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Elearnit: Know How to Know!

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Il successo in un progetto e-learning

Facciamo il corso, qualcosa impareranno. Questo è un approccio piuttosto comune, ma come potete immaginare anche piuttosto superficiale. Quantomeno, il rischio in termini di costi-benefici è di investire tempo (di chi organizza il corso e di chi lo deve fruire) e soldi senza un grande ritorno.

Secondo Kuhlmann di Articulate (che, nota a margine, sempre di più scrive di processi, e non solo di tecniche per creare corsi), i tre pilastri non della saggezza ma del successo di un progetto e-learning sono:

  1. Motivazione
  2. Il corso e i suoi contenuti
  3. Il supporto all’apprendimento

L’articolo è qui: http://www.articulate.com/rapid-elearning/you-want-e-learning-success-but-are-you-prepared-to-go-all-the-way/

Che dire? Sono esattamente gli stessi concetti che anche noi predichiamo. La ricetta, dunque, sembra proprio essere quella giusta.

E-learning (anche) come processo, non come software

Lo so, lo so, tutta questa attenzione sul processo (e non sui contenuti) vi sembrerà un’esagerazione e una perversione.

Cosa succede di solito, quando un’azienda inizia a concentrarsi su un progetto e-learning? Succede che la prima funzione aziendale coinvolta è l’IT, i Servizi Informativi. Questo perché si pensa “dobbiamo comprare un software”, non “dobbiamo costruire un processo”.  Continua a leggere “E-learning (anche) come processo, non come software”

Lavorare con gli esperti di contenuto: un incubo?

Siete creatori di corsi e-learning su misura? Sarete senz’altro abituati a creare contenuti su argomenti che non conoscete, e a collaborare con gli esperti di contenuti. Tecnici, esperti di sicurezza….

E avrete familiarità con la difficoltà di lavorare con persone che conoscono benissimo il loro argomento ma a) non sempre sono esperti di formazione b) quasi mai di formazione online. E il rapporto tra voi e gli esperti sicuramente non è facilitato da questo scontro di approcci. Come risolvere questo problema che – se non affrontato per tempo e nel modo giusto – può diventare un incubo?  Continua a leggere “Lavorare con gli esperti di contenuto: un incubo?”

QUANDO serve un corso e-learning?

Interessante la riflessione di Jane Bozarth qui (http://www.learningsolutionsmag.com/articles/442/nuts-and-bolts-when-training-works): siamo sicuri che la risposta sia sempre un corso di formazione?  Continua a leggere “QUANDO serve un corso e-learning?”

Elearnit: cosa abbiamo fatto nel 2010

Anziché fare una lista di buoni propositi per il 2011, preferisco provare (grazie a Seth Godin per l’idea) a fare una lista di cose che abbiamo fatto nel 2010.

Tutto sommato – se ci si ferma a guardarsi indietro – a volte si rimane stupiti da tutte le cose che si sono fatte.

Ovviamente questo non vuole essere un post autocelebrativo, quanto una sorta di presa di coscienza di quello che abbiamo imparato, di dove siamo migliorati e di quello su cui lavorare nel nuovo anno.

Cose che abbiamo creato

  • Sviluppato molte  funzioni utili (nuove funzioni per Docebo 3x e 4x) per i nostri clienti
  • Sviluppato una serie di strumenti per il data mining integrati nelle piattaforme e-learning, incentrati sull’analisi dei risultati e sull’analisi dello sviluppo delle competenze su una serie di “fruizioni” di corsi (funzioni di reportistica, aggregazione e scorporo di dati, funzioni di grafici dinamici integrati nella piattaforma
  • Messo a punto pratiche, procedure e strumenti per la formazione ECM in FAD
  • Messo a punto nuove e diverse modalità di integrazione e interoperabilità tra la piattaforma elearning e altri applicativi

Cose su cui siamo migliorati

  • Gestione dei progetti
  • Messa a punto di procedure
  • Capacità di interagire con altri team
  • Capacità di adattarci a progetti specifici e strani
  • Capacità “produttiva”: abbiamo ampliato il team, sia quello di sviluppo che quello di processo, e lo abbiamo qualificato e organizzato meglio

Aspetti commerciali e di networking

  • Abbiamo proseguito la nostra politica di partenariato e networking, che nel 2010 ci ha dato più soddisfazioni del solito
  • Messo a punto procedure e standard commerciali (progetti, preventivi, listini, workflow…) sempre più precisi
  • Il blog ha continuato ad avere un buon successo
  • La nostra presenza Linked In è aumentata

Cosa dobbiamo migliorare

  • Dobbiamo rifare il sito e migliorarne gli aspetti di comunicazione
  • Dobbiamo migliorare la nostra piattaforma demo, soprattutto per quanto riguarda la fruibilità
  • Dobbiamo continuare e perfezionare la politica di networking per continuare ad acquisire progetti
  • Dobbiamo migliorare ulteriormente i nostri processi, in modo da fare fronte all’aumento del lavoro mantenendo gli standard qualitativi
  • (trovare clienti più vicini, per fare qualche km in meno… 🙂 )
  • ….. eccetera…..

Aggiornamento: queste cose nel 2011 le abbiamo poi fatte…

Insomma: un bell’anno per Elearnit, e ancora tanto lavoro da fare nel prossimo.

L’augurio per tutti è di non restare mai fermi – che ci si annoia – e di avere un 2011 migliore!

Elearnit blog 2010: gli articoli più letti, i nostri consigli

Sta finendo il terzo anno del blog elearnit e quest’anno – in ossequio alla moda – condividiamo con voi alcune liste – qualche consiglio di lettura.

I 5 articoli più letti dell’anno

  1. Modello Power Point e tutorial
  2. Scenario per l’elearning in 3 step
  3. Come organizzare un corso elearning
  4. Ispring: un’alternativa ad Articulate?
  5. Creare esercitazioni con Hot Potatoes Continua a leggere “Elearnit blog 2010: gli articoli più letti, i nostri consigli”

E-learning aziendale e universitario

Da anni sosteniamo che, nella scelta di una piattaforma e-learning, bisogna distinguere tra applicazioni adatte alle aziende e adatte alle università.  Continua a leggere “E-learning aziendale e universitario”

La tecnologia senza “la testa” non funziona

Questo post è un po’ la sintesi di una delle molte e belle discussioni che si svolgono su Linked In (ultimamente scriviamo più là che qua…). Però è giusto provare a tirare le somme anche sul blog.

Il principio da cui partirei è quello del titolo: la tecnologia è un “dettaglio”. Quella funziona, deve funzionare. Ciò che invece a volte i clienti sottovalutano (e che i professionisti invece non devono sottovalutare) sono i processi e le logiche che ci stanno alla base. Non “cosa facciamo” ma innanzitutto “perché” e cosa vogliamo ottenere.

Tradotto in termini meno ermetici: la tecnologia (LMS, oggetti scorm…) la diamo per scontata, ma non bisogna mai sottovalutare i processi, le procedure e l’accompagnamento “umano” ai progetti e ai corsi (tutoraggio, monitoraggio dell’andamento, mantenere viva la partecipazione, sollecitare una discussione, risolvere i problemi…)…e un sacco di altre cose che sono tra i nostri cavalli di battaglia.

Per citare il nostro amico Andrea, che ha il dono della sintesi: “I processi sono il 5% del valore di un progetto, ma il 95% delle cose che possono far arrabbiare un cliente”

Di solito nel progetto e-learning la partenza e le istruzioni d’uso partono dall’alto, ed è necessario che anche l’assistenza e il tutoraggio vengano dall’alto. I discenti fanno formazione in tempi ristretti, perché per il resto devono fare il loro lavoro, e qualunque piccola incomprensione (magari anche dovuta a loro distrazione o ignoranza) viene percepita come “non funziona, allora lascio perdere il corso”. A monte di tutto poi c’è il fatto che in ambito universitario o accademico, la MOTIVAZIONE all’apprendimento è forte. In ambito aziendale no, è spesso percepita come una perdita di tempo. Anche se si usano le modalità di e-learning più innovative (simulatori comportamentali, basati solo su video e su un altissimo livello di coinvolgimento emotivo) ciò che chiamiamo “deployment” è decisivo per far andare bene un’attività. E il deployment comprende certo l’assistenza, ma anche la verifica che tutti stiano partecipando, il mantenimento del giusto “ritmo” di partecipazione, ecc. ecc.

Abbiamo sintetizzato tutto questo in un modello di “Deployment” (la parolaccia che usiamo per descrivere queste cose):

  1. Preparare il terreno (decidere cioé cosa si vuole ottenere e le regole per ottenerlo)
  2. Dare ispirazione (e mantenere il coinvolgimento)
  3. Giocare (e apprendere, ognuno col suo ritmo ma con qualcuno che aiuta a mantenerlo)
  4. Misurare le metriche di apprendimento (individuali, aggregate in mille modi diversi, per singola competenza, confrontate con le performance reali…)
  5. Audit e feedback finale (come è andata? abbiamo ottenuto i risultati? cosa abbiamo imparato dal progetto, e cosa hanno imparato le persone?)

Le fasi non sono cronologiche, ma attraversano tutta la durata di un progetto. E consentono anche all’azienda (e al consulente e-learning) di fare tesoro di ogni cosa che avviene per migliorare costantemente il processo stesso.

Questo sistema è frutto di anni di esperienza e nasce anche per poter essere facilmente “esportato”, cioé per fare empowerment sia su nuovi partner che stiamo affiancando perché imparino a fare il nostro lavoro che sul cliente (il modello ha il vantaggio che anche il cliente diventa più consapevole di ciò che sta facendo).

Cosa ne pensate?

E-learning e prospettive di settore

(Il collega e amico Andrea Lodi (un consulente aziendale, sempre interessato alle novità) ci ha proposto un’intervista per approfondire alcuni temi legati al nostro settore.  Ecco l’intervista) Continua a leggere “E-learning e prospettive di settore”

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