre più spesso ci troviamo a dover spiegare quello che facciamo ad aziende che non ci conoscono ho pensato di creare un articolo apposito “Ma cosa fanno questi di Elearnit?”. Ecco i nostri servizi, spiegati magari meglio del solito… Continua a leggere “Ma voi che cosa fate?”
(continua dal post precedente)
3) Misuriamo i risultati
Le misure più “banali” sono semplici da ottenere (ci pensa l’applicativo):
Le misure più interessanti però sono un po’ più complicate e richiedono l’utilizzo di strumenti aggiuntivi: negli ultimi tempi si sta affermando il concetto di learning analysis, che si propone di misurare l’acquisizione di competenze e in generale la rielaborazione di tutti i dati numerici desumibili dall’applicativo e-learning tramite dashboard, griglie di valutazione e indicatori di performance.