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Elearnit: Know How to Know!

Building Digital Academies

Autore

Max

Faccio il consulente aziendale e il formatore dal 1996. Mi occupo soprattutto di elearning, di marketing e di progetti d'impresa e in questi ambiti ne ho viste (e fatte) ormai molte, con aziende piccole, grandi, multinazionali, aziende straniere o imprese anche solo immaginate (gli aspiranti imprenditori).

E-learning: quali sono gli errori più comuni?

mistakeHo trovato questa interessante Discussione su Linked In, su quali sono gli errori più comuni in cui le aziende incorrono nei loro progetti di e-learning.

Eccone una selezione: Continua a leggere “E-learning: quali sono gli errori più comuni?”

Dove vanno gli LMS?

Segnalo questa interessante Discussione su Linked In, iniziata da Naveen Kumar. Il tema è “dove saranno gli LMS (le piattaforme di e-learning) tra 2 anni?”.  Vi riassumo i principali commenti e le principali risposte: come sempre nel gruppo “Elearning Guild” gli intervenuti sono tutti americani (o indiani, sempre di più) ma penso che ci diano un’indicazione molto chiara di quali sono le tendenze in mercati più maturi del nostro. Eccovi una selezione di risposte:

  • continuiamo a sentire che la gente vuole un LMS che funzioni (questo è abbastanza significativo… 🙂 ) e che gli enormi, costosi LMS commerciali tendono a non funzionare. Inoltre, troppi mettono il sistema davanti ai contenuti e poi non capiscono perché i loro dipendenti non imparano nulla.
  • penso che le imprese si sposteranno da sistemi enormi che fanno tutto (e sono molto complessi e costosi) verso sistemi più piccoli che eseguono pochi compiti e li fanno bene.
  • il nuovo LMS deve contenere le caratteristiche di successo dei sistemi di blog e social network. Dovrebbe dare ai dipendenti il potere di utilizzare non solo le risorse interne e gli esperti ma anche quelle di gruppi professionali e quelle al di fuori delle imprese stesse, e incoraggiare la pubblicazione di oggetti didattici informali ma rilevanti.
  • Il nuovo LMS dovrebbe consentire l’uso di contenuti informali ricercabili, editabili, linkabili per e-mail, commentabili ecc. ecc. , con la possibilità di alert automatici che mi avvisino della presenza di commenti e reazioni a un nuovo contenuto.
  • dobbiamo avere un sistema che redistribuisca il contenuto in modo che diventi “virale”, cioé che siano i dipendenti stessi a far “girare” i contenuti.
  • così come anni fa la moda era avere un “Training Center” e tutti spendevano grandi risorse in questo (senza preoccuparsi del piano di formazione e dei contenuti), oggi molti investono grandi risorse in un LMS. Ma anche questo non serve a nulla se non c’è un buon programma di formazione e buoni contenuti. Si dovrebbe prima investire in quello.
  • Gli LMS si disaggregheranno in applicazioni multiple, più piccole e ci sarà un’integrazione più stretta con altri sistemi aziendali (risorse umane, gestione documentale..): questo lo si vede già nelle linee guida del futuro standard SCORM 2 (https://www.letsi.org/scorm2)

Direi che – neanche a farlo apposta – sono in larga parte i concetti su cui anche noi di elearnit stiamo cercando da sempre di orientare il dibattito. Le parole chiave dunque sono: rimettiamo il contenuto davanti al sistema; integrazione e interoperabilità; apertura alle funzioni “social”; LMS “leggeri”; LMS ….che funzionano.

LifeLike Care

Segnaliamo questo intervento di Amanda Ronzoni sul Blog di DMS: un video sul Paziente Virtuale Interattivo, a disposizione sul canale YouTube di DMS.

videolifelikecare2

DMS ha messo a disposizione un trailer e una video-intervista che mostrano le potenzialità di LIFELIKE CARE® come strumento di educazione medica avanzato.

E-learning open source per le aziende?

Open SourceAvvertenza: post lungo.
Prendo spunto da un post che ho letto su Learning Visions. Cammy Bean, pur americana,  lavora per Kineo (UK)*: insomma, lei parla del mercato americano e inglese. Un sistema LMS a basso costo, secondo la ricerca citata da Cammy, parte da 58.000 dollari. Continua a leggere “E-learning open source per le aziende?”

From_clueless_to_confident

Segnaliamo questo interessante post metodologico di Cathy Moore su come creare i vostri corsi e fare in modo che gli utenti stessi – durante la fruizione – passino da “non ne ho idea” a “ok, so che posso fare da solo”. http://blog.cathy-moore.com/2009/05/four-ways-to-move-your-learners-from-clueless-to-confident

La Moore – come sempre – ci raccomanda di far lavorare i nostri corsisti tramite la sperimentazione e la scoperta progressiva. Questi sono i punti metodologici principali evidenziati nel post:

1. Lasciate che gli utenti lo scoprano da soli

Spesso diciamo ai nostri corsisti tutto quello che devono sapere e poi verifichiamo il loro apprendimento.
“Ecco il modo corretto di presentare il nostro prodotto” E poi “ora rispondi a queste domande”. Potremmo invece mettere i nostri utenti in uno scenario realistico dove un venditore esperto ci da’ qualche consiglio e poi ci ritroviamo a una scrivania con un potenziale cliente. Uno scenario “ad albero” ci può permettere di provare vari approcci e se usiamo il feedback possiamo capire  se abbiamo fatto la scelta corretta e ricevere ulteriori consigli.

2. Lasciate che rischino di sbagliare.

Senza il rischio di sbagliare, il successo non significa molto. E i nostri errori sono insegnanti che ricordiamo sempre.
Uno scenario realistico lascia che gli utenti commettano errori. Ovviamente, non dobbiamo frustrarli o scoraggiarli rendendo la cosa così difficile che si sbaglia sempre o quasi.

Going from clueless to confident

3. Per aiutare, mostra – non spiegare

Sempre per restare nell’esempio di prima: se il nostro utente sceglie la risposta sbagliata, il feedback potrebbe essere un esperto che – in un flashback – mostra come ha evitato lo stesso errore.

4. Date agli utenti aiuti tratti dal mondo reale

Se gli aiuti (feedback, help, consigli ecc.) sono realistici, uguali a quelli che il nostro utente utilizza nel mondo reale, sicuramente il loro impatto sarà maggiore:  mettete a disposizione il vero manuale, la vera procedura, la vera busta paga, il vero file excel…..

Non servono per forza software sofisticati

Questi tipi di scenari possono essere prodotti con foto e con uno strumento di produzione rapida. Ovviamente serve più tempo per progettare questo tipo di materiale. Come possiamo convincere i clienti a darci il tempo che serve?

audio nell’e-learning: quando fatto in casa è meglio

marketinglinguaggio“Beh, quando si producono contenuti per l’e-learning è obbligatorio avere un commento professionale. Se non uno speaker-attore, almeno un buon programma di sintesi vocale (text to speech, TTS)”.

Sicuri? Learning Visions, in questo interessante post, ci dice che forse non è così. Audio in eLearning: When Rough Around the Edges is Better. In pratica, gli utenti di un corso realizzato in due versioni (una con speaker professionisti e una con l’esperto di contenuti che ha registrato il suo commento) hanno gradito di più quella “artigianale” fatta dall’esperto.

Continua a leggere “audio nell’e-learning: quando fatto in casa è meglio”

Mercato e-learning: mini osservatorio

osservatorio_001Amanda, sul blog di DMS, cita alcune analisi relative al mercato e-learning nella sanità e nel mondo Pharma secondo le quali

L’incertezza e l’attesa non aiutano a tener alte le aspettative. E questo fa dire ad altri analisti più prudenti che incrementi di budget destinati alla FAD ci saranno sicuramente, ma saranno meno sostanziosi: intorno al 30%. Qualcuno pensa anche lo zoccolo duro della formazione resterà comunque residenziale, in quanto solo con eventi in presenza si riescono a scatenare dinamiche relazionali e di carattere promozionale che, soprattutto per le aziende farmaceutiche, sono molto importanti. Secondo questa campana la FAD avrà più successo quindi tra quelle realtà medio-piccole che difficilmente hanno budget per affrontare grandi eventi.

Beh, Amanda stessa ci dice che le cose non stanno affatto così dal loro osservatorio. Si parva licet, vorrei dire che non stanno affatto così nemmeno dal nostro, di osservatorio.

Quello che osserviamo noi è:

  • le grandi imprese lentamente si stanno affacciando all’idea dell’e-learning, magari (come dice anche Alberto)
  • ci sono sempre più produttori di contenuti orofessionali verticali: anche tra i nostri prospect o clienti, sta crescendo la percentuale di produttori di contenuti che si cimentano con la produzione di contenuti per la FAD (aiutati anche dalla diffusione degli strumenti rapid). E chi non si cimenta….vorrebbe cimentarsi (magari assieme a noi 🙂 )
  • ci sono sempre più esperimenti di Web Tv professionali: pare che tutti stiano scoprendo anche questa frontiera.

Per ora sul mercato vediamo molta sperimentazione: riparliamone tra un anno, secondo me ci saranno novità interessanti!

Sviluppare nuove funzioni

flusso di datiQualche tempo fa ho parlato di “piattaforme sì, ma meglio se integrate”. Riprendo il discorso con una domanda/provocazione:

ha senso per gli sviluppatori sviluppare nuove funzioni che la “piattaforma” non contempla?

Nel mondo dello sviluppo di software commerciale, ha senso.

Ma nel medio-lungo periodo può creare problemi sia al “vendor” che allo “sviluppatore”. Che potrebbe trovarsi superato in vari modi: o perché la “casa madre” ha incorporato le stesse funzioni da lui faticosamente create all’interno della nuova versione del software, oppure perché sono state cambiate le API e la nuova funzione… non funziona più. Come dice Dave Winer (che ho letto via Joel On Software) (in 2007): “Sometimes developers choose a niche that’s either directly in the path of the vendor, or even worse, on the roadmap of the vendor. In those cases, they don’t really deserve our sympathy.”

Giusto per fare un esempio, il nuovo IPhone 3GS ha reso inutili e obsolete 15 funzioni nuove che erano state sviluppate nel corso degli ultimi tempi.

Facciamo un esempio nell’e-learning: “oh, guarda! la piattaforma e-learning Pinco Pallino 2.0 non ha la gestione dei template. Allora mi creo la mia nicchia di mercato e creo un’applicazione che fa la gestione dei template”.
Il problema è che

  • se è qualcosa che interessa a tutto il potenziale mercato, sicuramente sarà incorporato nella versione successiva
  • se è qualcosa che interessa solo pochi clienti (che ne so, una funzione per esportare tutti i commenti di un forum) non la si potrà vendere a nessuno

Rimangono alcuni casi interessanti dal punto di vista dello sviluppatore: sviluppare applicazioni verticali (per un mercato, per un tipo di clienti) che abbiano un appeal abbastanza ampio e definito da essere commercialmente interessanti ma non troppo, per non farsele “mangiare” dal vendor.

Nel mondo dell’open source, questo scenario cambia (credo in meglio):
lo sviluppo di funzioni nuove arricchisce sia il vendor che gli sviluppatori (e in ultima analisi i clienti…) in un gioco in cui tutti vincono.  Ovviamente, per far funzionare questo circolo virtuoso occorre che la comunità degli sviluppatori e la “casa madre” siano in contatto stretto e continuo (e questo accade per Moodle come per Docebo): solo così ci si può assicurare che anche dopo la release di versioni successive tutto continui a funzionare correttamente.

Anche in questo scenario nulla vieta che i clienti possano volere funzioni particolari che non interessano a nessun altro (magari perché illogiche) nè che si possano sviluppare applicazioni custom che non verranno rilasciati alla comunità: resta però il fatto che è uno scenario molto interessante per tutti coloro che ne sono protagonisti: utenti finali, vendor e sviluppatori.

E-learning on the beach

P9172128Segnalo questa interessante iniziativa promossa da Mauro Sandrini di Elearning e Innovazione.

–> 30 Giugno, Marina Romea, Ravenna
Orario: 10:00-17:00
Iscrizioni e informazioni: www.ilias.it

La comunità degli utilizzatori di ILIAS si incontra al
mare per produrre in modo partecipativo una traduzione italiana
della piattaforma che sia professionale (si tratta di uno dei software
di e-Learning più affidabili per l’utilizzo industriale).

L’obiettivo è privilegiare il punto di vista degli utenti rispetto
alle traduzioni troppo tecniche che, purtroppo, ancora imperversano
in molte localizzazioni delle piattaforme e-Learning open source.

Il luogo è affascinante (www.bocabarranca.it), la wifi è disponibile,
ed è anche l’occasione per conoscersi e scambiarsi esperienze per
gli utenti.

ILIAS, è uno dei principali LMS open-source, paragonabile per performance a Docebo o Moodle anche se per ora poco diffuso soprattutto in ambito corporate.

(PS: Ehi, con questa news il nostro blog festeggia 100 post in un’anno e mezzo di vita, niente male!)

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