Leggendo con estrema curiosità diversi articoli sui trend per il futuro dell’elearning e prestando attenzione alle varie interviste rivolte ai guru dell’elearning, ultima tra le tante l’interessante contributo di Cammy Bean, vice presidente progettazione elearning per Kineo USA (ne avevamo già parlato in altri articoli del nostro blog), mi sono fatta un’opinione sulle reali tendenze per il futuro. Continua a leggere “I trend dell’elearning, un mix tra passato e futuro”
Ne abbiamo già scritto – qui – ma la presentazione di Kineo è carina e interessante, vale la pena darci un’occhiata.
(E non finisce qui, perché ne scriveremo ancora) Continua a leggere “Tendenze Elearning 2012, seconda puntata…”
Sì, nel senso che l’apprendimento, dell’adulto o del bambino, è certamente potenziato e rafforzato dall’esperienza del gioco, su questo (basta una rapida googlata) direi che non ci sono dubbi.
Naturalmente, la risposta vera è che dipende da come il gioco, la sfida, il serious game.. vengono inseriti all’interno del processo di apprendimento. Se c’è solo coinvolgimento e divertimento, ma non c’è nessun legame con l’aspetto formativo, il gioco è bello ma…. fine a se stesso. Continua a leggere “L’elearning può essere un gioco?”
Navigando sul web mi son imbattuta in un articolo su uno dei nostri primi antenati, il Gorilla!
Nel caso specifico però, non si sta parlando dell’evoluzione del genere umano ma bensì di un nuovo progetto nazionale di elearning per promuovere un’alimentazione equilibrata e per lo sviluppo dell’attività fisica presso i bambini e gli adolescenti.
Il fulcro di questo progetto è costituito da una piattaforma informatica in cui è presente un modulo eLearning, «GORILLA Space».
L’obiettivo del corso consiste nel trasmettere le nozioni indispensabili per mantenere un peso corporeo sano. Gli adolescenti che parteciperanno al progetto Gorilla, alla fine di ogni sezione tematica devono risolvere un test.
Con le risposte accumulano dei punti e possono ottenere dei premi.
Il tema trattato e l’utilità del progetto sono indubbiamente interessanti ma quel che ha attirato la mia attenzione sono le strategie motivazionali che utilizzate: molte di queste logiche – a mio parere – dovrebbero essere adottate anche nei progetti elearning erogati in azienda.
Progettare e organizzare un corso che preveda una classifica tra i partecipanti e la donazione di premi a seconda dei risultati ottenuti, incrementa la motivazione dei discenti e aumenta la percentuale dei partecipanti che completano il corso.
Come sappiamo, infatti, uno dei problemi di cui continua a soffrire l’e-learning è l’alto tasso di demotivazione e di abbandono da parte degli utenti per cui, una volta avviato il corso, è fondamentale utilizzare tutte le strategie che permettano di mantenere alta la motivazione e l’impegno da dedicare al progetto.
La presenza di una classifica e la possibilità di un premio consistono in veri e propri rinforzi positivi per chi apprende e appartengono a quell’insieme dei principali fattori strategici che vengono utilizzati per mantenere costante la motivazione.
Vi sono aziende che adottano una strategia premiante come ad esempio CTS con l’iniziativa Web We Can che offriva la possibilità di vincere un iPad ma, secondo la mia esperienza, purtroppo, non sono tante le aziende che attualmente seguono l’esempio di progetti come CTS o Gorilla, pur prestando la massima attenzione ad altri fattori come il supporto dato dai tutor o l’utilizzo di strumenti di interazione e comunicazione.
Ad essere sinceri, il progetto Gorilla ed in particolar modo l’argomento trattato, mi ha fatto venire in mente anche altre considerazioni che sarebbe opportuno che le diverse aziende che si occupano in Italia di diete e alimentazione equilibrata prendessero esempio dal “Gorilla” e mettessero a disposizione della propria clientela dei corsi in merito all’alimentazione ma di questo parlerò in un prossimo articolo.
Il sempre ottimo elearning coach ha pubblicato un articolo sui più importanti trend per il 2012, almeno quelli osservati da lui.
L’aspetto che mi pare più interessante è che si tratta di tendenze che hanno a vedere più con aspetti sociali, di stili di apprendimento e di tecniche di creazione di corsi che con aspetti tecnologici. L’altro aspetto interessante mi pare quello del progressivo abbandono del materiale didattico come concetto chiuso.
Le informazioni, le conoscenze, le notizie sono in mutamento sempre più veloce, e sul web ci sono più contenuti di quanti ne potremo mai leggere. Il learning object “chiuso” per anni ha rappresentato il modello di riferimento per far fronte anche a questo (l’autore del corso ha selezionato per me le cose importanti). Ma il modello che questi trend sembrano suggerire è diverso: il curatore del corso seleziona per me le cose… su cui restare aggiornato, i siti da continuare a seguire, le conversazioni in rete a cui partecipare.
E’ un modello simile a quello che sempre più persone seguono nella loro routine quotidiana: tramite social network, aggregatori di contenuti e blog riusciamo a restare aggiornati sui temi che ci interessano. Portare questi meccanismi in un corso è possibile, sia pure complesso. E le tecniche-strumenti osservati da Connie Malamed nel suo articolo fanno questo (è anche vero che in questo modo parliamo però più di informazione che di formazione, ma forse le due cose stanno convergendo sempre di più….).
Altre cose interessanti che vi segnalo sono
- gli strumenti per la creazione online e condivisa di contenuti
- il trend verso la pubblicazione in html 5 per smartphone e tablet
- il concetto di “apprendimento invertito” (flipped learning): uso l’aula solo per le discussioni, per l’interazione e i compiti individuali. Uso l’online per i materiali e la teoria di base (N.B.: sapeste da quanto tempo cerchiamo di predicare questa cosa per gli enti di formazione… 😦 ..)
Dunque, la nostra piattaforma ci segnala che alcuni utenti non hanno ancora utilizzato o completato il nostro corso, e il grande capo ci chiede a che punto siamo. Ok, è il momento di dare una scrollata ai nostri corsisti: cosa facciamo?
Come è meglio gestire i richiami e i solleciti?
Continua a leggere “Gestire i richiami e i solleciti nei corsi elearning”
Università online, comunità per imparare online (o per insegnare online) sono sempre esistiti, più o meno da quando esiste il web. Tanto per dire, c’è la storica (fondata 40 anni fa!) Open University (http://www8.open.ac.uk/) che è anche in Italia (http://www8.open.ac.uk/europe/in-your-country/italy).
L’impressione è che – anche sfruttando le opportunità derivate dalla sempre maggior diffusione della connettività web e delle piattaforme di comunicazione o social networking open source – questo tipo di iniziative si stiano diffondendo ancora di più e magari stiano facendo qualche passo avanti.
Sul fronte delle comunità universitarie online, ad esempio, c’è l’iniziativa MITxdel prestigioso MIT americano. Ne parla Punto Informatico qui.
Sul fronte delle community non universitarie, invece, sempre punto informatico parla di e-socrates qui.
L’amico Fabio Ballor – apprendiamo su LinkedIn – segnala invece Insegnalo, il social learning rivolto agli insegnanti (“Diventa insegnante online in 3 minuti”).
Qualche anno fa anche noi avevamo pensato a un ipotetico portale YouTeach, poi avevamo deciso di restare sul nostro core business, cioé le aziende e non i privati. A quanto pare, Insegnalo sembra andare proprio in questa direzione.
Al di là del successo di queste o altre singole iniziative, la nostra impressione è che sul fronte dei privati questa possa essere una tendenza reale e con buone prospettive, anche di business. C’è anche il grande tema dell’apprendimento in mobilità, dove ci pare che le applicazioni o i podcast disponibili su iTunes o su altri marketplace facciano già la parte del leone per supportare l’apprendimento o l’aggiornamento individuale delle persone.
Ad esempio, ecco qualche notizia che riguarda la Apple, che investe sull’editoria digitale:
- http://punto-informatico.it/3404047/PI/News/apple-va-scuola.aspx
- http://edition.cnn.com/2012/01/19/tech/mobile/apple-ibooks-2/index.html
- http://www.theverge.com/2012/1/19/2718324/apple-announces-textbook-deals
La cosa più interessante ancora però è che di conseguenza approccia anche l’elearning: http://www.apple.com/it/education/itunes-u/
Su Apple, comunque, Mantellini dice già qualcosa di molto condivisibile e …definitivo: http://www.mantellini.it/?p=17468
Tutto questo però è molto lontano dall’influenzare la formazione aziendale, visto che la caratteristica di tutte queste iniziative è di essere user-centered, informali, flessibili e comunque tarate sul singolo individuo (e sulla sua motivazione). Non che sia un difetto, anzi: magari per l’apprendimento del singolo (motivato) è anche meglio. Ma per un’azienda, mancando l’aspetto del monitoraggio, della gestione e della misurazione dell’apprendimento, tutto questo non è neanche lontanamente sufficiente o utile.
L’unico modo che vedo per far incontrare i due mondi (formazione aziendale e open learning communities) è che in futuro, con una grande disponibilità di corsi gratis online, su certi argomenti trasversali le aziende dicano:
- ti devi aggiornare su questo o quell’argomento, entro la tal data
- online c’è tutto quello che vuoi, gratis
- arrangiati, basta che poi mi dai un riscontro di quello che hai imparato.
Per ora mi pare fantascienza. (Anche se io quasi quasi lo farei… 🙂 )
Che ne dite?
Nei prossimi giorni verrà pubblicata la versione ufficiale dell’Accordo tra Stato e Regioni in cui verranno presentate tutte le novità sui corsi di formazione in materia di sicurezza (D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81) per datori di lavoro, lavoratori e preposti.
Tra le interessanti novità presenti nell’accordo, ci teniamo ad evidenziare un aspetto che riguarda tutti noi che operiamo nel mondo dell’elearnig e che consideriamo questa metodologia formativa una via efficace ed efficiente per erogare sapere in numerosi e diversi campi. Grazie al presente accordo, infatti, viene regolamentato l’elearning come metodologia formativa per la formazione e l’aggiornamento in materia di sicurezza sul lavoro.
In attesa della versione ufficiale, vi invitiamo a consultare qui la prima bozza dell’Accordo e il documento specifico relativo all’Elearning.
Quando si parla di metodologie e-learning è spesso difficile capirsi anche tra operatori del settore. Contesti di formazione diversi possono avere regole e condizioni differenti, determinate prima di tutto da chi sono gli attori coinvolti nell’intervento: per progettare un intervento in elearning efficace, e per valutarne i risultati a posteriori, il primo passo quindi è capire quali siano le aspettative di chi vi prende parte. Dove gli attori cambiano, è molto probabile che cambino anche aspettative, criteri di progettazione, metodologie di gestione, parametri di valutazione del progettto.
Allora possiamo pensare a un modo per capire i “contesti” o “scenari” di un progetto elearning, e ipotizzare metodi e approcci per analizzare prima di tutto il “chi“: Chi ha interesse a far funzionare un progetto di elearning? Chi sono gli stakeholders reali di un progetto di formazione?
Continua a leggere “Scenari di formazione: gli attori in un progetto e-learning”


