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Privacy, approvato il nuovo regolamento europeo – bisognerà aggiornare i corsi elearning :-)

6FiJiU8eHAs_80_RG_DX592_DY592Il Parlamento Europeo, il 14 aprile 2016, ha approvato il nuovo “pacchetto protezione dati“, che intende garantire maggiori opportunità e tutele per cittadini e imprese, superando l’ormai datata Direttiva 95/46/CE, adottata quando i trattamenti di dati venivano effettuati prevalentemente su supporti cartacei.

Le principali novità introdotte:
Diritto all’oblio,  privacy by default/by design, il data breach,  portabilità dei dati, la valutazione d’impatto e il Data Protection Officer  Continua a leggere “Privacy, approvato il nuovo regolamento europeo – bisognerà aggiornare i corsi elearning :-)”

Quanto costa una piattaforma elearning? Articolo interessante

elearning libroSegnaliamo questo articolo interessante di Talented Learning su costi e implicazioni dell’implementazione di una piattaforma elearning. È un tema molto interessante e complesso (la risposta breve, come spesso accade è “dipende”), ma mi piace l’approccio di questo articolo, che accenna ad alcune riflessioni molto interessanti più che altro sul mercato delle piattaforme. Anche se l’articolo non parla di piattaforme open source (che – come sapete – sono invece a nostro avviso una soluzione molto interessante praticamente per chiunque), soprattutto le riflessioni dell’ultimo paragrafo mi paiono condivisibili.  Continua a leggere “Quanto costa una piattaforma elearning? Articolo interessante”

I Panama Papers e l’e-learning

stairwayAvrete sentito parlare dell’inchiesta sui Panama Papers, il più grande “leak” di documenti riservati di tutti i tempi. Per i commenti politici e giudiziari ovviamente il nostro non è il blog giusto. Ma visto che sempre più spesso queste inchieste hanno dei siti magnifici e ricchissimi di infografiche, già iniziamo ad avvicinarci ai temi che trattiamo di solito. Quando poi ho visto che c’era una sorta di “simulatore” per mettersi nei panni di un evasore e provare a nascondere i propri quattrini senza farsi beccare, non ho resistito! Continua a leggere “I Panama Papers e l’e-learning”

Tin can e l’evoluzione dello scorm – cosa cambia

tin-can-api-scorm-cloud-lrsI colleghi di Studio Eco, che ben conosciamo, hanno pubblicato un articolo bello, esauriente e interessante sul tema delle implicazioni tecniche e pratiche dello standard Tin Can (aka experience API o x-API).  Continua a leggere “Tin can e l’evoluzione dello scorm – cosa cambia”

70:20:10 – aggiornamento: uno strumento pratico

dpw_70-20-10_chart_v02Ne avevamo parlato già qualche tempo fa, in questo articolo.

Se non sapete di cosa sto parlando, lo trovate nell’articolo che ho linkato sopra.

Nel frattempo, la riflessione di Ryan è andata avanti per cui mi sembrava giusto condividervi l’aggiornamento su questo tema fatto da Elearning Provocateur.  Continua a leggere “70:20:10 – aggiornamento: uno strumento pratico”

Foto gratuite per i vostri corsi e-learning

Pixabay

Chiunque lavori con le immagini, per il web o per l’e-learning o altro, ha familiarità con i vari Fotolia, Shutterstock, Getty eccetera.. O con Google Immagini, o Bing. O con Flickr Creative Commons. O con i freebie che di quando in quando vengono offerti dai servizi a pagamento.  Continua a leggere “Foto gratuite per i vostri corsi e-learning”

Test su strada di Atomi ActivePresenter: non male!

Active_PresenterAnche se è da molto che non scriviamo più recensioni di software per la produzione di elearning (interessano soprattutto a chi fa il nostro mestiere, preferiamo occuparci di argomenti meno “tecnici” e più di interesse generale) ogni tanto c’è qualche novità interessante. O perlomeno si scopre qualcosa di nuovo. Grazie al nostro superfidato collaboratore Stefano Trillini abbiamo scoperto Active Presenter della Atomi. Dai 199 ai 299 dollari. In sintesi, un misto tra Articulate Presenter e Articulate Storyline. Continua a leggere “Test su strada di Atomi ActivePresenter: non male!”

ElearningIndustry: Forma tra le migliori 8 piattaforme!

top8_lmsDopo Craig Weiss, e dopo i riconoscimenti della rivista Elearning!, anche Elearning Industry, uno dei principali magazine internazionali dedicati alla formazione a distanza, ha inserito Forma Lms tra le migliori 8 piattaforme elearning open source.

Insomma, l’interesse intorno al nostro progetto continua a crescere, speriamo che questo ulteriore riconoscimento riesca a convincere anche gli ultimi scettici… ammesso che ce ne sia rimasto qualcuno! 😉

Elearning Trends 2015 – nuovo approccio alle tecnologie per la formazione

Di recente (Novembre 2015), la Brandon Hall ha pubblicato il suo rapporto annuale sui trend del mercato LMS.

Nel report, sponsorizzato da Docebo, Brandon Hall illustra come e perché le organizzazioni stanno ripensando il proprio approccio alle tecnologie per la formazione.

Secondo i risultati del gruppo di ricerca, le aziende potrebbero muoversi verso stili di gestione formativa che incorporano social e informal learning.

Abbiamo letto il report per voi (lo trovate sul blog di Docebo)  e abbiamo provato a sintetizzarlo:

  • Su 17 item, la soddisfazione espressa dagli intervistati per il loro attuale LMS non supera i 3,5 punti su 5. Non un gran che… e il dato non è cambiato dal 2012 ad oggi. Il 64% pensa di rinnovare il proprio LMS, il 20% pensa di sostituirlo. Il 38% si sta comunque informando per sostituirlo. Interessante il fatto che il 31% NON lo raccomanderebbe a un collega.
  • Queste le ragioni di insoddisfazione: essenzialmente, i management ritengono di pagare troppo per sistemi difficili da usare, senza le funzionalità necessarie, datati e che non forniscono le reportistiche o metriche necessarie
    • scarsa attenzione al cliente
    • volontà di spostarsi sul cloud
    • mancanza di strumenti social o collaborativi
    • difficile da usare
    • aspetto datato
  • Se il mercato degli LMS ha avuto un grande successo negli ultimi 15 anni e la tecnologia continua ad avanzare, sembra si stia arrivando a un punto di rendimenti decrescenti.
  • Potrebbe essere il momento in cui la risposta non è più semplicemente cambiare da un LMS all’altro, ma una strategia completamente nuova
  • Tra le 10 ragioni per cui le imprese vogliono cambiare, a parte questioni come spostarsi verso il cloud o una mancanza di features sociali/collaborative, al numero 1 c’è che i bisogni formativi dell’organizzazione sono cambiati
  • gli strumenti collaborativi nelle tecnologie della formazione aiutano le imprese a promuovere la parte “20%” del modello 70/20/10 (un modello secondo cui il 70% dell’apprendimento aziendale avviene on the job, il 20% con apprendimento informale, coaching e mentoring e il 10% con il training formale.
  • Sembra che le imprese comincino a vedere le cose che cercano meno come caratteristiche di una piattaforma elearning e più come componenti di un nuovo approccio più modulare
  • Anche l’LMS più facile da usare pare comunque troppo complesso per quello che le imprese vogliono ottenere dalla formazione: forse la risposta … non è una piattaforma LMS
  • I fornitori di piattaforme stanno facendo miglioramenti incrementali verso quello che le imprese cercano, ma non paiono poterci arrivare.

Qui le principali Call to Action

calls to action

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui sotto una tabella con i 6 punti principali emersi dalla ricerca.

Top Trends

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insomma: il titolo Is It Time for Something Different? sembrerebbe del tutto giustificato.

Molte di queste riflessioni ci paiono sviluppi ulteriori di trend che abbiamo già notato negli anni scorsi, che probabilmente arrivano ora alla maturazione. E ci arrivano a quanto pare in modo inaspettatamente radicale, suggerendo la necessità di un cambiamento di paradigma. In soldoni, gli LMS sono applicativi complessi, le necessità di formazione delle aziende lo sono altrettanto, e probabilmente l’aggiunta continua di funzioni a un meccanismo per sua natura “rigido” non sta dando buoni risultati. Dopo anni di tentativi, probabilmente le imprese percepiscono che forse hanno più bisogno di far parlare tra di loro tecnologie e metodologie diverse (possibile solo se le tecnologie sono aperte e modulari) che di arricchire sempre di più una tecnologia esistente e che ha magari raggiunto i limiti di quello che può consentire di fare. E percepiscono che non c’è un vero e misurabile ritorno su un investimento sempre più elevato: dalla ricerca emerge che chi spende $15 a utente è MENO soddisfatto di chi ne spende $5.

La ricerca non mi pare prenda in considerazione gli LMS Open Source che – come sapete – rappresentano il segmento in cui ci muoviamo noi. Le considerazioni espresse valgono lo stesso e – per quanto mi riguarda – mi confermano che c’è ancora parecchio cammino da fare nella direzione dell’integrazione con altri applicativi (o applicazioni mobile). Al tempo stesso, la strada che alcuni applicativi Open Source hanno imboccato e stanno imboccando mi pare che vada nella direzione giusta.

Oltre al tema della tecnologia, l’aspetto più interessante mi paiono le 4 call to action: usate la tecnologia per supportare l’apprendimento, non per dettare come deve essere fatto. Nel nostro piccolo, da anni predichiamo il fatto che la tecnologia deve essere trasparente e che tutto sommato è quasi irrilevante, e che ben più importante è progettare un modello di formazione che funzioni e che faccia uso degli strumenti tecnologici anziché esserne usato. Naturalmente, una buona progettazione che può sfruttare uno strumento di gestione ben progettato, che può raccogliere dati da molteplici fonti e tenerle assieme in modo sensato è la combinazione vincente. E per quello, un qualche tipo di “collettore” serve e servirà sempre. Se non sarà un LMS, sarà qualcosa che ci assomiglierà molto :-).

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