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Vorrei provare tutti gli LMS, ma…. installa, disinstalla… uff!

Beh, in realtà c’è una soluzione più semplice! (grazie a Tom Kuhlmann di Articulate, che ha citato questo sito su Linked In)

C’è questo progetto (Open Source Cms) che vi consente di provare varie piattaforme e-learning, sia come studente che come docente o amministratore. Per ora il progetto ospita le installazioni complete di 11 piattaforme LMS, mi pare nelle versioni più recenti  (e di un numero elevatissimo di CMS , ci sono 254 demo!). Per ogni applicativo c’è una breve recensione e un’installazione cui accedere con le password che vengono fornite. Il progetto è finanziato con la pubblicità, per cui sopra a ogni installazione troverete un frame con dei banner pubblicitari.

Le mie impressioni? Sicuramente si risparmia moltissimo tempo nell’installazione di qualcosa che si vuole solo provare. Tuttavia, credo che se non si è guidati da chi conosce le logiche e i flussi di quel particolare applicativo, si rischi di non capire molto.

Ovviamente, le installazioni sono vuote (giustamente, vengono cancellate e reinstallate ogni giorno): cimentandosi nella costruzione di un corso, caricamento di materiali e iscrizione di utenti si riesce probabilmente a capire il flusso di lavoro e i diversi ruoli.

La morale: se volete avere un’idea rapida del look & feel di un applicativo, potete usare questo sistema.

In questo modo magari potete restringere il campo alle 2-3 soluzioni che vi piacciono di più: se volete capirne di più, potete chiedere una demo a chi se ne occupa professionalmente (ad esempio noi). Senz’altro, questo vi consentirà di capire se la soluzione è adatta al vostro contesto ed esigenze.

Docebo si fa in 4

Docebo 4 vede finalmente la luce, la nuova release della piattaforma e-learning è stata presentata con una pre-beta pubblica che anticipa una prossima beta scaricabile.
Chi vuole provare la nuova versione può loggarsi a questa versione demo online in cui è possibile testare sia come utenti che come amministratori tutte le novità del nostro LMS preferito.

Continua a leggere “Docebo si fa in 4”

Duplicazione corsi in Docebo

Abbiamo sviluppato una funzione che consente di clonare i corsi in docebo. La modifica aggiunge nella gestione corsi una funzione che duplica un corso creandone una nuova versione identica per configurazioni principali e materiali didattici (icona di copia a dx dell’icona di cancellazione). La notizia è anche sul forum di Docebo, qui

A differenza delle edizioni, un corso copia è completamente indipendente dall’originale anche per la gestione dei menu e le statistiche di teacher area.

La patch è scaricabile da qui: http://www.elearnit.net/download/doc_details/13-funzione-duplicazione-corsi.html

NB: non è una patch ufficiale dello staff docebo

Usate pure il thread sul forum di Docebo o questo post  per segnalarci qualunque problema o bug…o per condividere eventuali miglioramenti!
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05-08-2009
Changelog 1.0 – 1.1 (thanks to Fabio Pirovano)

– Aggiunta Copia cartelle
– Eliminato problema copia erronea dei certificati emessi (vengono copiate solo le assegnazioni)
– Ottimizzazioni del codice

Dove vanno gli LMS?

Segnalo questa interessante Discussione su Linked In, iniziata da Naveen Kumar. Il tema è “dove saranno gli LMS (le piattaforme di e-learning) tra 2 anni?”.  Vi riassumo i principali commenti e le principali risposte: come sempre nel gruppo “Elearning Guild” gli intervenuti sono tutti americani (o indiani, sempre di più) ma penso che ci diano un’indicazione molto chiara di quali sono le tendenze in mercati più maturi del nostro. Eccovi una selezione di risposte:

  • continuiamo a sentire che la gente vuole un LMS che funzioni (questo è abbastanza significativo… 🙂 ) e che gli enormi, costosi LMS commerciali tendono a non funzionare. Inoltre, troppi mettono il sistema davanti ai contenuti e poi non capiscono perché i loro dipendenti non imparano nulla.
  • penso che le imprese si sposteranno da sistemi enormi che fanno tutto (e sono molto complessi e costosi) verso sistemi più piccoli che eseguono pochi compiti e li fanno bene.
  • il nuovo LMS deve contenere le caratteristiche di successo dei sistemi di blog e social network. Dovrebbe dare ai dipendenti il potere di utilizzare non solo le risorse interne e gli esperti ma anche quelle di gruppi professionali e quelle al di fuori delle imprese stesse, e incoraggiare la pubblicazione di oggetti didattici informali ma rilevanti.
  • Il nuovo LMS dovrebbe consentire l’uso di contenuti informali ricercabili, editabili, linkabili per e-mail, commentabili ecc. ecc. , con la possibilità di alert automatici che mi avvisino della presenza di commenti e reazioni a un nuovo contenuto.
  • dobbiamo avere un sistema che redistribuisca il contenuto in modo che diventi “virale”, cioé che siano i dipendenti stessi a far “girare” i contenuti.
  • così come anni fa la moda era avere un “Training Center” e tutti spendevano grandi risorse in questo (senza preoccuparsi del piano di formazione e dei contenuti), oggi molti investono grandi risorse in un LMS. Ma anche questo non serve a nulla se non c’è un buon programma di formazione e buoni contenuti. Si dovrebbe prima investire in quello.
  • Gli LMS si disaggregheranno in applicazioni multiple, più piccole e ci sarà un’integrazione più stretta con altri sistemi aziendali (risorse umane, gestione documentale..): questo lo si vede già nelle linee guida del futuro standard SCORM 2 (https://www.letsi.org/scorm2)

Direi che – neanche a farlo apposta – sono in larga parte i concetti su cui anche noi di elearnit stiamo cercando da sempre di orientare il dibattito. Le parole chiave dunque sono: rimettiamo il contenuto davanti al sistema; integrazione e interoperabilità; apertura alle funzioni “social”; LMS “leggeri”; LMS ….che funzionano.

E-learning open source per le aziende?

Open SourceAvvertenza: post lungo.
Prendo spunto da un post che ho letto su Learning Visions. Cammy Bean, pur americana,  lavora per Kineo (UK)*: insomma, lei parla del mercato americano e inglese. Un sistema LMS a basso costo, secondo la ricerca citata da Cammy, parte da 58.000 dollari. Continua a leggere “E-learning open source per le aziende?”

Sviluppare nuove funzioni

flusso di datiQualche tempo fa ho parlato di “piattaforme sì, ma meglio se integrate”. Riprendo il discorso con una domanda/provocazione:

ha senso per gli sviluppatori sviluppare nuove funzioni che la “piattaforma” non contempla?

Nel mondo dello sviluppo di software commerciale, ha senso.

Ma nel medio-lungo periodo può creare problemi sia al “vendor” che allo “sviluppatore”. Che potrebbe trovarsi superato in vari modi: o perché la “casa madre” ha incorporato le stesse funzioni da lui faticosamente create all’interno della nuova versione del software, oppure perché sono state cambiate le API e la nuova funzione… non funziona più. Come dice Dave Winer (che ho letto via Joel On Software) (in 2007): “Sometimes developers choose a niche that’s either directly in the path of the vendor, or even worse, on the roadmap of the vendor. In those cases, they don’t really deserve our sympathy.”

Giusto per fare un esempio, il nuovo IPhone 3GS ha reso inutili e obsolete 15 funzioni nuove che erano state sviluppate nel corso degli ultimi tempi.

Facciamo un esempio nell’e-learning: “oh, guarda! la piattaforma e-learning Pinco Pallino 2.0 non ha la gestione dei template. Allora mi creo la mia nicchia di mercato e creo un’applicazione che fa la gestione dei template”.
Il problema è che

  • se è qualcosa che interessa a tutto il potenziale mercato, sicuramente sarà incorporato nella versione successiva
  • se è qualcosa che interessa solo pochi clienti (che ne so, una funzione per esportare tutti i commenti di un forum) non la si potrà vendere a nessuno

Rimangono alcuni casi interessanti dal punto di vista dello sviluppatore: sviluppare applicazioni verticali (per un mercato, per un tipo di clienti) che abbiano un appeal abbastanza ampio e definito da essere commercialmente interessanti ma non troppo, per non farsele “mangiare” dal vendor.

Nel mondo dell’open source, questo scenario cambia (credo in meglio):
lo sviluppo di funzioni nuove arricchisce sia il vendor che gli sviluppatori (e in ultima analisi i clienti…) in un gioco in cui tutti vincono.  Ovviamente, per far funzionare questo circolo virtuoso occorre che la comunità degli sviluppatori e la “casa madre” siano in contatto stretto e continuo (e questo accade per Moodle come per Docebo): solo così ci si può assicurare che anche dopo la release di versioni successive tutto continui a funzionare correttamente.

Anche in questo scenario nulla vieta che i clienti possano volere funzioni particolari che non interessano a nessun altro (magari perché illogiche) nè che si possano sviluppare applicazioni custom che non verranno rilasciati alla comunità: resta però il fatto che è uno scenario molto interessante per tutti coloro che ne sono protagonisti: utenti finali, vendor e sviluppatori.

E-learning on the beach

P9172128Segnalo questa interessante iniziativa promossa da Mauro Sandrini di Elearning e Innovazione.

–> 30 Giugno, Marina Romea, Ravenna
Orario: 10:00-17:00
Iscrizioni e informazioni: www.ilias.it

La comunità degli utilizzatori di ILIAS si incontra al
mare per produrre in modo partecipativo una traduzione italiana
della piattaforma che sia professionale (si tratta di uno dei software
di e-Learning più affidabili per l’utilizzo industriale).

L’obiettivo è privilegiare il punto di vista degli utenti rispetto
alle traduzioni troppo tecniche che, purtroppo, ancora imperversano
in molte localizzazioni delle piattaforme e-Learning open source.

Il luogo è affascinante (www.bocabarranca.it), la wifi è disponibile,
ed è anche l’occasione per conoscersi e scambiarsi esperienze per
gli utenti.

ILIAS, è uno dei principali LMS open-source, paragonabile per performance a Docebo o Moodle anche se per ora poco diffuso soprattutto in ambito corporate.

(PS: Ehi, con questa news il nostro blog festeggia 100 post in un’anno e mezzo di vita, niente male!)

Piattaforma sì, ma se integrata è meglio

flusso di datiLe piattaforme e-learning probabilmente sono una commodity, o lo diventeranno sempre di più. Ci sono quelle commerciali, ci sono quelle open-source…magari un giorno arriverà quella di Google (per adesso c’è Google for Educators). Ma il succo è che sono sempre più diffuse e alla portata di tutti, almeno quelle open-source. Continua a leggere “Piattaforma sì, ma se integrata è meglio”

Il ritorno delle Scorm Wars

scormwarsPiccola precisazione – e risposta che ho lasciato anche nel post di Gianni Marconato.

Scrive Gianni “Più specificamente sostenevo che la tracciatura resa possibile dallo scormizzare un LO non dava alcuna informazione utile a determinare se e cosa una persona avesse appreso. In quel post ho commentato anch’io sostenedo che la tracciatura ha lo stesso senso della “presenza” di uno studente in aula: il fatto che una persona sia presente in aula vuol dire solo che è lì dentro e non in altro luogo, che sta 5 ore seduto su una sedia e che, per ben che vada, “ascolta” chi sta parlando; spesso lo sta solo guardando con l’aria intontita. La presenza in aula non ci dice nulla di cosa la persona abbia imparato (andrebbe chiarito cosa significhi “imparare”).

Ne approfitto dunque per precisare anche su questo blog quello che realmente intendevo dire, a scanso di equivoci: anche secondo me la tracciatura dice poco, almeno a livello qualitativo . Dice che tizio ha fatto tutto il corso, che lo ha completato, che ha risposto a tutte le domande facendo il punteggio tale, che ci ha messo 4 ore, che ha fruito del corso in 12 sessioni diverse…eccetera. Cosa ci dice questo dell’apprendimento? Essendo dati quantitativi, ci dice poco. Si suppone però che – se il corso era fatto bene – qualcosa lo avrà imparato.
Questi aspetti, in un’azienda che deve monitorare magari migliaia di dipendenti, sono un valore. Forse meramente quantitativo, ma lo sono. Del resto, se quelle stesse persone facessero aula non sono mica sicuro che avremmo in mano un feedback molto più accurato….

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